Il settembre 2004 segnò lo scoppio di un caso mediatico di cui sui siti BDSM italiani si parla ancora oggi: l'ingresso di una troupe televisiva a una festa a tema. La festa era Revolution, il servizio è questo e l'agitazione che colse le varie "community" indescrivibile. A leggere certi forum e ad ascoltare tanti "sentito dire" sembrava che fosse arrivata la fine del mondo. La realtà, naturalmente, era stata però ben diversa: questa è la copia integrale di un commento che avevo scritto all'epoca per un sito ormai chiuso da tempo, che essendo in procinto di organizzare un evento alternativo aveva strumentalizzato gli avvenimenti gettando palate di fango sulla festa e tutte le persone coinvolte.


TANTO RUMORE PER NULLA

Poiché non ero ancora riuscito a vedere il servizio incriminato, sino a questo momento ho preferito restarmene tranquillo senza intervenire. Ieri sera però con qualche amico abbiamo approfittato dell’ospitalità di una ragazza che aveva registrato la trasmissione, e a questo punto credo di poter aggiungere il mio piccolo contributo alla discussione.

Confesso che quando abbiamo acceso la Tv ero molto preoccupato. Sono infatti uno di quelli che hanno accettato di fare entrare la troupe di Lucignolo al Revolution, e mi angosciava l’idea di poter essere stato corresponsabile di un massacro mediatico. Ma qui ci vuole una piccola parentesi.

Sapete perché Italia 1 ha ripreso proprio quella festa? Crediateci o no, per evitare una catastrofe. Il loro progetto originale era infatti di trattare una non meglio identificata festa di “satanisti sadomaso” fiorentini – e lì sì che sarebbe stata grigia.
Srgino, che ha fatto da tramite fra Lucignolo e Revolution, ci ha contattati per offrire alla troupe un’alternativa seria, che non perpetrasse la vecchia storia di “BDSM = messe nere”, e abbiamo dato tutta la nostra disponibilità.
Per fare pubblicità all’evento? Certo, perché no. Ma soprattutto per evitare che arrivassero secchiate di sterco su tutta la Scena BDSM. Ognuno fa quel che può, e io (ruolo: coordinatore delle performance) ma soprattutto il gestore del locale e gli sponsor abbiamo dato il massimo per contenere il danno.

I (rispettosissimi) ragazzi di Lucignolo sono stati tenuti sotto stretta sorveglianza da me e altri per molte ore, per evitare che scappassero riprese non autorizzate. Tutte le persone che sono state intervistate o hanno scelto di comparire hanno ovviamente dato il loro consenso scritto – ed erano molte di più di quelle che sono comparse nel montato.
Però…

…però come dicevo prima ero tesissimo, perché leggendo certi post temevo il peggio. No, dico: c’è anche chi ha detto che da quel servizio era ovvio associare BDSM e pedofilia… Una catastrofe completa.

Beh.

Mumble mumble...

Mah. In effetti un problema c’è stato. Abbiamo dovuto riportare indietro il nastro un paio di volte perché le nostre grasse risate avevano coperto l’audio, e ci era sfuggita qualche parola.
Tutto qui? È per questo che sono stati fatti discorsi tanto truci, accuse e sfanculamenti?

Quello che ho visto io è stato un servizio magari non eccelso e sicuramente inserito in una trasmissione becera, ma anche ironico e a suo modo informativo (almeno per chi non aveva la minima idea che esistessero queste feste). C’erano persone serene che parlavano delle loro passioni e c’erano, una volta tanto, persino scene-flash di sessioni rispettabilissime – e soprattutto vere.

Gli insulti a chi pratica BDSM? Ok, dopo la fine del servizio il commentatore ha infilato una battutaccia sul “papà fetish che lo prendeva a botte”. Non vincerà nessun premio dell’umorismo, ma era palesemente una spiritosata e basta.

La presunta pubblicità? Figuriamoci: il nome della festa è stato detto una volta sola, e pure male. Non è stato citato il nome del locale né quello degli sponsor, e la giornalista ha pure indicato il paese sbagliato come sede dell’evento.
A parte il fatto che mi sfugge che male eventualmente ci sia nel promuovere una festa, questa che pubblicità sarebbe? Se qualcuno ha visto, proprio il giorno dopo, Cronache Marziane, forse ricorderà l’intervista a una prodomme con indirizzo del suo sito Web in sovrimpressione. Quella è pubblicità, non la lucignolata!

Ragazzi, se qualcuno che ha visto Lucignolo si è sentito offeso mi dispiace per lui: deve avere proprio dimenticato cosa sono l’autoironia e l’obiettività.
Se invece a essersi preoccupato è chi la trasmissione non l’ha vista… provate a rileggere la prima riga di questo post.

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