Aiuti umanitari per i paesi in carestia sessuale

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La vita nella Striscia di Gaza non è mai stata una passeggiata, ma è diventata insopportabile da quando il regime di Hamas ha imposto una rigorosa censura sulla pornografia online un paio di settimane fa. Tuttavia si sa che il dramma di un uomo è sempre l’opportunità di un altro, e infatti il gigante delle sconcezze Sex.com ha colto l’occasione per ideare la sparata pubblicitaria forse più sfrontata di tutti i tempi.

«In Palestina i siti porno ricevevano più visite dei social network e dei siti di notizie, il che significa che un considerevole pubblico abbia perduto la propria libertà di espressione sessuale» dice un comunicato stampa datato 4 settembre. «Sex.comsa che la pornografia non intacca la società, ma contribuisce piuttosto alla sua felicità complessiva.» E quindi quale potrà mai essere la logica conclusione?

Chiaramente, il lancio di un’operazione di “aiuti umanitari” rivolta sia ai palestinesi che a chiunque viva in una nazione che censuri i siti porno. Qualsiasi persona invierà una mail di richiesta a media@sex.com riceverà infatti un “pacco di conforto” gratuito contenente un DVD e una chiavetta da 8GB piena di foto e video del proprio genere erotico preferito.

Si spera che nessuno sia davvero così stupido da ricevere (o spedire) un simile plico attraverso una dogana estremista – e una parte di me sta aspettando la prossima grande inondazione per vedere se ci saranno pure le bambole gonfiabili usate come salvagente.

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