Alla scoperta dell’ASMR (e del suo inevitabile porno)

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Il mondo dei feticismi è a dir poco immenso. Benché siano pochissimi i feticisti puri, cioè coloro che trovano piacere esclusivamente attraverso una stimolazione sensoriale molto specifica – ciascuno di noi ha le proprie preferenze balzane. Alcune sono piuttosto comuni, tipo i piedi o i tacchi alti, altre assai rare (c’è qualche dendrofilo qui?), e altre ancora del tutto incredibili per chi non le abbia, come l’oggettofilia. Il loro panorama è così vasto che ci si può riempire un libro, e decisamente enigmatico per chi cerchi una teoria unificata del feticismo.
La mia fondata opinione è che l’origine stia sempre nell’associazione casuale e inconscia di una sensazione piacevole con uno stimolo specifico, come dimostrato dal celebre caso di un uomo con il feticismo improbabile ed estremamente selettivo per un certo tessuto. Riassumendo, un giorno scoprì che quel particolare tipo di tessitura, colore, ecc. fosse usato per le uniformi delle infermiere che si erano occupate di lui nell’incubatrice, da prematuro per cui rappresentavano il solo contatto umano. In condizioni più comuni i feticismi vengono attivati da qualsiasi cosa ci abbia stimolato durante i primi orgasmi – di solito immagini o descrizioni con contenuti erotici, fantasie o persino gli odori dei posti in cui ci siamo masturbati. Per la maggior parte delle persone si è trattato di esperienze ripetute sempre uguali, che hanno così contribuito in modo imprevisto a creare un feedback di rinforzo positivo: più lo fai e più ti piace, e viceversa. E voilà, ci si ritrova con la definizione da manuale di un feticismo.

Ci sono tuttavia delle eccezioni. Una è la creazione volontaria di una risposta istintiva di quel tipo. Un esperimento ha per esempio dimostrato che semplicemente vedere un’immagine qualunque prima di un’altra con contenuti sexy provocherà un’eccitazione misurabile quando in seguito ci si ritroverà nuovamente esposti a visioni analoghe alla prima. Un’applicazione pratica di questo meccanismo si vede regolarmente nella pornografia kikaku giapponese, che propone scenari, oggetti o azioni decisamente insoliti nella speranza di creare dal nulla il prossimo filone erotico di successo – come accadde nel 1998 nel celebre caso del regista Kazuhiko Matsumoto con la scoperta della miniera d’oro del bukkake.
La possibilità più interessante è tuttavia anche la più rara in assoluto. La si incontra quando qualcuno rivela un’inesplicabile predilezione sessuale per qualcosa, e finisce coll’ispirare a uscire allo scoperto orde di persone con un’ossessione analoga. Com’è naturale la comunicazione globale permessa da Internet ha reso questi casi relativamente più comuni. Un esempio di circa un decennio fa è stata la scoperta del pedal pumping, cioè l’osservare una donna che pesta sull’acceleratore nell’inutile tentativo di liberare la propria auto da una buca fangosa o ghiacciata: per un breve periodo l’industria improvvisata di video sull’argomento diventò addirittura il genere pornografico col maggior fatturato in assoluto. E ora, a partire dal 2010, è arrivato il turno dell’ASMR.

ASMR è l’acronimo inglese di ‘risposta autonoma del meridiano sensoriale’, neologismo nato per indicare un “orgasmo cerebrale” di difficile spiegazione, che si manifesta come un formicolio del cuoio capelluto che si estende poi alla spina dorsale e provoca un marcato senso di benessere – e sì, certe volte anche un orgasmo vero e proprio. Se non vi pare abbastanza strano, aspettate di sentire com’è che certi fortunati raggiungono questa condizione di nirvana. Il trucco sembra consistere nell’esposizione a stimoli molto lievi e ripetitivi… come ascoltare qualcuno che parli in un monotono sussurrio (anche in lingue straniere), osservare movimenti ciclici o anche solo un’altra persona particolarmente concentrata su qualcosa. Altre fonti di piacere simil-zen possono essere il rumore di un foglio accartocciato, disegnare tante linee perfettamente parallele, muovere avanti e indietro un dito in maniera quasi impercettibile, immaginare di essere dal parrucchiere, pulirsi le orecchie e molto altro.
I pochi studi del fenomeno puntano a un’induzione di onde alfa nel cervello, tipicamente prodotte durante la meditazione o nella fase appena precedente il sonno. La maggior parte dei neurologi e degli psicologi non si pronuncia su cosa accada di preciso, né se accada davvero. Comunque, indipendentemente da cosa ci sia dietro, in rete è sorta una comunità internazionale di appassionati che creano e si scambiano video progettati per scatenare l’ASMR. Tuttavia sappiamo tutti cosa succede con le comunità virtuali, no? Passata la fase iniziale cominciano a dividersi e autodistruggersi, e così è stato.

A stravolgere quello che era iniziato come passatempo completamente casto è stata la realizzazione che alcuni appassionati godessero davvero nel guardare i video asessuati caricati su YouTube dai loro pari. La notizia ha scatenato l’indignazione di una frangia fondamentalista che si batte per mantenere il mondo ASMR “pulito”, gli esperimenti di tanti che si sono messi a cercare il video giusto per loro, e soprattutto l’invasione di molti curiosi che hanno scombussolato forum fino a quel momento tranquillissimi. Come potete immaginare alcuni di loro non sono stati educatissimi: troll, battute infantili e qualche scherzo di cattivo gusto hanno messo a dura prova la calma olimpica dei fan della prima ora.
L’ultimo sviluppo è tuttavia recentissimo, opera della regista porno Nica Noelle, che ha rinunciato alle ipocrisie sull’ASMR e si è messa a produrre versioni dichiaratamente erotiche dei tipici video di induzione. A dirla tutta sarà difficile che entrino nella top ten di YouPorn: nella miglior tradizione ASMR sono molto, molto cheti e monotoni – ma a giudicare dai commenti che ricevono (e da quelli inevitabilmente sconci ai video tradizionali), sono proprio ciò che un’impressionante quantità di persone stava disperatamente cercando. Per ora è troppo presto per capire se il genere ASMR scomparirà nel nulla com’è accaduto con tante altre mode, resisterà nel tempo, e quale versione fra quella adulta o quella per famiglie otterrà alla fine più follower. Nel frattempo però trovatevi un posticino tranquilo, mettetevi le cuffie e provate a guardarvi il video qua sotto. Non sarebbe pazzesco scoprire di essere uno dei pochi fortunati capaci di provare davvero un “orgasmo cerebrale”?

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