Boundcon report – Ecco com’è fatta una fiera del bondage (Parte 1)

Bondage show at Boundcon 2014

Come annunciato qualche tempo fa, fra il 23 e il 25 di maggio ho approfittato di un viaggio in Germania per tornare a visitare la Boundcon di Monaco di Baviera, cioè la più grande fiera europea dedicata a bondage, fetish e BDSM. Oggi ho trovato finalmente il tempo per riordinare i chili di volantini e biglietti da visita raccolti, che costituiscono lo spunto ideale per un reportage.

Alla fiera del bondage
Partiamo da qualche informazione di base. La Boundcon è una vera fiera professionale, non una di quelle scalcinate e tristissime sagre della pugnetta che vengono spacciate un po’ in tutto il mondo per “festival dell’erotismo”. Di conseguenza si tiene in un normale padiglione fieristico in cui le principali aziende di settore espongono e vendono i loro prodotti mentre gli operatori commerciali approfittano dell’occasione per incontrarsi e discutere di affari. In parole povere: qui non troverete masse urlanti di disperati venuti «a vedere le donne nude» e pronti a tutto pur di poter finalmente sfiorare una tetta. Le conversazioni e la musica sono tenuti a volumi civili; chi scatta foto chiede prima gentilmente il permesso e il clima generale è molto rilassato.
Ciò non vuol dire tuttavia che si possa scambiare la Boundcon per un meeting di ragionieri. Naturalmente perché i contenuti degli stand sono tutt’altro che casti, ma anche perché ‘operatori di settore’ in questo caso significa: modelle fetish, fotografi erotici, artigiani di sex toy, artisti del bondage, stilisti specializzati in latex, insegnanti di frusta… Tutti personaggi piuttosto esuberanti, che in nove casi su dieci lavorano in dress code. E, a proposito di abbigliamento, anche il pubblico è incoraggiato a partecipare indossando il proprio look fetish preferito. Nei limiti di essere maggiorenni e non avere i genitali scoperti si può entrare come si vuole, comprese tenute complete da furry in lattice.

bondage furries at Boundcon 2014

La varietà del pubblico è secondo me la parte più spettacolare e piacevole della manifestazione. I miei favoriti di questa edizione sono stati una coppietta di diciottenni palesemente innamoratissimi e molto convinti dei propri ruoli di padrone e schiava nonostante la giovane età; una coppia ultrasettantenne altrettanto innamorata ed elegantissima nel suo look fetish in pelle nera; i simpatici madre e figlio che nel tempo libero realizzano orsacchiotti in versione leather e soprattutto un signore nemmeno particolarmente giovane che, abbigliato di tutto punto e con frustino alla mano, ha seguito i tre giorni della fiera e ha partecipato alla festa finale. Cosa c’è di strano, dite? Il fatto che il suo corpo finisse all’altezza dell’ombelico e si muovesse in carrozzina – divertendosi un mondo e ben accettato di tutti, senza problemi di integrazione.
Vedere stragnocche corsettate e in tacco 16 che chiacchieravano amabilmente con tutti questi personaggi, o ritrovarli a scherzare fianco a fianco nell’area buffet mi ha dato una bellissima sensazione di armonia. Avrei voluto che fossero lì anche quei tristi moralisti che condannano a priori l’eros alternativo convinti che rappresenti una terribile minaccia per la società. Un mondo con una sessualità consapevole e tollerante sarebbe invece così: sereno ed educato.

In un certo senso, la cosa che forse più sorprende è che alla fiera del bondage questa pratica costituisca meno della metà dell’offerta. Il grosso è rappresentato da abbigliamento e accessori fetish, strumenti BDSM e altre strane suinerie. Corde e contenzioni varie in compenso dominano la scena attraverso le esibizioni dei più grandi esperti mondiali e delle loro modelle, che hanno a disposizione un grande palco e due stage minori per mostrare la propria arte. Un’area della fiera ad accesso solo su prenotazione ospita inoltre i workshop nei quali imparare tutte le loro tecniche, ed è forse anche per questo che i legatori più convinti spariscono lì e risultano tutto sommato meno visibili di quanto si potrebbe immaginare.
Tolti gli show e le coppiette di visitatori che percorrono i corridoi tenendosi al guinzaglio, l’ultima alternativa per vedere esibizioni di bondage resta una piccola area riservata alla goliardica competizione fra artiste della fuga. La gara consiste nel liberarsi il più in fretta possibile dalle complicatissime legature realizzate da rigger più o meno esperti, mentre una giuria armata di cronometri commenta salacemente in un clima di simpatico cazzeggio collettivo.

Le tendenze dell’anno
Poter vedere tanti negozi e produttori riuniti nello stesso posto è l’ideale per farsi un’idea di dove stia andando il mondo dell’eros estremo. Come tutti gli ambienti e le sottoculture anch’esso è soggetto infatti a mode e tendenze, che a giudicare dal panorama di quest’anno sono:

  • Il kinbaku non fa più notizia

Potrebbe essere un’impressione personale, ma tutto faceva pensare che la grande curiosità degli anni passati verso il bondage con le corde – e in particolare verso il kinbaku, cioè lo stile giapponese – si stia esaurendo. Un po’ per la quantità di siti, libri, seminari e corsi disponibili, un po’ perché di innovazione se ne vede molto poca, il pubblico ha ormai capito quel che c’era da capire. La “gente normale” ha imparato le nozioni di base utili per giocare ogni tanto, i superappassionati dialogano fra loro su dettagli esoterici, e il mondo del sesso resta ad aspettare la prossima novità.

  • Il metallo va di moda

Nell’immaginario BDSM continuano naturalmente a comparire i materiali naturali delle segrete dell’Inquisizione, ma quest’anno era impossibile non notare la quantità di metallo luccicante proposto dalla maggior parte degli stand. Da complicati macchinari di contenzione a piccoli (e costosi!) giocattolini BDSM, sembra proprio che l’eros del XXI secolo abbia un look da film di fantascienza anni ’70.

  • Esperienze elettrizzanti

Il prodotto dell’anno? Senza il minimo dubbio è la Neon wand, finalmente disponibile anche in versione adattata agli impianti elettrici europei. La si trovava presso tutti i venditori più importanti e ogni volta che qualcuno ne dimostrava il funzionamento (cioè ogni cinque minuti circa) catalizzava l’attenzione generale. Il motivo è presto detto: fa un sacco di scena, offre sensazioni ineguagliabili, e a differenza delle vecchie e introvabili violet wand funziona bene. Poi ci sono tutti gli altri sex toy elettrici, ma di quelli parleremo nella seconda parte. Menzione speciale per il Tiani della Lelo, che forse non sarà recentissimo ma resta il vibratore più intelligente sul mercato, con un sacco di possibilità d’utilizzo parecchio intriganti.

  • La crisi si fa sentire…

Assenti illustri da questa edizione della Boundcon sono stati molti produttori di articoli di fascia altissima – tipo certa mobilia da dungeon con prezzi a quattro o cinque cifre. Alcuni venditori proponevano sconti notevoli pur di muovere la merce (che comunque continua ad avere spesso costi irragionevoli), e l’unico negozio di abiti in latex che si è ostinato a mantenere i prezzi del passato faceva scoppiare a ridere chiunque si avvicinasse a leggere i cartellini.

  • …eppure si ride di più

I sorrisi un po’ forzati dei venditori andavano di pari passo con quelli invece molto sereni della maggior parte delle persone presenti. Decenni di sdoganamento del sesso insolito hanno finalmente fatto avvicinare al mondo di fetish, bondage e BDSM una gran quantità di persone che vivono queste pratiche come uno fra tanti modi per divertirsi anziché come una ragione di vita. L’effetto è un abbassamento generale dell’età media (cosa che vedo anche al Sadistique, dove ormai gli under 35 sono la maggioranza) e molto meno seriosità. Tanta leggerezza risulta assai piacevole… ma l’impressione è che si stia già scivolando un po’ troppo nello scherzo, e non sono sicuro che sia poi così positivo. Adesso però basta chiacchiere: nella Parte 2 vedremo più da vicino cosa c’era alla Boundcon.

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