Guarda chi c’è: Lana Wachowski e il discorso migliore dell’anno

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L’ultima volta che avevamo sentito parlare del regista Larry Wachowski era un decennio fa, quando uno scoop del mensile Rolling Stone aveva rivelato la sua travolgente relazione con la dominatrice professionista Ilsa Strix. Tanto travolgente, in effetti, che molti avevano insinuato che fosse la ragione del tragico calo di qualità nei due sequel di Matrix. Larry e Ilsa erano poi comparsi solo ad alcune prime cinematografiche: gli osservatori più attenti avevano notato come lui sfoggiasse orecchini e manicure, ma dal punto di vista mediatico la cosa finì lì.

Avanti veloce a qualche giorno fa, quando la misteriosa metà dei “fratelli Wachowski” ha fatto una spettacolare rentrée su un palco improbabile: quello del galà della Campagna per i Diritti Umani di San Francisco, per ricevere il Visibility Award come personaggio più in vista della comunità LGBT. In effetti, fra una regia e l’altra c’è stato un matrimonio e… un cambio di sesso, con il debutto ufficiale di Lana Wachowski. L’unico motivo per cui la notizia non è stata ufficializzata prima pare sia stato il voler evitare che la sua produzione artistica passasse in secondo piano rispetto a un aspetto privato della sua vita, e la grande attenzione che sta suscitando l’imminente Cloud atlas è sembrata l’occasione buona per presentarsi un po’ in sordina.

Nel suo meraviglioso discorso di premiazione Lana Wachowski ha spiegato perfettamente non solo le difficoltà incontrate nell’accettare la propria sessualità in un mondo bigotto (e con tanto di violente suore maltrattatrici di bambini), ma anche della lotta fra il voler proteggere la propria privacy e dichiararsi per il bene di tante persone. I toccanti riferimenti alle proprie esperienze personali in effetti non sono molto importanti, perché tali concetti si applicano a chiunque viva una sessualità “insolita”.
Un altro tema chiave è stato il superare la paura di non essere accettati per ciò che si è da parte delle persone amate. Come ho spesso riscontrato anche io, si tratta di un timore irrazionale: gli unici a giudicare negativamente sono coloro che non provano vero affetto, e dei quali si può benissimo fare a meno – specie se si è dei registi multimilionari. In caso contrario, tuttavia, ascoltare cosa ha detto Lana (o almeno leggere la trascrizione del discorso) può arricchirci ancora di più.

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