Nella casa delle bambole

female maskers

Avete visto quella puntata di Lucignolo dedicata alle rubberdoll? Se quel genere di gioco vi intriga, l’emittente inglese Channel 4 ha fatto di meglio lo scorso gennaio, trasmettendo il documentario Secrets of the living dolls, che ha portato alla ribalta il fenomeno ancora più raro dei female masker, signori (e pochissime signore) che si divertono a vestirsi da donna. No, non usando trucco e abbigliamento come fanno i comuni travestiti, ma infilandosi letteralmente nella pelle (in silicone) di una donna. E aggiungendo protesi per sagomare il corpo. E – soprattutto – maschere che avvolgono l’intera testa.
A dirla tutta, l’espressione fissa di queste maschere è appena leggermente meno inquietante delle tute complete anatomicamente corrette – ma bisogna ammettere che a volte il risultato sia notevole. Alcuni masker arrivano davvero ad assomigliare a Barbie giganti. L’aspetto più curioso è comunque perché lo facciano. Certo, fare sesso mentre si sperimenta un’identità alternativa fa senz’altro parte dell’attrattiva, e dopotutto è il motivo per cui alcuni di loro utilizzano complicate protesi che trasformano i genitali maschili in un’approssimazione penetrabile di quelli femminili. Ma la vera ragione è un’altra.

«Pensavo che nessuna ragazza sexy avrebbe mai voluto stare con me» dice una “bambola” intervistata nel documentario, «così me ne sono costruito una». Il ragionamento è simile a quello di un altro interessante personaggio, un pensionato settantenne che spiega candidamente come alla sua età trovi solo partner sopra i 50, nessuna delle quali attraente come il suo alter ego femminile.
Per questo tipo di persone si tratta davvero di una ricerca estetica, non di un modo per sedurre il prossimo. Anzi: a dirla tutta, la stragrande maggioranza dei masker non esce nemmeno mai da casa quando indossa quei costosi aggeggi (la sola tuta senza mani, piedi o testa viene venduta a circa 2.000 dollari). La paura è di non essere accettati, presi in giro o aggrediti. La loro fantasia più proibita viene spesso espressa in termini così pacati da fare tenerezza: «il sogno è di poter fare cose normali in abiti straordinari. Roba come uscire a fare due passi, o fare shopping».

Per offrire ai masker un’opportunità d’incontro al di fuori di forum virtuali come Dollspride.com sono nate apposite convention. Prima negli Stati Uniti, dove la più grande si chiama Rubberdolls World Rendezvous, e successivamente qui in Europa. Di solito si tratta di eventi molto specifici, poiché come sovente capita con le sessualità alternative, basta un’interpretazione leggerissimamente diversa dello stesso feticismo (per esempio usare un costume da rubberdoll senza volto, anziché con la maschera da bambola) per non essere veramente accettati nel gruppo.
Il prossimo grande appuntamento si terrà a Londra nel primo weekend di ottobre: la Dollcon Europe sarà un pochino più ecumenica, al punto di prevedere anche un’uscita di gruppo per il leggendario fetish party del Torture Garden, e… una visita guidata al museo dei trasporti, naturalmente vestiti da bambola. Mah. La prevendita online dei biglietti è da tempo esaurita, ma se il video qui sotto vi solletica la fantasia gli organizzatori promettono che faranno di tutto per trovare il modo di farvi entrare – o meglio di fare entrare la vostra altra identità – nella casa delle bambole.

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