Parliamo di religione. E lubrificanti.

Rabbi reading 50 shades of Grey

La settimana appena trascorsa entrerà negli annali degli ebrei ortodossi di tutto il mondo – e in quelli dei Trigg Laboratories, i cui prodotti hannofinalmente ricevuto una certificazione dikashrut dall’RCC, il Concilio rabbinico della California, dopo due anni di severissimi esami. Per gli affari è un’ottima notizia, perché le aziende che trattano prodotti kosher ottengono accesso al mercato dei consumatori ebraici più osservanti – la cui religione vieta di ingerire prodotti non-kosher.
Adesso le confezioni dei prodotti Trigg (beh, del 95% di essi, a essere precisi) potranno esibire il marchio ‘K’ ufficiale e, fra gli altri vantaggi, potranno essere introdotti in Israele così come nelle 62 altre nazioni in cui vengono già venduti. E se vi state chiedendo perché ne stia scrivendo su ayzad.com… beh, è perché stiamo parlando di lubrificanti sessuali.

I prodotti in questione sono infatti otto linee di lubrificanti per uso erotico marchiate Wet– il che solleva alcune interessanti domande. In effetti, le linee guida per la certificazione kosher dichiarano espressamente che le persone timorate di dio possono tranquillamente applicare sostanze non-kosher su tutto il corpo, labbra comprese. Il divieto si applica solo a ciò che viene intenzionalmente mangiato: se lo si inghiotte per sbaglio non c’è problema.
Le guide al sesso ortodosso (certo che esistono davvero!) hanno opinioni contrastanti sull’appropriatezza religiosa del sesso orale, ma una cosa è certa. Non appena il Concilio troverà un accordo ufficiale, i fedeli più profondamente spirituali potranno finalmente darci dentro ingozzandosi di litri di roba viscida del tutto superflua. In undici sapori differenti.

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