Siete sicuri del vostro sesso?

intersex

Avete sentito la notizia dell’anziano cinese che ha scoperto di essere in realtà una donna? Certo che sì, dato che la settimana scorsa è rimbalzata su tutti i media. In effetti era così dappertutto che ho preferito ignorarla per mantenere Ayzad.com fresco. Se invece fate parte di quei quattro che non ne sapevano nulla, potete trovare tutti i dettagli seguendo il link.
In due parole, un sessantaseienne con gravi deficit di sviluppo (a dieci anni ha smesso di crescere) che aveva sempre vissuto come maschio ha ricevuto la sorprendente diagnosi di una cisti ovarica – come dire che “lui” era geneticamente femmina. Tale condizione è stata causata da due disturbi genetici compresenti ma, shock a parte, il paziente continuerà a considerarsi un uomo.

Ormai dovreste sapere che quando mi imbatto in qualche notizia strana a sfondo sessuale mi piace approfondire un po’ più di quanto non facciano normalmente i mass media. In questo caso a incuriosirmi è stato un commento del pediatra Ellis Hon Kam-lun, che ha dichiarato: «si tratta di un caso interessante e molto raro di comorbidità. Probabilmente non ne vedremo altri molto presto», spiegando che solo una bambina su 15.000 nascite soffre di iperplasia surrenale congenita, che porta la femmina ad assumere tratti maschili nell’infanzia. Per non parlare della sindrome di Turner, l’altro disturbo, la cui incidenza è di 1:2.500, ma… fermi un attimo!
Questi numeri non è che siano poi tanto bassi. Certo, la combinazione è assai improbabile… ma che succede se si prendono in considerazione altre patologie che influiscono sul genere? Quali sono le probabilità complessive che capiti qualcosa di strano?

Vi risparmio i passaggi intermedi. Con un po’ di ricerca si scopre che il termine scientifico per «oh, non crederesti mai a cosa è capitato giù in ginecologia» è ‘DSD’, sigla inglese di ‘disturbi dello sviluppo sessuale’ – e che le statistiche sono inquietanti. L’incidenza di DSD in generale e quindi di nascere intersessuali è di un caso su 1.500, che equivale a un sacco.
Ok, questo spiega per lo meno da dove arrivino tutte quelle foto taggate ‘giant clitoris’ che si trovano sul Web (sì, andate pure a googlarle… io vi aspetto qui), ma si tratta solo di una parte della storia. Ciò che mi ha davvero turbato è che fino a tempi recentissimi i medici che si trovavano davanti casi simili eseguivano regolarmente interventi chirurgici di riassegnazione sessuale.

È evidente che ci siano motivi molto ragionevoli per comportarsi così… tranne quando non ce ne sono affatto. O i genitori non sono in grado di fornire un consenso pienamente informato. O non ne vengono messi a conoscenza tout court. Quel che è ancora peggio tuttavia è che interventi di questo tipo possono facilmente tradursi in mutilazioni fisiche o funzionali, e non prendono in considerazione lo sviluppo dell’individuo. La Associazione intersessuali del nord America può fornire camionate di racconti dell’orrore sulle conseguenze di tali decisioni arbitrarie.
Benché oggi questo barbaro approccio (tecnicamente definito ‘modello Hopkins’) abbia finalmente molti oppositori in tutto il mondo, la questione è ben lontana dall’essere risolta. A parte il silenzio generale sull’argomento, ci sono casi in cui una riassegnazione chirurgica nell’infanzia possa essere preferibile – ma il vero problema è il nostro approccio culturale generale.

La società in cui viviamo fa ancora molta fatica a venire a patti con concetti semplicissimi quanto i diritti dei gay, e i transessuali sono considerati non-personequasi ovunque. Stando così le cose, quale integrazione può realisticamente aspettarsi una persona intersessuale, specie da bambino? L’attivismo intersex è una rarità fra le rarità: solo una improbabilissima rivoluzione dell’educazione sessuale potrebbe dare a questa innocente minoranza una speranza di vita serena.
A proposito: mentre ci pensate su, provate a chiedervi… ma siete davvero sicuri del vostro sesso?

Line
Line