Tempi duri per le ragazze gatto giapponesi

2013/01/nekomimi.jpg

Nekomimi’ è una parola giapponese che si può grossolanamente tradurre con ‘ragazza-gatto’: la tipica adolescente manga assatanata… con orecchie e coda da gatto, e alcune volte pure delle zampotte pelose. Secondo le versioni ufficiali il punto è che i gatti sono aggraziati, femminili e giocosi, pertanto le nekomimi enfatizzano il concetto di spensierata gioventù per il divertimento degli otaku ossessivi di tutto il mondo. Secondo i molti siti web dedicati a questi personaggi, il suddetto divertimento è di tipo totalmente casto.

Mentre meditate sull’inaffidabilità di ciò che si legge online, potreste non rimanere molto sorpresi dall’esistenza di un’intera sottocultura di cosplayer/furvert che cercano direndere le nekomimi una realtà. Il loro eroe si chiama Shota Ishiwatari, ed è un ingegnere di Tokyo il cui più grande successo sono a oggi le orecchie necomimi. Quello che sembrerebbe un refuso è la contrazione di ‘NEural COmmunication’, dato che queste orecchie di pelouche sono montate su un cerchietto per capelli che incorpora un sensore di attività cerebrale e un set di micromotori. In altre parole: le orecchie si muovono a seconda delle emozioni di chi le indossi, alzandosi e scattando in modo più o meno realistico.

Le orecchie (che si possono comprare online qui) hanno avuto un tale successo che l’inventore ha subito replicato con il prototipo di una coda che si agitava a seconda dell’eccitazione – purtroppo limitato dalla scomodità dei sensori sul cranio. Il passo successivo è stato allora semplificare il design, inserire un più comodo cardiofrequenzimetro in una cintura e lanciare una campagna di Kickstarter per far finanziare il progetto dai fan.
Sfortunatamente il prodotto non ha riscosso l’approvazione degli appassionati: evidentemente delle code non-neurali sono troppo banali per i furry seri, così la Taillynon è andata in produzione.

In caso voleste mostrare il vostro supporto per le nekocode – per motivi perfettamente ascetici, è chiaro – potete comunque scrivere al designer tramite il suo sito, su cui si trovano anche tutti i suoi link social. Qualcosa mi dice che ne sentiremo ancora parlare.

Line
Line