Un altro tipo di modelli sessuali

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Cliff Pervocracy ha pubblicato di recente sul suo blog una storia vera che diventa a un certo punto una discussione sui modelli di sessualità, che diventa infine un ottimo suggerimento filosofico. Avendo grazie al cielo una vita erotica serena, non ipocrita e molto positiva, a volte tendo a dimenticare quante complicazioni immaginarie e pesantissime ingombrino le vite sessuali di tante persone, così ho trovato questo spunto decisamente interessante.

Il post originale si trova qui ed è in inglese, ma segnalo come sempre qualche estratto su cui ragionare comunque:

«La gente si crea molti modelli differenti di cosa sia il sesso. Conoscerli aiuta a comprendere perché facciano determinate scelte private.»

«Il modello economico vede il sesso come un prodotto creato dalle donne e venduto agli uomini (pertanto purtroppo anche “rubabile” senza che perda di valore).»

«Il modello performativo lo interpreta come una jam session musicale, che esiste solo nel momento della collaborazione fra i partner.»

«Per il modello manutentivo si tratta di un compito che un partner deve eseguire regolarmente per mantenere l’altro soddisfatto della relazione.»

«Le riviste tipo Cosmopolitan e i siti porno propongono un modello a trofei dove l’obiettivo è riuscire a fare la pratica più “sexy” o “estrema”, qualunque cosa ciò possa voler dire.»

«Secondo il modello competitivo il premio invece è la donna, per la quale gli uomini dovrebbero farsi la guerra fra loro.»

«Oppure c’è il modello cooperativo, dove si fa tutti parte della stessa squadra e ci si incoraggia e sfida a vicenda.»

«Abbiamo un modello comunicativo quando gli atti sessuali sono un modo per permettere ai partner di esprimere e rafforzare i sentimenti reciproci.»

«Alternativamente si può adottare un modello utilitaristico il cui scopo sia lavorare insieme per ottenere il massimo livello di piacere complessivo.»

«Seguire alcuni di questi modelli fa comportare certe persone da stronze, per quanto in buona fede. Per cambiare l’atteggiamento di costoro dire ‘smettila di fare lo stronzo’ quindi non basta, mentre invece è utile dissezionare e ricostruire i loro modelli culturali fino a che non comprendano che essere stronzi non ha senso.»

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