Vuoi fermare il prossimo massacro? Allora scopa. E studia.

Il cordoglio per il massacro di Orlando

Ieri un americano ventinovenne di origini afgane ha guidato per 200 km dalla sua cittadina fino a Orlando, in Florida, per assaltare i clienti di un locale gay. Ne ha uccisi 50 e feriti altri 53, finché non è stato abbattuto da una squadra SWAT prima che riuscisse a far detonare una bomba. Questa è la notizia che potete leggere un po’ dappertutto – o studiarvi online, se leggerete questo post tra qualche anno.
Ora come ora in tutto il mondo ci sono persone scioccate, infuriate e che blaterano senza pausa su una serie di argomenti correlati quali il terrorismo, le leggi sul possesso di armi, i “record” di stragi, i conflitti religiosi e il compiaciuto razzismo del probabile prossimo presidente degli Stati Uniti. Questo tipo di pensieri li potete leggere altrove.

Ciò di cui sono qualificato a parlare è il sesso. Le forme insolite di sesso e sessualità, a essere precisi, che sfortunatamente comprendono anche espressioni spiacevoli come i reati d’odio. Il collegamento con il massacro di Orlando è evidente: non solo per come sono state scelte le vittime, ma perché il padre dell’assassino ha spiegato chiaramente cosa abbia scatenato l’attacco. «Ha visto due uomini che si baciavano e si è molto arrabbiato» ha detto, e quel particolare è stato sufficiente a far precipitare una furia covata da tempo contro le minoranze che è stata confermata da chiunque lo conoscesse, dalla ex moglie ai colleghi di lavoro. Secondo le loro dichiarazioni l’odio dell’omicida è stato alimentato tanto dal coinvolgimento nella cultura vigilantista dell’agenzia di sicurezza per cui lavorava quanto da una lunga malattia mentale. Benché sembra che l’uomo abbia chiamato il 911 per attribuire le proprie azioni all’islamismo radicale e che l’organizzazione terroristica Daesh abbia colto al balzo l’occasione per rivendicare il massacro, col passare delle ore l’avvenimento sembra essere sempre più un “semplice” hate crime anziché un’operazione terroristica. Ed ecco perché ho sentito il dovere di scrivere qualcosa al riguardo.

Devo dire di essere rimasto molto deluso quando ho visto diversi altri sostenitori delle sessualità alternative approfittare di questa tragedia per portare avanti i propri interessi, concentrandosi sui pure importantissimi diritti gay (e sulle donazioni e i finanziamenti relativi), che secondo me meritano di essere discussi in contesti più razionali.
Anche piangere sui caduti non serve a molto. Mi sembra che un approccio più sensato sia ragionare piuttosto sulle cause, e su cosa si possa fare per evitare che si ripetano disastri simili. Per farlo ho cominciato cercando un po’ di dati sui reati d’odio.

Ho scoperto così che le fonti d’informazione attendibili sono a dir poco scarse. Anche in questo caso molti “fatti” tendono a venire distorti a beneficio di chi li citi di volta in volta, ed è difficile scovare numeri attendibili recenti. Il meglio che sono riuscito a trovare è stato questo:

In altre parole, là fuori c’è una sconcertante quantità di persone molto infelici pronte a infierire sul capro espiatorio del giorno. Dopo avere profilato 550 pregiudicati lo psicologo di Los Angeles Edward Dunbar ha scritto: ‘Questi individui non sono psicotici ma sono tutti membri molto disagiati, molto disturbati, molto problematici della nostra società che pongono un enorme rischio di future violenze. L’infanzia di questi criminali mostra elevati livelli di maltrattamenti da parte dei genitori e uso frequente di violenza per risolvere i problemi familiari’.

Il loro disagio può avere molte cause differenti, ma se la persona è abituata a pensare in termini di stereotipi per via di come è stata cresciuta o delle sue fonti di informazione, è probabile che ne darà la colpa al gruppo spesso mal definito che meglio incarna il male secondo la sua visione del mondo. Se per esempio avete appena perso il lavoro potreste dedurre che ciò sia accaduto perché “gli immigrati” lo hanno rubato poiché la loro cultura retrograda fa accettare loro paghe inferiori a quelle degli italiani. Se la vostra partner vi ha mollati, pensare che “i negri” stiano facendo una crociata sessuale di lavaggio del cervello delle nostre donne grazie ai loro cazzi giganti e ai modi da selvaggi può essere più digeribile che ammettere di essersi comportati da stronzi.

Idiozie come queste sono inevitabilmente rivolte a gruppi di cui la persona sa in realtà molto poco, perché altrimenti li vedrebbe realisticamente come una massa di individui molto differenti fra loro, la maggior parte dei quali ovviamente priva di quelle qualità aliene che la spaventano tanto. Non bisogna essere mostri per essere ignoranti, tanto che molti esperimenti hanno dimostrato il pregiudizio innato verso coloro che percepiamo come diversi da noi.
Per trasformare una banale testa di cavolo in un criminale fatto e finito servono di norma due elementi. Il primo è un supporto al pregiudizio di fondo, che può prendere la forma di notiziari polarizzati, gruppi d’odio veri e propri (solo negli USA ce ne sono 892) o qualsiasi altra associazione con una forte identità “noi contro gli altri”, quali le tifoserie che si vedono spesso coinvolte in vere e proprie guerriglie. L’altro è una crisi personale, magari resa più grave dall’abuso di sostanze come nel caso di Orlando, il cui responsabile aveva grossi problemi con gli steroidi. Il risultato come abbiamo visto può essere esplosivo – e quel che è peggio è che eventi “riusciti” come questo spesso ispirano altre persone disturbate ad attuare le proprie vendette immaginarie.

Ma ripeto: se non si può far nulla per rimediare agli effetti, come società possiamo per lo meno agire sulle cause. La prima cosa che viene in mente è favorire una cultura della tolleranza e della diversità, insegnando a tutti fin dall’infanzia che le persone restano persone indipendentemente dal loro aspetto, da cosa amano e da quale superstizione si divertono a credere. Legislazioni e scuole in questo hanno un ruolo fondamentale, ed è molto importante capire che ogni protesta contro l’integrazione potrà anche essere espressa (di solito a urla e spintoni) da poveri bigotti in buona fede, ma viene sempre orchestrata da organizzazioni che cercano di tenersi stretto un potere senza alcuna base reale.
Fin dai tempi di Hitler, per esempio, agli estremisti di destra non è mai fregato un tubo della purezza razziale o di qualsiasi altra scemenza abbiano sostenuto di predicare: il loro obiettivo è sempre stato proteggere o guadagnare più seggi politici, ammassare beni finanziari e creare leggi che dessero loro vantaggi sulla concorrenza. L’ossessione della chiesa cattolica contro gli aborti, i matrimoni omosessuali e le “famiglie non tradizionali” non ha nulla a che fare con la dottrina ma solo col favorire la nascita di più seguaci possibili che – dopo una vita di lavaggio del cervello – avranno più probabilità di intestare al clero ogni loro avere piccolo o grande sul letto di morte. ‘Segui il denaro’ suonerà anche cinico, ma come consiglio a chi cerchi la verità non ha mai sbagliato.

Se si guardano le notizie attraverso questa lente è molto facile identificare i veri motivi dietro presunte “controversie” e prendere posizione di conseguenza. Una volta che ci si rende conto di come la serenità di tutti sia tenuta in ostaggio dai privilegi di pochi personaggi incazzosi diviene inevitabile sentirsi molto più predisposti verso una cultura di tolleranza.

La cosa più importante tuttavia è che combattere i poteri costituiti è per definizione un’impresa nobile ma improba, mentre c’è qualcos’altro di molto più semplice alla nostra portata. E non è solo più facile, ma costituisce anche un ottimo rimedio contro altri crimini e – cosa da non sottovalutare affatto – è di gran lunga più divertente che passare anni fra tribunali e dibattiti parlamentari. Mi riferisco allo scopare. O, più precisamente, al farsi una cultura sulla sessualità e diffonderne l’educazione – che come effetto collaterale comporta in genere un sacco di sesso felice, etico e sicuro. Ora mi spiego.

Riassumendo un argomento molto vasto e interessante, la libido è il richiamo istintivo verso il sesso che tutti noi condividiamo. Di norma si esprime proprio così: come semplice sesso fra persone felici e consenzienti, per la gioia di tutti quelli coinvolti. Così tanta gioia, in effetti, che nessuna persona sana di mente – neppure la più disperata sul pianeta – può aver voglia di commettere crimini se è sessualmente soddisfatta. La promessa di un po’ di sesso, d’altro canto, è sufficiente per fare accettare alla gente qualsiasi ordalia: da un lavoro d’ufficio (per guadagnare i soldi necessari a essere abbastanza indipendenti e/o partner abbastanza affidabili) al farsi saltare in aria per raggiungere in paradiso un numero imprecisato di vergini ninfomani. Peccato che la libido si esprima raramente senza incappare in ostacoli.

I molti fattori che possono far deragliare la soddisfazione sessuale di solito hanno origini culturali. Può capitare di non avere partner per mancanza di capacità sociali, di mancata educazione sessuale o per via della convinzione che il sesso sia inappropriato, proibito o “sbagliato”. A volte c’è un fondamento reale, ma nella maggior parte dei casi si tratta anche in questo caso di una costruzione sociale il cui scopo ultimo è tenere le persone sotto il controllo di uno o più gruppi che ne approfittano.
La reazione può essere trovare qualche strana scappatoia da queste restrizioni, ma più spesso tanta energia inespressa viene incanalata in qualcosa di socialmente più accettable. Tipo un sacco di ore in palestra, per esempio, o shopping compulsivo, diventare drogati di lavoro, militanti fanatici o – come avrete immaginato – scegliere un bersaglio a caso e farlo diventare un’ossessione fino a che non se ne può più e lo si aggredisce davvero.

A proposito: naturalmente si può benissimo anche deviare in segreto la propria libido repressa in una qualunque delle migliaia di parafilie note, ma si tratterebbe solo di rimandare lo stress poiché nonostante ci sia nulla di male nelle sessualità insolite di per sé e rendano addirittura le persone più felici della media, ciò avviene solo se le si condivide con un partner.

Il modo migliore per combattere le sublimazioni aberranti della sessualità pertanto consiste nel migliorare l’informazione su cosa sia realmente il buon sesso. Ciò non significa chiudere la mente nei confronti di varianti non-normative come i giochetti strani o la pornografia: anzi, tutt’altro. Comprendere che l’eros possa prendere molte forme diverse è molto importante, tanto quanto farsi una ragione del fatto che la sessualità sia solo uno dei tanti aspetti della vita quotidiana. La chiave per disinnescare il panico e l’ossessione da sesso è mettere le cose in prospettiva: l’eros non sembra poi tanto terribile, quando ci si rende conto che trombare non è poi diverso dal mangiare o dormire; certo, se ne può trarre molto piacere e lo si può addirittura rendere un’arte, ma per la maggior parte delle persone è solo una cosa naturale che si fa in quanto esseri umani, e che non deve interessare a nessun altro.
A meno che, naturalmente, non diventiate un pericolo per voi stessi o per gli altri – ed ecco perché è importante non limitarsi all’educazione sessuale standard ma insegnare anche cosa sia una sessualità etica (non moralistica, etica) e realistica.

Possiamo scommettere che l’assassino di Orlando non avrebbe agito se solo avesse saputo che i gay non sono mossi da nefandi piani di conquista del mondo o di distruzione dei “valori”, o se si fosse concesso di scopare e masturbarsi più di quanto non facesse – magari senza sensi di colpa religiosi. E che i preti la pianterebbero di stuprare bambini se non fossero così terrorizzati dalla sessualità adulta, che gli adolescenti transessuali la smetterebbero di ammazzarsi a causa della loro presunta anormalità, e che “femministe” sprovvedute abbasserebbero le armi alzate contro innocui maialoni, e così via.

Quindi, per tirare le somme: conti di fare qualcosa per fermare le prossime stragi o no?

 

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