Consigli di viaggio: ristoranti del cazzo

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Sembra impossibile, ma sparsi per il mondo ci sono ristoranti ancora più assurdi di quella pizzeria boliviana che continua a proporvi cene di pesce col 96% di sconto su Groupon. Si tratta di locali che, volendosi distinguere dalla concorrenza, hanno pensato bene di darsi un tema originale. Poiché vecchio west, fantasy, horror cattolico e perfino “gabinetti” erano già stati presi, la scelta è – ovviamente – andata sul pene. Quindi ora ditemi: dopo avervi portato al tempio delle tette, al parco a tema del sesso e al museo dei vibratori… potevo forse ignorare una simile pornostranezza?
Il capostipite del genere si chiama Guō Li Zhuàng Diàn. Nato negli Stati Uniti nel 1956, per qualche insondabile motivo non ottenne successo finché il fondatore non tornò in Cina e riaprì il ristorante a Pechino – un’ottima mossa, considerato che oggi ha quattro sedi e la prenotazione è consigliata «con almeno due settimane d’anticipo». I locali in sé sono piuttosto eleganti, composti da salette private e vantano un servizio al tavolo impeccabile. La particolarità sta tutta nel menu, interamente centrato su piatti il cui ingrediente centrale è il pene di ogni sorta di animale.

Le recensioni sono tutte concordi nel riferire che la consistenza di questa particolare anatomia sia terribilmente stopposa e il gusto vari da «insapore» a «disgustoso», indipendentemente dai mille modi in cui viene proposta. Perché allora infliggersi una cena simile?
I clienti sono sostanzialmente di due tipi: quelli che fanno un vanto di essersi mangiati di tutto (e in effetti la carte propone anche zampe di pavone e feto di pecora in salsa d’aglio…), oppure i seguaci convinti della medicina cinese. Questa disciplina altamente simbolica e del tutto infondata ritiene che nutrirsi di genitali “dia energia” alla propria vita sessuale, ma anche che ciascun animale influisca sul benessere di un particolare organo. Nel reportage qui sotto, per esempio, il pene di serpente viene presentato come un toccasana per i reni.

L’importante è crederci, anche se le espressioni della signora fanno sospettare che la fede sia messa davvero a dura prova. Nel caso voleste cimentarvi in quest’avventura, comunque, vi ho trovato una ricetta (in inglese) decisamente dettagliata.
I ristoranti della famiglia Guo sono per fortuna unici, ma in compenso qua e là si possono trovare diversi locali a tema fallico con un approccio un po’ meno brutale all’argomento. In Sud Corea, nella ridente cittadina di Bucheon – che i coreani chiamano ‘porn city’ – c’è per esempio Deulmusae. Aperto nel 1996 come normalissimo ristorantino a conduzione famigliare, un giorno è stato visitato da un prete buddista che ha commentato come il luogo «avesse troppa energia femminile a causa della forma vaginale del territorio». Detto, fatto! I proprietari hanno provveduto cambiando l’arredamento, e da allora il locale è una meta di pellegrinaggio per migliaia di uomini che ignorano l’esistenza del Viagra.

Korean penis restaurant Deulmusae
Korean penis restaurant Deulmusae
Korean penis restaurant Deulmusae
Korean penis restaurant Deulmusae

Se state pensando che certe cose capitino solo in estremo oriente, preparatevi a cambiare idea. Il Bar Turrisi di Castelmola in provincia di Messina è su tutte le guide turistiche per due motivi: il vino alle mandorle inventato dal nonno dei titolari… e la decorazione del locale, che non a caso i locali chiamano «minchia bar». L’idea di riempire il locale di falli risale al 1975, quando il proprietario ebbe tre figli maschi e con logica molto siciliana volle rendere omaggio alla virilità dimostrata. Da allora i falli si sono moltiplicati, e adesso riempiono a migliaia ogni anfratto del bar.
Bar Turrisi Castelmola
Bar Turrisi Castelmola
Bar Turrisi Castelmola
Che si tratti davvero di un «richiamo alle antiche simbologie della Magna Grecia» come sostengono a Castelmola, di rimedi taumaturgici alla cinese o di discutibile senso del feng shui come in Corea, sembra proprio che la passione un po’ infantile per tutto ciò che è “proibito” faccia miracoli per il commercio. A proposito: quasi quasi la prossima volta parliamo di ristoranti BDSM

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  • emanuele frigerio

    Beh, stranezza per stranezza, in Brianza i testicoli del toro ma anche dell’asino erano (e sono) considerati una prelibatezza dagli estimatori della cucina tradizionale. Personalmente per ragioni etiche, mangio qualsiasi tipo di frattaglia tranne i genitali,non mi sembra rispettoso.
    Un caro amico che ha un’attività commerciale in Cina conferma ci siano diversi ristoranti di livello che propongono peni di vari animali da cortile e non, cucinati in diversi modi e serviti solo su prenotazione come prelibatezza a prezzi decisamente non economici.

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