Le conseguenze piccanti della crisi greca per lo sport

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Immagino siate già al corrente del fatto che la Grecia stia soffrendo una grave crisi. Dopotutto i giornali ci hanno spiegato (male) ogni aspetto di quel che sta accadendo sotto al Partenone… tranne uno. La mancanza generalizzata di liquidità ha messo in ginocchio anche il mondo dello sport, soprattutto a livello amatoriale. La piccola squadra di calcio del Voukefalas, con sede nella città di Larissa, si è trovata d’un tratto senza più sponsor e davanti al rischio di dovere appendere le scarpe al proverbiale chiodo… finché il manager Yiannis Batziolas ha avuto un’idea particolarmente brillante.

Da qualche settimana il team si allena con delle graziose maglie rosa marchiate ‘Casa della Storia di Soula’ e ‘Villa Erotica’, due bordelli locali che sono stati ben contenti di dare una mano ai calciatori. «Se non aiutassimo i nostri scienziati e i nostri atleti, che razza di gente saremmo?» ha dichiarato Soula Alevridou, la sessantasettenne proprietaria dei postriboli. «La Grecia è piena di persone colte e buoni sportivi: meglio aiutare loro che nascondere i nostri soldi in Svizzera, no?»

Se il Voukefalas ha scongiurato una crisi, c’è però un altro problema all’orizzonte. Il municipio ha emanato infatti un decreto che vieta l’uso delle nuove maglie durante le partite vere e proprie, sostenendo che violino l’ideale sportivo e siano inadatte ai tifosi minorenni. La Alevridou, da parte sua, ha promesso di opporsi a questa discriminazione davanti ai giudici. In attesa dell’udienza la squadra ha intanto perso la sua quarta partita di fila, nonostante le promesse di un “trattamento speciale” da parte dello sponsor in caso di vittoria.

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