Guida al kink – A scuola dai depravati (bigiando qualche lezione)

Copertina di Guida al kink

Guida al kink

Tristan Taormino (curatrice)
Odoya
€ 22
350 pagine
Lingua: Italiano
Isbn: 8862883528
@: compralo online

Da qualche giorno è uscito nelle librerie Guida al kink, edizione italiana di una famosa antologia di articoli educativi sull’eros estremo curata (così così) da Tristan Taormino, attivissima attivista statunitense nel campo delle sessualità non normative. Quella qui sotto è la prefazione che mi è stato chiesto di scrivere per il libro, che direi possa funzionare anche come recensione.

 

Da un certo punto di vista non dovrei neanche essere qui. A pensarci bene, ci ho messo quasi vent’anni a farmi un nome come esperto di eros estremo. Un sacco di tempo passato a lottare per distinguermi dalla massa di parolai che, soprattutto su Internet, si atteggiano a grandi guru del sesso prendendo spesso cantonate colossali dovute prevalentemente all’abitudine a parlare senza avere prima studiato un argomento bello finché vuoi, ma dannatamente complesso. Per arrivare a “essere Ayzad” – per il poco che conta – ne ho passate di tutti i colori, compreso diventare l’unico educatore sessuale al mondo oggetto di un’interrogazione parlamentare volta a proibirmi di parlare negli atenei. Quella follia, firmata dallo stesso senatore che ogni tanto raccoglie firme per ripristinare il Partito Fascista, è poi finita in niente ma dà la misura di quanto possa essere problematica la mia strana professione.

Non più tardi di un mese fa ho raggiunto il traguardo personale di vedere finalmente pubblicato un mio libro anche nei paesi di lingua inglese… quindi perché diavolo sono finito a presentare Guida al kink? A entusiasmarmi per la concorrenza? Da questo punto di vista, in effetti, è un comportamento che va ben oltre il BDSM e sconfina nell’autolesionismo più becero.
Se c’è però una cosa che ho imparato in tanto studio dell’eros estremo è che nella vita bisogna sempre essere onesti, soprattutto con se stessi; saper andare oltre i confini di ciò che è comodo e affrontare piuttosto quel che è vero

Una verità che molti ignorano, per esempio, è che i giochi erotici di dominazione e sottomissione non siano né una stranezza, né un tabù. Se il successo planetario di 50 sfumature di grigio non ne fosse un indizio sufficiente basta guardare i sondaggi: certe cose attraggono una persona su sei e vengono praticate da una su dieci – un numero impressionante, che fa del BDSM tutto tranne che una pratica di nicchia. Altrettanto vero è, purtroppo, che una grandissima parte di chi in camera da letto si diverte con corde e scudisci lo faccia però senza criterio, scimmiottando alla buona ciò che ha visto nei video porno su Internet o ha incontrato in qualche vecchia lettura o scena “piccante” vista in un film. I migliori fanno anche lo sforzo di iscriversi a qualche sito a tema e pensano di diventare guru leggendone i forum… senza rendersi conto che molto spesso a scrivere online sono altri sprovveduti, mitomani o persone che magari in buona fede diffondono informazioni errate.

Tanta confusione di solito non ha conseguenze particolarmente negative. Ogni tanto ci scappa l’incidente letale, è vero anche questo, ma a voler essere cinicamente obiettivi si tratta solo di una marginalità statistica del tutto normale nell’ambito di un fenomeno che coinvolga così tanti praticanti. Più comuni sono invece coloro che a causa dell’improvvisazione si fanno male (fisico, o più facilmente psicologico) in modo forse non così grave ma non per questo meno sgradevole. Non è nulla di strano: dopotutto se si chiama ‘eros estremo’ un motivo ci sarà pure, e se ci si lancia in attività estreme senza preparazione è inevitabile prima o poi combinare pasticci.
L’esito più comune del fare BDSM senza cognizione di causa è piuttosto un altro ancora: divertirsi poco.

Divertirsi poco dopo aver investito in qualcosa tempo, energie, sofferenza, eventualmente denaro per le attrezzature e soprattutto la propria anima e vulnerabilità rappresenta tuttavia un peccato imperdonabile. Ecco quindi un’altra grande verità: quando si ha a che fare con l’eros estremo – che gli americani e in particolare gli autori di questa antologia chiamano kinkstudiare non è solo importante, ma conviene. Al di là delle belle parole, delle filosofie e dell’eleganza un po’ ipocrita che si ostenta sempre quando si affrontano questi argomenti… più ci si informa, più si gode. E visto che non avrete certo preso in mano questo libro per apprezzarne lo stile letterario o la cura tipografica, non mi sembra una cosa da sottovalutare.

Nello scrivere questa prefazione potrei quindi guardare solo il mio interesse e buttare lì un paio di frasi per lasciar intendere che in fondo in fondo i miei libri sono migliori, più completi, più seri, meglio scritti, più simpatici e chi più ne ha più ne metta. Per certi versi magari non avrei neanche tutti i torti, ma comunque non sarebbe tutta la verità. Perché la verità vera, come dicevamo, è che col BDSM più si impara e meglio è – e ascoltare tanti punti di vista differenti resta il modo ideale per farsi un’idea più chiara su qualsiasi argomento.
Il valore aggiunto di Guida al kink rispetto a ogni altro manuale sull’erotismo estremo sta proprio in questo: nel riunire le voci, le prospettive e le esperienze di parecchi appassionati di lungo corso, ciascuno dei quali mette a disposizione la propria interpretazione se non dell’intero mondo BDSM per lo meno di una parte della mappa del suo strano e affascinante territorio. Alcuni vi piaceranno, altri vi scandalizzeranno e altri ancora vi faranno eccitare o infuriare – ma alla fine avrete un’immagine abbastanza precisa di che aspetto abbia il cosiddetto “ambiente kinky”.

A quel punto la scelta – una scelta informata – sarà tutta vostra. Potrete farci una risata su e decidere che tante complicazioni “solo” per un po’ di sesso non facciano proprio per voi, oppure entrare a far parte a tutti gli effetti di quel famoso 10% di zozzoni convinti che si divertono andando al di là delle sciocchezze dei video porno e dei siti per frustrati; che sanno come giocare senza farsi male… e che soprattutto godono davvero molto più del restante 90%.
Ah, in nome dell’onestà devo anche rovinarvi la sorpresa su un probabile effetto collaterale:  è assai facile che arrivati all’ultima pagina vi rendiate conto anche di avere ancora moltissimo da studiare – ma anziché sentirlo come un peso affronterete la sfida come un gioco entusiasmante.
Magari ce ne fossero di più, di libri capaci di avere un effetto simile, no?

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