Appunti essenziali sull’osservazione dei miti – La recensione di ‘Sensuous magic’

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Sensuous Magic

Patrick Califia
Cleis Press, 2001
$ 14,95
260 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 1-57344-130-9
@: sito ufficiale

Ho incontrato l’autore di Sensuous Magic una volta tanti anni fa, di sfuggita in un sex shop della West Coast. All’epoca si chiamava ancora Patricia e il suo entourage era strettamente lesbico, ma era già uno dei grandi personaggi del Bdsm: autrice di ottimi racconti erotici, titolare di rubriche S/m sulle più importanti riviste del settore, attivista, lettrice all’università… una specie di mito vivente, al quale non osai nemmeno rivolgere la parola. La riedizione aggiornata di questo suo best seller l’ho ricevuta in prestito da un collega di zozzerie che me l’ha consegnato mormorando: “È un testo fondamentale. Dovrebbero proprio tradurlo in italiano”. Insomma, viste le premesse ho cominciato a leggere con attenzione da seminarista, aspettandomi “il manuale Bdsm definitivo”.

Invece il primo impatto m’ha fatto venire un brutto presentimento, non appena ho capito che la “magia sensuale” del titolo non si riferiva a un’interpretazione particolarmente attenta alla sensorialità del Bdsm, ma veniva proprio presentata come primo significato del termine S/m. Perché ingannare i lettori su una banalità simile, lasciando intendere stregonerie inesistenti? L’autore spiega che si tratta di un modo per neutralizzare i pregiudizi della gente nei confronti del sadomaso. Come se per questo non ci fosse già il vocabolo Bdsm, e sottintendere rituali da satanisti sciroccati sia più accettabile. Mah.

Sensuous Magic ha lo scopo dichiarato di presentare il mondo di dominazione e sottomissione ai principianti, ed è composto grossomodo da tre sezioni. La prima introduce i concetti base, il principio dell’Ssc (Sano, Sicuro & Consensuale) e le pratiche più diffuse, come bondage e flagellazione. Eppure la sensazione è che qualcosa non quagli: si salta da un argomento all’altro senza approfondire nulla, e a complicare le cose ogni tanto compaiono senza preavviso raccontini erotici sicuramente ben scritti, che però spezzano il ritmo delle spiegazioni senza aggiungere niente di particolarmente utile. “Li ho messi per far capire a chi comincia le atmosfere di questi giochi”, scrive prontamente Pat – però i conti non tornano lo stesso. Tutto ciò che rimane al lettore è proprio la sola atmosfera, mentre le informazioni concrete si contano sulle dita di una mano e non sono affatto sufficienti per poter giocare in maniera responsabile.

Le cose migliorano con la parte centrale del libro, dedicata a come venire a patti con i propri gusti erotici, a come rapportarsi con il partner e come affrontare la “scena pubblica” di feste ed eventi simili. Si tratta dei capitoli più interessanti, che tuttavia non sono esenti dai soliti, quasi impalpabili, problemucci. Uno è perdonabilissimo: trattandosi di un testo scritto per i lettori statunitensi, è logico che le situazioni descritte siano specifiche della Scena americana e non sempre riscontrabili anche in Italia. Capita. Invece dovrebbe capitare meno che il tono di un libro sia così superficiale: spesso sembra di leggere gli articoli sul rapporto di coppia di Cosmopolitan – simpatici e sensati, ma anche fastidiosamente superficiali e pieni di generalizzazioni. A tratti sembra di avere per le mani Il Bdsm secondo la Barbie – e non fa una bellissima impressione.

Ciò si conferma nella sezione finale, dedicata alle pratiche più estreme. Già, perché mentre fruste e bondage vengono dati quasi per scontati, qui si riservano interi capitoli a cose come la scarificazione o le marchiature a fuoco – e menomale che era per principianti. Il vero shock comunque è arrivato a pagina 212. Dopo avermi ricordato dozzine di volte – in perfetto stile U.S.A. – di stare attento ai più improbabili pericoli (un esempio su tutti: l’allergia da disinfettante), Patrick si è scatenato infatti in una tripletta di: piercing, dissanguamento e incisione della pelle, rivelando una vera e propria schizofrenia. Cito testualmente: “…finché ha gli aghi inseriti non lasciate muovere il sub, perché potrebbe agitarsi e pungere inavvertitamente qualcuno o se stesso…” (e fin qui diamogliela per buona); “…quando avrete finito di tagliare con il bisturi potete non togliere subito il sangue in eccesso ma appoggiare un foglio di carta sulla pelle per creare un disegno come souvenir…” (fermo un attimo: prima mi hai smarronato di sterilizzare le fruste e ora dovrei rischiare di infettare una ferita aperta?); “…potete raccogliere il sangue versato come offerta votiva per ottenere la benevolenza della vostra divinità preferita…” (ah, ok. Sei squinternato del tutto).

Mentre mi chiedevo il perché di un tale cambio di registro sono poi incappato nella parte sui giochi con l’elettricità. Qui le spiegazioni sono semplicemente sbagliate e pericolose, e mi sono dovuto rassegnare all’evidenza: è chiaro che un grande scrittore erotico non sia necessariamente un buon educatore. Forse c’era una strozzatura nella penna, e tutta l’esperienza pratica dell’autore ha deragliato a metà strada arrivando sulla carta solo in forma incompleta e un po’ contorta. Comunque sia andata, la colpa è anche mia. Avessi letto più tragedie greche e meno manuali sadomaso mi sarei ricordato che i propri miti è sempre meglio ammirarli solo da lontano.

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