Fuga dal dominatore più severo che ci sia – La recensione di ‘The pleasure’s all mine’

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The Pleasure's All Mine

Joan Kelly
Carroll Graf Publishers, 2006
$ 14,95
218 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 978-0-78671-648-7
@: sito dell'autore

Che ci siano dominatrici di professione non è più un segreto per nessuno: ormai questi personaggi sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo anche nella nostra bigotta Italia, e le librerie sono fin troppo piene delle loro memorie. Quel che invece stupisce molte persone è che esistano anche le prosub, cioè le professioniste della sottomissione, nonostante queste abbondino negli studi di dominazione di tutto il mondo. L’americana Joan Kelly è una di loro, e il suo The pleasure’s all mine è forse l’unico resoconto diretto di come viva una donna che abbia scelto il mestiere di farsi seviziare per denaro… e non solo.

“Non solo” perché l’autrice dichiara molto sinceramente sin dalle prime pagine che i soldi (tariffa base: 300 dollari l’ora!) sono una bella cosa, ma ciò che l’ha spinta a questa scelta di vita è stata soprattutto l’impossibilità di realizzare in altro modo i suoi sogni di sottomissione erotica. I capitoli iniziali sono tanto tristi quanto esilaranti nel raccontare esperienze giovanili con presunti dominatori pasticcioni, spaventati e privi del benché minimo savoir faire, al punto da far fidanzare Joan con un bruto insensibile pur di essere vicino a un uomo dal carattere deciso.

Quando a 35 anni fugge finalmente da quella situazione, il mondo di Internet e delle tante “associazioni sadomaso” è ancor più deprimente. L’unica speranza di farsi dare qualche bella sculacciata viene da un’agenzia di escort, ed è qui che comincia la parte davvero interessante.

Ciò che salta all’occhio è la sincerità con cui vengono raccontati i dubbi, le paure, gli entusiasmi e le avventure di Joan. A differenza degli epici e torridi diari delle mistress, qui viene dato molto spazio anche alle parti buffe (che dire del cliente narcolettico?), sgradevoli come la spietatezza del business delle prodomme, tenere quali i rapporti con la famiglia o tragiche, quando si parla apertamente del passato di alcolista e drogata dell’autrice. Niente viene censurato: né i guadagni, né le fregature o gli innamoramenti per i clienti più carini.

Chi si aspetta resoconti di soprusi e torture indicibili rimarrà deluso: la realtà è molto meno estrema della pornografia, e l’evento più trasgressivo che viene descritto è quando miss Kelly decide di fregarsene delle regole e… fa sesso con un suo cliente. Ohibò.

La vita prosegue tranquilla e Joan decide di mettersi in proprio. Incontra altre professioniste, azzarda un cambio di ruolo, partecipa a feste piuttosto strane e il libro finisce con uno sguardo ottimista verso il futuro. Nel frattempo ci siamo fatti un’idea chiara di come funzioni l’industria del Bdsm a pagamento, almeno negli States. A quanto mi risulta infatti nel resto del mondo le cose vanno un po’ diversamente, ma non importa: il punto era scoprire il mondo interiore di una proslave, e l’obiettivo è stato centrato in pieno con una lettura decisamente piacevole.

Peccato semmai che manchi il seguito della storia, che si trova però su MySpace. Pare che appena uscito il libro Joan Kelly abbia perso sempre più clienti ed entusiasmo, finché non ha dovuto rinunciare a una carriera sotto la frusta ed è tornata a quel lavoro da segretaria da cui era fuggita nel primo capitolo. Oggi è serena e vive a Los Angeles con un cane. La normalità, apparentemente, è il dominatore più severo di tutti.

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