Godere – La sessuologia senza le parti noiose

copertina di Godere

Godere

Mary Roach
Einaudi, 2008
14,00 €
249 pagine
Lingua: italiano
ASIN: 8806193791
Isbn: 978-8806193799
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Basta dire ‘sessuologia’. La parola è sufficiente per scatenare un immaginario di studi appassionati alla ricerca del Piacere Supremo: situazioni scandalose, scienziati supersexy e ricerche avventurose di pratiche avvolte nel mistero. 
Peccato che si tratti, appunto, di pura immaginazione. La sessuologia vera è una disciplina di rara piattezza, che si concentra quasi interamente su tre temi. Ci sono l’educazione di base e la prevenzione, che costituiscono una lotta disperata contro l’oscurantismo istituzionale; ci sono le disfunzioni erettili ormai pressoché sgominate dal Viagra e da discutibili chirurgie; c’è il calo del desiderio femminile (quasi sempre legato a banali problematiche di rapporto con se stesse e col partner). I mille altri argomenti possibili restano avvolti nel buio, un po’ perché nessuno finanzia ricerche “controverse” e un po’ per la convinzione che il sesso non sia un tema importante per le persone serie – nonostante anche loro ci pensino 24 ore al giorno. Risultato: un’incomprensibile ignoranza perfino su questioni fondamentali tipo la forma esatta del clitoride, “scoperta” del tutto dalla scienza solo nel 2009.

Godere (che in originale si intitola però ‘Scopare’) della frizzante divulgatrice Mary Roach tratta per fortuna dell’altra piccola parte della sessuologia: quella divertente, o per lo meno interessante. Il libro traccia in effetti la storia di questa branca scientifica giocando su due linee guida che mantengono l’attenzione ben sveglia. La prima è una particolare attenzione agli aneddoti più curiosi – quali per esempio l’incredibile epopea di una nipotina di Napoleone che, pur di provare finalmente un buon orgasmo, condusse ricerche decennali che la portarono a spacciarsi per maschio, litigare con Freud e addirittura inventare il riposizionamento chirurgico del clitoride, che collaudò su se stessa. Due volte.
Il secondo aspetto ricorrente è la ricerca sul campo compiuta dall’autrice. Anziché limitarsi a consultare pubblicazioni scientifiche, la Roach è andata a parlare di persona con medici probabilmente folli, ad aiutare inseminatori di maiali, a osservare l’accoppiamento di varie specie e addirittura a partecipare come cavia di imbarazzanti esperimenti. Per non parlare dell’indagine sulla prima fucking machine della storia, naturalmente. Tutti questi episodi vengono raccontati con leggerezza e ironia, accompagnate tuttavia da grande precisione scientifica, abbondanti note tecniche e una ricca bibliografia.

Seguire l’autrice nei suoi viaggi surreali non insegnerà forse a godere, ma in compenso strappa frequenti risate e permette di rendersi conto di quanto poco si sappia del sesso. Meglio ancora, dimostra come la sessualità e tutto ciò che vi ruota attorno rappresenti un punto d’osservazione privilegiato da cui comprendere anche innumerevoli altri lati nascosti dell’animo umano. Se non ci credete basterà leggere per esempio il capitolo sull’industria dei vibratori “per uso medico”: una lezione magistrale su ipocrisia e pregiudizi.
Questo libro ha inoltre una certa efficacia terapeutica. Dopo aver letto dei drammi della signora tormentata da orgasmi debilitanti ogni volta che si lava i denti o di quelli delle vedove musulmane costrette a prostituirsi pur di avere ancora una vita sessuale, l’impressione che rimane è che si possa essere molto più indulgenti con le proprie, inevitabili, piccole difficoltà occasionali. E se proprio volete uno spoiler, una delle rivelazioni più importanti riguarda un lungo studio comparativo in cui venne analizzato ogni piccolo gesto di centinaia di amplessi per capire quali trucchi distinguessero le coppie che provavano più piacere dalle altre. Dopo mesi si scoprì che ce n’era solo uno: nelle prime i partner parlavano apertamente di ciò che stavano facendo. Un buon motivo per imparare a conoscere l’argomento, no?

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