Il manuale per suicidi – La recensione di ‘The leatherman’s handbook’

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The leatherman's handbook

Larry Townsend
L.T. Publications, 2000
€ 17,95
284 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 1-881684-19-9
@: compralo online

Nell’ambiente gay statunitense il nome di Larry Townsend viene ricordato fra quelli dei pochi eroi dell’attivismo contro le discriminazioni sessuali. Fra le sue imprese ci sono state importanti battaglie legali, la direzione di associazioni di cultura alternativa e una notevole produzione di fotografie e romanzi. E poi c’è questo libro, ristampato ininterrottamente dal 1972. The leatherman’s handbook è in sostanza la bibbia del mondo leather: un’opera fondamentale che a causa della storica incomunicabilità fra gay ed eterosessuali viene tuttavia ignorata da gran parte della Scena BDSM nel suo complesso.
Prendete me: benché legga più o meno tutto ciò che viene pubblicato sul tema della dominazione erotica, non ho aperto questo testo fino al 2011. La mia unica scusante era che avevo un’idea molto chiara di cosa vi avrei trovato; Peccato che fosse sbagliata.

Avete presente quelle banalità che vengono ripetute talmente spesso da finire per essere prese come verità anche se nessuno s’è preso la briga di controllarle? Nella vita quotidiana, due esempi facilmente smentibili con un test di laboratorio sono che le carote facciano bene alla vista (in realtà è solo retaggio della propaganda inglese in tempo di guerra) o che gli spinaci contengano molto ferro (colpa di un errore di stampa in uno studio del 1870). Quando si parla di BDSM vale invece la leggenda urbana per cui il mondo gay abbia prodotto i migliori studi e divulgazioni di queste pratiche. Senza fare di tutta l’erba un fascio, era ragionevole aspettarsi quindi che il leggendario Leatherman’s handbook fosse un manuale di rara completezza e attendibilità. Dopotutto, è anche quel che c’è scritto in quarta di coperina, no?
Beh… no. La dura realtà è che questo libro è uno dei pochi testi che mi sento di sconsigliare senza possibilità di appello, e per un motivo semplice: è molto, molto pericoloso.

Cito due brani tanto per chiarire. ‘Consiglio vivamente di non giocare con un dominante che si rifiuti di bere almeno due drink: chi è troppo controllato ha qualcosa da nascondere’ Questa perla si trova a pagina 145, all’inizio di un capitolo interamente dedicato alle “riflessioni” sull’uso di droghe e alcool in un incontro a base di strumenti di tortura e bondage. E, a proposito, di bondage si parla anche più avanti, in questi termini: ‘bloccare volontariamente la circolazione è molto eccitante, come avviene nelle mani quando appendi un uomo per i polsi. Naturalmente non c’è niente di esaltante quanto soffocarlo e togliergli il respiro…’. Evito di proseguire. Fosse ancora vivo, credo che sarei andato personalmente a prendere a sberle mr. Townsend per avere diffuso idee così imbecilli, da cui probabilmente dipendono un bel po’ delle oltre mille morti per asfissia “erotica” che avvengono ogni anno nel mondo.
Oltre a questo aggiungiamo il fatto che oltre metà libro è composto in realtà da raccontini porno, e potete capire il mio disappunto. Una cosa buona sarebbero le molte note che aggiornano il testo originale ricordando per esempio i rischi dell’Aids (ancora ignoto ai tempi della prima edizione)… se non che il capitolo ‘Sicurezza’ dice poi: ‘ricordatevi delle malattie veneree, che comunque sono rare e con un po’ di culo non si prendono mica’ (pag. 238). Credo sia superfluo notare come sia morto l’autore del libro.

Chiamatemi noioso, ma sulla sicurezza e la salute non sono disposto a transigere e non saprei che altro dire del Leatherman’s handbook senza scadere nell’insulto. A meno che non vogliate studiare l’antropologia del mondo gay americano negli anni ’70 l’unico consiglio che posso dare è di starne bene alla larga. Se invece conoscete qualcuno che l’ha già letto e gli ha creduto, informatelo dell’esistenza di tanti altri manuali più seri. Magari gli salverete la vita.

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