Il ricettario delle fantasie – La recensione di ‘Safe, Sane, Consensual… and fun’

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Safe, Sane, Consensual... and Fun

John Warren
Greenery Press, 2002
€ 12,95
128 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 1-890159-43-3
@: sito dell'editore

I primi approcci con il Bdsm sono normalmente guidati dal desiderio di realizzare le proprie fantasie. O meglio: le fantasie che sono state suggerite da libri, film, riviste e rivistacce, fumetti e così via, da cui si sviluppano sogni di intrigante perversione. Non è quindi un caso che i loro contenuti siano sempre più o meno gli stessi. Ci sono la brava ragazza rapita e stuprata, il prigioniero di una crudele castellana, la camerierina alle dipendenze di un pervertito, il medico sadico, la casalinga forzata sulla via del vizio, il militare umiliato dai superiori, la studentessa svogliata da correggere e così via, di cliché in cliché.

Poi il sadomaso si arriva a praticarlo davvero, e si scopre tutto un mondo di raffinatezze inimmaginabili. Strumenti, tecniche, locali, manuali e persino seminari per imparare tutto il possibile su sicurezza, stile e virtuosismi. A questo punto la maggior parte delle persone si immerge nelle meraviglie del Bdsm; studia, prova, sperimenta e – con un po’ di applicazione – entra a far parte delle schiere dei paladini dell’Ssc. A questa gente i cliché ingenui fanno ridere: per loro l’S/m è una roba seria! C’è solo un problema: di solito, chi arriva a sapere finalmente come va maneggiata davvero una frusta, come si lega qualcuno o qual è il modo corretto di fare un fisting anale… si è anche dimenticato l’entusiasmo e la spontaneità che lo avevano avvicinato inizialmente a queste pratiche.

Safe, Sane, Consensual… and Fun è un ricettario di fantasie Bdsm rivolto ufficialmente a chi è ancora nella fase delle prime esplorazioni erotiche, ma che con ogni probabilità risulta più utile per gli “espertoni” disillusi da borchie e scudisci. Il libro è composto da 14 brevi scenari sotto forma di racconto. Il testo principale descrive realisticamente un incontro di dominazione riproducibile senza particolari difficoltà; i margini ospitano invece numerose note “tecniche” che spiegano il modo più comodo e sicuro per tradurlo in pratica. Il bello è che il fulcro di quasi tutti gli scenari (descritti in tono piuttosto eccitante) è la fantasia dei partner. La destrezza con flogger e giocattoli è del tutto secondaria rispetto alla capacità di abbandonarsi a quel tipo di sogni “ingenui” di cui si parlava prima – o, nel caso di chi domina, di inventare stratagemmi psicologici efficaci per ottenere questo abbandono.

È un libro in cui si scoprono prodezze sorprendenti? No. Tecniche superbe? Neanche. Safe, Sane, Consensual… and Fun è solo una piccola raccolta di ottimi raccontini e di idee cui si poteva comunque arrivare senza fare nemmeno troppa fatica. Però può essere anche una chiave per ritrovare la una dimensione sottovalutata – se non addirittura ignorata – dell’erotismo. E se una lettura può bastare per fare rivivere a chi gioca con me vecchi sogni in cui si immaginava studentessa (o prigioniera, paziente, puttana, ecc.), credo valga la pena di prenderla in considerazione.

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