La Bibbia 2: ora senza censure

censoring the bible

Matthew Stillman è un tipetto parecchio strano. Dal 2009, per dire, conduce unesperimento in una piazza di New York in cui monta un tavolino e due sedie pieghevoli. Sul tavolo c’è un vasetto con la scritta ‘paga quel che vuoi o prendi quanto ti serve’, e per terra un cartello che recita ‘approcci creativi a ciò che stai rimuginando’: i passanti si siedono e discutono dei propri problemi, ragionando insieme a lui sulla miglior soluzione da applicare. Stillman ha inoltre sviluppato l’edizione occidentale della trasmissione Iron chef, recita in teatro e scrive libri. Tipo la Bibbia.
Capita che il suo ultimo lavoro sia Genesis deflowered (‘Genesi deflorato’) – una specie di “director’s cut senza censure” del libro sacro… in cui sono state reinserite tutte le parti dove la classica traduzione inglese cosiddetta ‘di re Giacomo’ nicchia sui dettagli zozzi. E nicchia un bel po’ – non solo nei pochi episodi che vengono in mente un po’ a tutti, ma in centinaia di passaggi pornografici che, come direbbe un trailer,  «possono finalmente essere rivelati». Sembrerebbe una burla da ragazzini, non fosse che i “nuovi” paragrafi sono stati scritti con lo stesso stile elisabettiano dell’originale – rendendo la lettura tanto interessante quant’è maliziosa. Solo il tempo saprà dire se ci sia davvero un mercato per la pornobibbia, ma una cosa è certa: la trama è senz’altro più avvincente di quella di una certa trilogia

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