La perfezione di Hannibal Lecter – La recensione di ‘La sadica perfetta’

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La Sadica Perfetta

Terence Sellers
Shake Edizioni, 2007
€ 16,00
220 pagine
Lingua: italiano
Isbn: 978-88-88865-35-5
@: sito dell'editore

Sarà vero che la signora Terence Sellers, in arte Mistress Angel Stern ed ex psicologa forense specializzata in devianze sessuali sia pure una Sadica Perfetta, come dice il titolo del suo libro più celebre? L’unico modo per scoprirlo è ovviamente leggendolo, e nel fare ciò si scoprono diverse cose interessanti.
La prima è proprio all’inizio de La Sadica Perfetta, dove l’autrice confessa le sue fantasie infantili e adolescenziali: la convinzione di essere una nobile principessa rapita dalla plebaglia, quella di avere poteri paranormali, le illusioni gotico-vampiresche-wiccane di tante ragazzine disadattate. Fortuna che poi cresce, e si mette a studiare psicologia.

Prevedibilmente arriva quindi una classica esposizione freudiana della Teoria Unificata del Sadomasochismo, dove tutto ha una “logica” spiegazione e motivazione. Ma la Sellers è anche una dominatrice professionsta, così la maggior parte del libro consiste poi nella descrizione delle pratiche apprese e raffinate in tanti anni d’attività.
In quindici capitoli – più le sottosezioni – vengono trattati tutti i giochi più comuni, presentati con una particolare attenzione al rapporto psicologico fra dominante e sottomesso. L’autrice si concentra infatti sul raccontare come e perché avvengono particolari interazioni, inserendo spesso anche interi “copioni” con le battute pronunciate in tali frangenti.

La terza parte è composta da lettere a ruota libera fra lei e i suoi schiavi, con una ciliegina sulla torta offerta da Helena Velena, che commenta l’opera in chiave – ma guarda un po’ – psicanalitica e di crisi dei generi.
L’impressione complessiva è di un testo molto colto, serio, fortemente ispirato a de Sade, Baudelaire e il sempre incombente Freud. Bersaglio centrato, quindi? La risposta è un deciso “dipende”.

Dipende perché Terence Sellers è la sadica perfetta, però non in senso Bdsm ma clinico-patologico. Il modo in cui corrisponde al profilo dei manuali di psichiatria è impressionante, dalla sua storia famigliare e relazionale alle razionalizzazioni intellettualistiche dei suoi comportamenti, dall’incapacità di considerare i partner come persone complete alle sconcertanti “certezze” che propina per tutta l’opera. Eccone qualche esempio:
“Molte donne saranno senza dubbio d’accordo sul fatto che l’amplesso è una forma di tortura e di insopportabile umiliazione. Questa è l’essenza del problema…”; “Nella tortura la Superiore dovrebbe maneggiare ago e filo, martello, chiodi e tavola, lamette, rasoio, coltelli…” Eccetera, eccetera. C’è bisogno di dire che idee simili non hanno nulla a che fare con i concetti fondamentali del Bdsm, o con un’idea sana di sessualità?

Riassumendo, se ciò che cercate è una buona informazione sull’erotismo estremo tenetevi bene alla larga da questo libro: è pericoloso e deleterio. Se invece vi affascinano i contorcimenti della psiche umana accomodatevi, perché troverete pane per i vostri denti. Però in questo caso sappiate che sono più avvincenti le avventure di Hannibal Lecter, uno che ragiona praticamente allo stesso modo.

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