Quel che resta del porno – La recensione di ‘Training with Miss Abernathy’

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Training with Miss Abernathy

Christina Abernathy
Greenery Press, 1998
$ 13,95
152 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 1-890159-07-7
@: sito dell'autore

Training with Miss Abernathy è il compagno naturale di Miss Abernathy’s Concise Slave Training Manual: quello era un manuale per addestratori di schiavi, questo il “quaderno degli esercizi” per la parte sottomessa. Gli argomenti trattati sono cinque: Preliminari; Addestramento di base; Gestione della casa; Specializzazioni (schiavi sessuali, camerieri, maggiordomi, escort); Studi avanzati. Conclude il tutto una “tesina” con tanto di prova pratica. Un simile approccio fa ridere solo se non si conoscono la Signorina Abernathy e il suo approccio vittoriano al Bdsm: le cinquanta lezioni sono serissime, e il successo che la sua Accademia di San Francisco continua a registrare sin dalla sua apertura nel 1998 dimostra che questa maestrina sa davvero insegnare.

Il corso – che prevede una lezione alla settimana – non richiede necessariamente di appartenere a qualcuno, quindi può essere affrontato anche da sub autodidatti. O meglio: da schiavi. Come spesso accade con i libri più seri viene infatti tracciata una distinzione netta fra chi gioca semplicemente alla sottomissione e chi invece cerca un rapporto più profondo con un partner dominante, dedicando a queste attività la maggior parte del proprio tempo libero. Ciò appare evidente anche dal tenore delle lezioni. Se le prime non sembrano particolarmente impegnative, già dopo il primo mese è previsto che almeno un paio d’ore al giorno vengano dedicate a esercizi di varia natura, per non parlare delle letture consigliate, i film da studiare, eccetera. La Signorina in questo ha una “cortese fermezza” da fare impallidire un’istitutrice teutonica, quindi Training with Miss Abernathy va sicuramente sconsigliato a chi considera questo tipo di educazione un semplice passatempo. Mi sembra onesto avvertire anche che è meglio stare alla larga da questo libro se si è in cerca di sconcezze. Le lezioni esplicitamente sessuali si contano sulle dita di una mano, mentre il resto è dedicato a esercizi di tutt’altra natura: yoga, meditazione, cultura generale, portamento, cucina, autostima, conversazione e tutto ciò che serve per affrontare una seria carriera da schiavo (o schiava, naturalmente). Ma solo se si trova la persona giusta cui appartenere.

Il problema di questo libro è infatti l’assunto su cui si basa. Anche se il personaggio dell’educatrice snob contiene una buona dose di autoironia, l’autrice descrive esclusivamente relazioni “nell’alta società”, dando per scontati case di grandi dimensioni, ricevimenti, impegni sociali di alto profilo, personale di servizio e tanti altri aspetti che non sono esattamente patrimonio comune. È chiaro che in quest’ottica dedicare intere sezioni al galateo dei maggiordomi e a come questo debba gestire i rapporti con il giardiniere, la cuoca e le cameriere può anche avere un senso – ma per la maggior parte di noi si tratta solo di una lettura divertente, che ricorda i film di James Ivory. Lo stesso si può dire della sezione relativa alle segretarie personali: sono figure deliziose, ma sapere preparare rapidamente le valigie per un viaggio di charme attorno al mondo non ricade precisamente nelle priorità della maggior parte delle schiave che conosco.

Stando così le cose, Training with Miss Abernathy risulta un volumetto molto godibile, senz’altro interessante – anche per l’immensa bibliografia ragionata che fornisce – ma non proprio indispensabile. Diciamo che, nella biblioteca del Bravo Sub, si trova all’incirca al terzo posto dopo un solido paio di testi più concreti nello spiegare come funziona il mondo Bdsm. Certo però che non mi dispiacerebbe affatto incontrare un po’ più slave che abbiano seguito con successo questo corso…

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