Utile, brutale, accademica sincerità – La recensione di ‘Partners in power’

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Partners in Power

Jack Rinella
Greenery Press, 2003
Partners in Power Jack Rinella Greenery Press, 2003 $ 16,95 180 pagg. Lingua: inglese Isbn: 1-890159-53-0 @: sito dell'editore
180 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 1-890159-53-0
@: sito dell'editore

Il terzo libro di Jack Rinella è strano. Profondo, interessante… ma strano. Partners in Power è, innanzitutto, una specie di The Compleat Slave 2.0. Il tema sono nuovamente le relazioni Bdsm: come avviarle, come impostarle e come mantenerle vive e piacevoli nonostante i mille problemi quotidiani. Rispetto al libro precedente cambia soprattutto il tono. Se là c’erano i consigli personali di “uno che c’è passato”, qui l’approccio è un pelo più freddo e sicuramente molto più professionale.

Intendiamoci: gli aneddoti sulla vita di mr. Jack continuano ad abbondare, ma l’approccio è decisamente più serio, con riferimenti di psicologia, storia, sociologia e note a pie’ di pagina in abbondanza. Apprezzare più questo stile o il precedente è solo una questione di gusti.

Gran parte di Partners in Power non è particolarmente legata al mondo Bdsm. Come l’autore ripete sino alla nausea, i rapporti fra esseri umani sono tutti uguali, sia che ci siano di mezzo fruste e collari, sia che si tratti di una relazione vanilla. La conseguenza è un manuale universale, sicuramente utile ma con un mordente mica da ridere.

Una delle tesi di base è infatti che “vivere leather” sia soprattutto una questione di onestà con sé stessi e con gli altri, quindi non abbia senso addolcire la pillola. E infatti al posto della pillola qui c’è una supposta, bella grossa e pralinata. La descrizione dei rapporti umani di Jack è freddamente obbiettiva, spietata e a volte parecchio deprimente. Nonostante ricordi spesso che nessuno è mai veramente cattivo, l’autore non mostra alcuna gentilezza né con sé stesso, né verso le persone di cui parla, né tantomeno verso il lettore.

Il messaggio, concentrato al massimo, è: “siamo tutti pieni di difetti. Per vivere bene dobbiamo saperli accettare, ma per accettarli dobbiamo essere consapevoli di averne”. Condivido, per carità. Però ci sono capitoli che richiedono gran pelo sullo stomaco per essere digeriti.

Superato questo non piccolo scoglio, va detto che le analisi e i suggerimenti forniti sono davvero ottimi, tanto da farne un testo consigliabile anche a chi col Bdsm non ha nulla a che fare. Per chi invece coltiva questi passatempi ci sono capitoli molto interessanti, e le sorprese sono appena cominciate.

Una in verità visti i precedenti me l’aspettavo: anche Partners in Power contiene varie parti copiate & incollate dagli altri libri di Rinella, in un’orgia di ricicli veramente spudorata. L’altra è che l’impostazione accademica a volte sconfina nella nevrosi. Niente di grave, ma fa una certa impressione.

Si comincia infatti con una trattazione della metafisica junghiana utile per capire la necessità di accettare la propria “parte oscura”; segue una storia della cultura omosessuale negli ultimi 4.000 anni e una delle persecuzioni religiose nei confronti della sessualità; da qui si scivola sui culti dionisiaci rapportati alle mitologie primitive… e a un certo punto non ho bene capito come, ma si finisce a parlare di riti esoterici e animali-totem. E non nel senso di studiarne la cultura, ma proprio di consigli su come darsi all’occultismo erotico. Mah!

Facciamo un controllo. Ve la sentite di perdonare queste sparate esoteriche? E di beccarvi capitoli di antropologia comparata? Promettete di non rimanerci male quando vi sentirete direttamente insultati?

Se avete risposto sempre sì, Partners in Power è un libro da non perdere. In caso contrario, forse è meglio lasciare stare. Però poi non venitevi a lamentare se le vostre storie non durano più di qualche mese, ok?

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