Yin & Yang, Minnesota style – La recensione di ‘Screw the roses, send me the thorns – The romance and sexual sorcery of sadomasochism’

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Screw the Roses, Send Me the Thorns - The Romance and Sexual Sorcery of Sadomasochism

Philip Miller & Molly Devon
Mystic Rose Books, 1995
$ 24,95
280 pagine
Lingua: inglese
Isbn: 0-9645960-0-8
@: sito dell'editore

Che grande invenzione l’inglese! Fosse uscito in italiano, un libro intitolato Fanculo le rose, mandami le spine – Il romanticismo e l’incantesimo sessuale del sadomasochismo non se lo sarebbe filato nessuno. Screw the Roses, invece, è arrivato alla quindicesima ristampa in nove anni ed è considerato un po’ la Bibbia del Bdsm. Il che non è del tutto vero.

Questo libro infatti è “solo” il Nuovo Testamento, quello che reinterpreta in chiave più solare e accessibile le regole ferree delineate da profeti come Jay Wiseman (S/M 101) o Larry Townsend (The Leatherman Handbook). Insomma, è un volume che testimonia il passaggio dal “sadomasochismo sporco, brutto e cattivo” al Bdsm, che fa tanto trendy e può diventare argomento di conversazione con i colleghi d’ufficio e con le amiche dal parrucchiere.

Gli autori sono marito e moglie, Master e slave, uomo e donna – una dualità yin & yang su cui è costruito tutto il libro, che ne alterna gli interventi e i punti di vista. Lui è il tecnico, uno che vedresti bene anche a spiegarti come mettere giù il parquet e che ha due sole preoccupazioni: spiegare ogni pratica in maniera perfettamente comprensibile e non annoiare mai. Come dire che il tono è molto ironico e inframmezzato da battutacce più o meno riuscite, che a volte sconfinano in vignette stile barzelletta della Settimana Enigmistica.

Il ruolo di lei invece è raccontare gli aspetti sociali, ma soprattutto spirituali dei rapporti di dominazione. Come comportarsi a una festa Bdsm, in che modo gestire la presenza di figli in casa, qual è il sistema migliore per risparmiare sugli strumenti – e poi come “volare” sulle scariche di endorfine, superare traumi psicologici pregressi, trovare la propria dimensione nel sadomaso. Lo stile è confidenziale, da tè con le amiche per scambiarsi gli ultimi pettegolezzi, consigli sui saldi e su come fare un soufflé che non si sgonfi.

Così, fra un aneddoto e l’altro, viene spiegata un’infinità di nozioni utili: da come tenere le dita per fare un fisting a come gestire i tacchinatori da chat riconoscendo subito i cretini; dai punti che non vanno frustati per non finire al pronto soccorso al giusto approccio ai giochi di umiliazione, per non parlare delle istruzioni per creare le proprie fruste. Ci sono un glossario, un elenco lungo e fittissimo di club, locali, organizzazioni e negozi in tutto il mondo (per l’Italia compare solo Smack), nonché una lista di libri suggeriti per approfondire i vari temi trattati. Bello, no?

Mah.

Come guida per principianti assoluti, Screw the Roses non è affatto male. L’approccio realistico e scanzonato lo rende senz’altro una lettura agile, ottimamente in linea con lo spirito delle attuali comunità Bdsm italiane e di gran lunga più digeribile di tanti altri libroni “classici”. Il problema è che a volte il tono è un po’ troppo agile (alcune pratiche vengono trattate in poche righe, a rischio di sminuirne aspetti importanti) e scanzonato: per esempio, il giochino di “indovinate cosa abbia lasciato questo segno?” esagera davvero, specie quando fra le risposte c’è “la schiava si è fatta un livido scivolando mentre prendeva l’autobus”. Roba che non hanno riso neanche nel Minnesota.

A conti fatti, un ottimo volume per inaugurare il proprio scaffale di manuali Bdsm – ma chi ritiene l’argomento qualcosa di più di un passatempo occasionale farà meglio ad accompagnarlo a letture più specifiche.

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