Bondage giapponese e acquisti intelligenti

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Venticinque anni di passione per il BDSM possono distorcere un pochettino la propria visione del mondo, così a volte dimentico che non tutti hanno dimestichezza con il genere di pratiche insolite che ormai do per scontate. Per esempio, benché sia tutt’altro che un maestro nel bondage trovo legature come quella nella foto eleganti ma banali – anche perché è vero, dato che si tratta di una piccola variante su una delle figure basi dello stile giapponese.

Quello è infatti… «Un karada!» sento esclamare tanti espertoni.

E invece no. ‘Karada’ in giapponese vuol dire ‘corpo’ ed è un termine che è stato introdotto da un divulgatore statunitense una trentina d’anni fa, ma che prima di allora non usava nessuno. Se volete darvi un tono, il nome corretto è ‘hishi’, cioè ‘losanghe’. Il motivo è evidente.

A proposito: nonostante l’abitudine ormai radicata anche il bondage giapponese non si chiama ‘shibari’ come sostengono tutti. ‘Shibari’ infatti significa solo ‘intrecciare’: nel Paese del sol levante si usa invece ‘kinbaku’, traducibile con ‘legatura stretta e sensuale’.

Queste però sono raffinatezze da cultore della materia. Ciò che importa davvero è che per realizzare quel tipo di figura basta proprio poco, al punto che per spiegarne i princìpi necessari è sufficiente una pagina di fumetto.

Alla luce di ciò capirete perché abbia avuto un piccolo travaso di bile quando ho scoperto questo “kit per principianti”: una corda preannodata, venduta all’incredibile prezzo di sessanta dollari più ventuno di spedizione. Si tratta di solo uno fra i tanti prezzi da sciacallo di quel negozio online, che con la scusa di importare i più curiosi articoli erotici dal Giappone si arricchisce sulla pelle degli sprovveduti – o di chi semplicemente non ha dimestichezza con l’eros estremo.

Il fenomeno è tutt’altro che nuovo. Chi vende materiale relativo alla sessualità, specie se un po’ insolita, ha molto spesso l’abitudine di sparare prezzi allucinanti contando sul fatto che è difficile che i clienti si oppongano. Un po’ per l’eccitazione, un po’ per ignoranza e un po’ per vergogna, gli acquisti vengono fatti d’impulso e nessuno ha la voglia di protestare se la qualità non è quella promessa. Il caso della corda è emblematico, ma solo uno fra i tanti: nel tempo si è visto di tutto, da oggetti di gomma scadente che rilasciava ftalati velenosissimi a giocattoli che si rompevano al primo utilizzo, da costosi capi fetish modellati su corpi cubisti e impossibili da indossare a strumenti “BDSM” letali per chi li usasse davvero.

Nel mio piccolo ho cercato come sempre di semplificare la vita agli esploratori del sesso insolito. Nella sezione Risorse utili di questo sito, alla voce Siti web potete trovare qualche centinaio di negozi online selezionati per la qualità, l’originalità o la convenienza dell’offerta. Purtroppo non sono ancora riuscito a rifinire l’interfaccia per selezionarli, ma sono certo che non avrete difficoltà a trovare tutto ciò che potete desiderare… e anche quel che non avreste mai sospettato di voler provare!

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