Bubbling: i segreti nascosti del porno con le bolle

bubble porn

 Riconoscete l’immagine qui sopra? Si tratta di un fermo immagine da un video divenuto virale negli ultimi giorni, intitolato Bubble porn. Lo trovate anche in fondo all’articolo, ma per capire meglio di cosa si tratti conviene partire da questo esempio:

bubbling explanation 1

Sì, quello sulla destra è Daniel “007” Craig. Già il fatto che non sia particolarmente noto per andarsene in giro nudo dovrebbe far sospettare che ci sia qualcosa che non va… e infatti se togliamo la mascheratura “a bolle” troviamo due fotografie decisamente più caste

: bubbling explanation 2

Cercando online troverete centinaia di siti che chiamano questo genere di immagini ‘bubbling’, o ‘porno mormone’. Leggenda vuole infatti che l’idea di mascherare immagini innocenti per renderle eccitanti sia venuta a un religiosissimo adolescente mormone in cerca di una forma di divertimento che non gli facesse compiere peccato. Una storiella arguta e simpatica… ma del tutto campata per aria.
La verità è che le prime immagini di bubbling sono comparse online nel giugno 2007 su 2Channel – un forum giapponese su cui sono nati infiniti memi – dove venvano taggate come miztutama kora, o ‘collage di bolle’. Si trattava tuttavia dell’evoluzione digitale di una moda di tre anni prima: all’epoca il gioco consisteva nel prendere una foto da una rivista cartacea, “pornificarla” piazzandovi sopra strategicamente qualche monetina da 10 yen, quindi rifotografare il risultato per mostrarlo agli amici. Se poi si torna ancora più indietro si scopre che all’origine di tutti questi passatempi c’è la stoltissima pratica del furtling, un trucchetto vittoriano considerato a suo tempo assai indecoroso e perverso. Funzionava così:

furtling

Chiarite le origini del bubble porn viene però spontaneo porsi una domanda: com’è possibile che un’illusione tanto semplice appaia così convincente ai nostri – depravatissimi, d’accordo – occhi? La risposta è triplice. Cominciamo con la teoria psicologica della gestalt, che spiega come la nostra percezione della realtà non si basi tanto sui singoli stimoli, quanto sul riconoscimento di schemi complessi a partire da una piccola parte degli elementi che li compongono. Un buon esempio sono gli emoticon: due puntini e una linea curva sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno per identificare un viso sorridente, e ciò la dice lunga su quanto sia importante il ruolo che gioca l’immaginazione in ciò che pensiamo di vedere.
La seconda parte viene dalla fisiologia. Il punto in cui il nervo ottico si congiunge alla retina, nella parte posteriore dell’occhio, non è così sensibile quanto si potrebbe pensare; anzi, è del tutto cieco – e non a caso si chiama appunto ‘punto cieco’. Il motivo per cui non ce ne rendiamo conto è che il nostro cervello deduce automaticamente cosa si trovi in quella minuscola parte di campo visivo a partire da ciò che la circonda, aiutandosi anche con ciò che vede l’altro occhio. Questo fenomeno può essere sperimentato di persona andando qui, dove trovate anche una spiegazione più approfondita. Quel che ci interessa in questa sede è comunque che  occhi e mente sono abituati a “immaginarsi cose” continuamente: nel caso del bubble porn tendono solo a completare l’immagine nel modo più probabile. Ma come mai il nostro cervello riempie gli spazi vuoti con delle sconcezze?

Qui ci viene in aiuto l’ultima parte della risposta, in diretta dalla biologia evolutiva. Viene fuori che due fra le più utili capacità per la sopravvivenza animale sono il riconoscimento degli altri individui della propria specie, e l’abilità nel valutare la loro adeguatezza per la riproduzione – altresì detta ‘scopabilità’. Queste funzioni sono così fondamentali da essere controllate dal cosiddetto “cervello rettile”, la parte più primitiva dell’encefalo che opera a livello completamente istintivo. Poiché nel loro stato naturale gli esseri umani non sono vestiti e il sesso è una cosa che si fa da spogliati, la nostra parte più istintiva tende a cercare corpi nudi e sexy.
Riassumendo, anche se una passione un po’ meno neandertaliana per le porcellerie può certo contribuire al risultato, il bubbling si prende gioco dei limiti del corpo e della mente umani: se continuate a vedere roba sconcia non è colpa vostra. Ma ammettiamolo… certi artisti delle bolle sono proprio maliziosi. Guardate un po’ qui:

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