Guardare in faccia la diversità

Tillett Wright
Tillett Wright

Cominciamo dalle basi: se non sapete già cosa sono i TEDtalk o non li seguite ancora, cliccate qui e abbonatevi al loro feed, perché vi renderà persone migliori. Fatto? Allora adesso possiamo parlare di un intervento che ho visto di recente.

Tillett Wright è amica di molte persone non-eteronormative, ossia di uomini e donne e intersessuali che per un verso o per l’altro non rientrano nella categoria di ‘eterosessuali’. Potete quindi capire il suo orrore quando si è resa conto che nei teoricamente civilissimi Stati Uniti (ma anche in molti altri paesi, Italia compresa) vengono considerati cittadini di seconda classe, cui le istituzioni negano parte dei diritti umani basilari, quelli garantiti dalla Costituzione.

Poiché viene da una formazione visiva, Tillett ha allora avviato un progetto assolutamente semplice, meraviglioso ed efficace per riportare l’eguaglianza sociale su tutta l’enorme gamma delle sessualità umane. Nel suo discorso lo descrive benissimo, quindi se avete dimestichezza con l’inglese vi suggerisco caldamente di guardare il video qua sotto, in cui si possono attivare anche i sottotitoli in inglese. Dura venti minuti e vi prometto che non ve ne pentirete.

Se invece vi ostinate a parlare solo una lingua usata appena dallo 0,9% del pianeta, ecco i punti chiave:

  • Il progetto consiste nel fotografare le persone che non si ritengono esclusivamente eterosessuali. Ritratti più neutri possibile, con il semplice scopo di costringere i legislatori e le fazioni che si oppongono “ai gay” a guardare in faccia coloro che odiano tanto.
  • Sorpresa: sono come tutti gli altri. Comprese nonne, ragazzini, plurilaureati, membri delle istituzioni e così via.
  • L’idea iniziale era di fotografare 2.000 persone. Dopo avere realizzato il video promozionale del progetto, sono arrivate subito 40.000 richieste di essere fotografati da ogni parte degli Stati Uniti, compresi i repressivissimi stati della Bible Belt. Le richieste continuano ad aumentare, e per il momento l’obiettivo è di realizzare 10.000 scatti.
  • La maggior parte dei soggetti non si definisce né 100% gay, né 100% etero – ma si pone in un’area grigia centrale che non viene presa in considerazione nemmeno dagli attivisti gay. Viene quindi da chiedersi: quale è la “quantità di gaytudine” da cui si comincia a essere discriminati, e perché?

Come forse saprete, l’ambiente alternativo che conosco meglio è quello BDSM e so bene che tutto il discorso appena fatto si applica pari pari anche a questa cultura (oltre 4 milioni di persone solo in Italia), così come a ogni altra forma di sessualità alternativa. Secondo voi cosa succederebbe se si cominciasse ad andare oltre gli stereotipi e mostrare la realtà delle sottoculture anche qui da noi?

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