Intanto, di nascosto, gli hacker del sesso…

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Amo il XXI secolo. Da bambini eravamo sicuri che “nel duemila” ci sarebbero state le colonie su Marte, gli androidi-maggiordomo e gli zaini a razzo… È venuto fuori che invece non hanno nemmeno finito la Salerno-Reggio Calabria, il massimo della robotica è un culo e la 92 è sempre strapiena e in ritardo.

In compenso però siamo circondati da altri oggetti meravigliosi che non ci saremmo nemmeno mai sognati, la scienza fa passi da gigante e anche in ambito sessuale ci sono tecnologie che farebbero uscire di testa pure Spider Jerusalem. Per intenderci: voi lo sapevate che esiste una comunità internazionale di hacker di vibratori?

Non mi riferisco ai creatori di fucking machine artigianali, che sono così mainstream da avere addirittura un (bellissimo) libro tutto loro. Il fatto è che negli ultimi anni molti sex toy hanno cominciato a incorporare tecnologie sempre più avanzate: se prima per costruire un vibratore bastavano un interruttore e un motore elettrico un po’ sbilanciato, oggi esistono strani giocattoli wireless, con sensori di movimento o addirittura funzioni teledildoniche. E più componenti ci sono, più è facile che a qualcuno salti in testa di modificarli secondo i propri gusti.

I miei lettori più geek avranno sicuramente sentito parlare di Arduino, un sistema hardware a basso costo e alta personalizzabilità che gli appassionati di elettronica usano per creare ogni sorta di tecno-meraviglia. Beh, gli ingegneri di Slashdong hanno fatto il passo successivo, e l’hanno utilizzato per realizzare il cuore di un “programmatore di sex toy” con cui è possibile modificare il comportamento del proprio vibratore preferito. Ma a cosa serve in concreto un pornogiocattolo open source?

Gli scienziati pazzi del forum di Milovana possono fornire centinaia di risposte differenti. Si va da oggetti che utilizzano tecniche di biofeedback per generare il ritmo e l’intensità di vibrazione perfetti ad altri più perfidi che portano chi li usa sulla soglia dell’orgasmo senza fargliela superare, per prolungare l’eccitazione ad infinitum. C’è chi inventa strumenti di telecontrollo erotico e chi programma software di allenamento con cui migliorare il controllo della propria libido.

Anzi, il panorama delle applicazioni orientate all’eros estremo è particolarmente vasto. Le più semplici si basano sul principio dell’induzione subliminale: scritte e immagini che compaiono per una frazione di secondo sullo schermo del PC con lo scopo di predisporre a particolari pratiche o comportamenti sessuali. Il massimo livello di complessità si raggiunge invece con l’interazione fisica. Per chi ama la dominazione femminile c’è la cintura di castità elettrificata del ‘sistema di gestione schiavi’ Dreamlover («da oggi con sensori di prossimità per tenere il vostro maschio al suo posto!» dice il sito ufficiale). Gli utenti di BoundAnna si scambiano invece programmi per appassionati di self-bondage: chi si vuole liberare da appositi lucchetti elettronici dovrà far valutare le proprie prestazioni – sul cui genere stendo un velo pietoso – al computer, esibendosi di fronte alla webcam istruita a riconoscere determinati movimenti o altro.

Pensate solo a cosa succederà quando qualcuno riuscirà a costruire un sexbot migliore delle attuali mostruosità

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