Prendere sul serio la tecnologia: il pegging

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Articolo scritto originariamente per  Wired

Avete fatto caso a com’è di moda prenderlo nel sedere? Da un paio di settimane in Italia è tutto un florilegio di articoli, post e inchieste sul pegging, parolina inglese che grossomodo significa ‘impiolare’ (nel senso di infilare un piolo da qualche parte) ma ultimamente è divenuta sinonimo internazionale di sodomizzazione con oggetti. Benché si tratti di un termine unisex il riferimento è di solito a maschi che, a voler dare retta alle cronache, “hanno scoperto” i piaceri della penetrazione anale. Le cose stanno però in modo un po’ diverso, e nonostante l’argomento possa lasciare perplessi basta esaminare meglio la questione per scoprire parecchie sorprese.

Il pegging naturalmente non è affatto una novità: tanto per fare un esempio, nel III secolo a.C. l’intera economia della città greca di Mileto si basava sulla produzione di olisboi, cioè le stesse cinture falliche che oggi chiamiamo ‘strap-on’. Se in questo periodo se ne parla tanto è semplicemente perché il seguitissimo sito di “giornalismo” trash Dagospia ha rilanciato un post sull’argomento uscito sull’edizione americana di Cosmpolitan, e tanti arguti falchi della notizia si sono affrettati a scopiazzare mostrando di essere creativi quanto un cubetto di tofu.
Peccato, perché se avessero fatto lo sforzo di andare oltre l’ipocrisia e le battutine da terza elementare si sarebbero accorti che dai tempi delle polis l’industria dell’anal beat ha fatto passi da gigante,

Una notizia passata in sordina ma davvero rivoluzionaria è arrivata per esempio il mese scorso, quando il colosso svedese dei sex toy Lelo ha comunicato i risultati dell’ultimo trimestre 2015. Il giocattolo erotico più venduto a Natale non è stato infatti uno dei molti articoli pensati per il corpo femminile, ma Hugo – un massaggiatore prostatico high tech riservato ovviamente ai maschietti. Tolti il radiocomando, il micromotore superpotente e i materiali plastici avanzati che ricordano la pelle umana si tratta dello stesso tipo di oggetto che da un quarto di secolo fa la fortuna anche della statunitense Aneros: uno stimolatore anatomico pensato per massaggiare senza troppi disagi un punto altrimenti difficile da raggiungere. Che scatena gli orgasmi più intensi che possa provare un uomo.

Eh già: il segreto è tutto lì, nella fisiologia del corpo umano. Altro che mode o scandali… Semplicemente, da quando Internet permette di accedere senza mediazioni a un’informazione completa sulla sessualità sempre più persone hanno scoperto che ignorare tabù assurdi («se solo prendi in considerazione il culo sei gay e brucerai all’inferno», «l’unico sesso giusto è quello alla missionaria», «le persone sane non usano sex toy», ecc.) consente di divertirsi in modi tanto innocui quanto piacevoli. Ciò si è tradotto in nuove richieste da parte del mercato e nella nascita di sempre nuovi prodotti per soddisfarle – da quelli obiettivamente interessanti come il vibratore per uomo Pulse II a cretinate immonde come il simulatore di sesso in realtà virtuale Illusion VR.

Lo sdoganamento più significativo del pegging va attribuito però a un altro alfiere dei geek: il supereroe psicopatico Deadpool, che nel suo film stracampione di incassi tratta questo tipo di penetrazione come uno fra i tanti giochi che si possono sperimentare in coppia. Quella scena di tre secondi ha insegnato a milioni di persone in tutto il mondo quel che c’è da sapere su una pratica precedentemente ritenuta innominabile dai mass media. Riassumendo: si può fare; non intacca l’eterosessualità dei partecipanti; non esclude di fare anche altro; se non piace basta riderci su e amici come prima. Serviva fare tanta cagnara?

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  • emanuele frigerio

    Sono del parere che chi lo fa non lo dice.
    In una società come la nostra, in particolare quella Italiana, abbiamo un ventaglio di preconcetti e moralismi “pedagogizzati” tali da creare inibizioni difficilmente sdoganabili.
    Il nostro ambiente é sessista e xenofobico tanto da destare ancora scandalo, o ilarità, vedendo una coppia gay che si tiene per mano.
    C’è chi ancora pensa che il bigottismo sia l’arma per contrastare le sessualità atipiche e finge di non vedere le trans che lavorano a pieno ritmo.
    L’ano (di ambosessi) è una formidabile zona erogena che se opportunamente stimolata può regalare piaceri molto intensi, il problema é che si pensa di perdere la propria virilità giocandoci oppure ci si preoccupa di rendere effettiva un’omosessualita latente (che tutti abbiamo, ambosessi). Sinceramente, per un fattore estetico, non trovo eccitante un uomo che si “stimola” da solo, sicuramente però é una pratica che in coppia può dare molto piacere, scommetto qualsiasi cifra che nessuno avrebbe il coraggio di chiederlo alla propria compagna. Personalmente preferirei regalare uno strap-on alla mia compagna che pagare una transgender.

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