Animal passions: il documentario sulla zoofilia

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Credo che l’aspetto più affascinante nello studio delle sessualità insolite sia l’apertura mentale cui costringe l’incontro con fantasie davvero di ogni sorta, che impedisce di abbandonarsi ai pregiudizi sul mondo e la razza umana. Dopotutto, avendo a che fare con migliaia di parafilie la tolleranza è un obbligo, anche se mantenere un atteggiamento professionale non è sempre facile.
Confesso che ci sono certe preferenze di ultra-nicchia – come per esempio la dendrofilia – di cui non riesco a parlare senza ridere, così come mi risulta difficile discutere degli oggettofili senza usare la parola ‘pazzo’. A volte tuttavia mi imbatto in argomenti tanto alieni da suscitare una risposta viscerale. Soggetti tanto difficili che richiedono grandi sforzi per mantenere l’obiettività – e non sono certo il solo a reagire così. Voi, per dire, che mi dite della zoofilia?

La stretta che avete appena sentito allo stomaco è esattamente la stessa provata dal regista Christopher Spencer nel 1999, quando fu incaricato di realizzare l’episodio intitolato Animal passions per il programma di divulgazione scientifica inglese Hidden love (trad. ‘Amori nascosti’). Nonostante questo ci riuscì benissimo, al punto di essere stato poi contattato da parecchi zoofili che chiedevano di essere intervistati per potere far conoscere al mondo le loro storie d’amore.
Cinque anni dopo accettò. Il risultato fu un documentario – di nuovo intitolato Animal passions – ricomparso di recente online per gettare uno sguardo inatteso e molto bene informato sul fenomeno. Lo potete vedere qui sotto, o scaricarlo in alta risoluzione dall’archivio di risorse in rete (non sempre disponibile) di un corso di psicologia americano.

Per chi non conosce bene l’inglese, riassumo come sempre i punti salienti:

  • Non ci sono statistiche aggiornate sulla diffusione della zoofilia. Nel 1950 quasi un maschio su tre faceva esperienze di sesso interspecie, ma l’urbanizzazione e la rivoluzione sessuale hanno ridotto il fenomeno.
  • Il celebre sessuologo John Money spiega che in alcuni casi vivere la sessualità con gli animali è una reazione a un’infanzia priva di contatti fisici affettuosi – ma non è certo l’unica motivazione
  • Mark, il principale protagonista del documentario, racconta di essere cresciuto in una zona rurale da una famiglia molto religiosa per cui la Bibbia si fermava al Vecchio Testamento. Da adolescente, dopo essere stato rifiutato da molte ragazze, ha provato a far sesso con una puledra e se ne è appassionato.
  • Mark ha provato a reprimere questa tendenza, si è sposato e ha avuto figli, ma ha divorziato quando ha parlato alla moglie della sua passione. «Preferisco i rapporti con gli animali» dice «perché tutte le donne con cui sono stato sono presto passate dall’amore a fare giochetti mentali, trasformando l’affetto in una competizione odiosa»
  • Quando la moglie lo ha lasciato ha tentato il suicidio. Poi ha comprato una cavalla e una notte le ha confessato di amarla. «È stato come liberarmi dal peso di catene che mi portavo addosso da una vita senza nemmeno rendermene conto» spiega.
  • Una analisi storica ricorda che prima dell’avvento del cristianesimo fare sesso con gli animali era una cosa normale, presente in tutte le culture.
  • Una coppia di zoofili racconta di essersi separata e ritrovata per un adulterio con una pony.
  • Mark ribatte alle accuse di abuso ricordando che se l’animale non fosse consenziente lo aggredirebbe. Altri osservano che trattandosi di animali domestici è normale che ubbidiscano. Diversi zoofili spiegano come anche i loro partner non umani ne godano e cerchino il rapporto.
  • Una donna ha scelto una relazione col proprio cane castrato anziché col marito, che ha lasciato quando lui ha minacciato di eutanasizzare il cane se li avesse trovati insieme.
  • Due signore chiacchierano amabilmente della loro prima volta con un cane. Una di loro è stata assalita sessualmente da quello dei vicini mentre era una ragazzina.
  • Una coppia zoofila racconta la propria relazione con il cavallo di famiglia. «A volte mi lascia dei morsi sulla schiena quando mi monta» dice il marito «ma è il normale comportamento equino. Sentirlo così felice mi fa perdonare tutto».
  • Il narratore non può che constatare come tutte queste persone abbiano una relazione affettiva con i loro animali, superando la sola sfera sessuale. Mark per esempio ha sposato formalmente la sua seconda cavalla, e piange ancora dopo anni la morte per malattia della prima. Il suo amore è tale da averlo spinto a partecipare a un talk show scandalistico pur di dichiarare al mondo i propri sentimenti.
  • Uno psicologo osserva che forse la reazione violenta che la gente ha di fronte a questo argomento non ha tanto una base sessuale quanto etica. Gli zoofili costringono a guardare agli animali non solo come oggetti da compagnia o come cibo, ma come creature alla pari con gli umani che costringono a rivedere le proprie convinzioni.
  • Mark conclude dichiarando che se solo potesse avere un figlio con la sua cavalla lo farebbe subito. «Se ci fosse un pulsante magico per diventare “normale”? Non so se lo premerei…»

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