Crossing the line – Chi osa seguire una mappa diversa?

Crossing the line cover

Crossing the line

Serialfetishist & slave M
2014
$ 41.87
203 pagine
Lingua: inglese
@: compralo online

Una delle più grandi rivoluzioni sessuali risale a quasi quarant’anni fa, quando un po’ dappertutto porcelli felici e spensierati cominciarono a usare una nuova parola per riferirsi al loro passatempo preferito. Ciò che facevano non era mica brutto ‘sadomasochismo’ da maniaci, dicevano, ma moderno e solare ‘BDSM’. Va be’, suonava malissimo, ma non era molto più carino e positivo rispetto al nome con cui si indicava anche una pericolosa forma di malattia mentale? Benché nessuno se lo aspettasse, il neologismo attecchì. Tolta l’associazione con le patologie la gente si sente più a proprio agio nel parlare di dominazione erotica – e quanto ne parla!

Fra i colpevoli ci sono anche io, che diffondo la buona novella con libri, conferenze e altro, compreso questo sito. E sapete una cosa? Mi ascoltano pure, perché il BDSM è figo e tutt’altro che spaventoso. Tratta di sicurezza, consenso, star bene e di rispetto. «Non è una gara dove si debba superare qualcuno» diciamo. «Quel che conta è l’intensità che senti tu. Se a emozionarti basta un tenero buffetto, fai BDSM tanto quanto Mistress Ammazzagiganti, laggiù». Ed è pure vero. Nessuna pressione, niente ansie, zero dubbi morali.

Il segreto per cui la cosiddetta Scena è tanto cresciuta negli ultimi decenni è proprio questo. Lasciate le sue origini cupe e minacciose, il BDSM è diventato un’attività amichevole e accomodante per tutti. Una robina tranquilla. Una pratica… Ok, diciamolo: così blanda da risultare spesso insopportabile a chi vi arriva seguendo le proprie fantasie più oscure. Certo che amiamo tutti la sicurezza e gli abbracci – ma che senso ha dedicarsi a qualcosa di tanto difficile, doloroso, assurdo e personale se alla fine si rimane immutati? Non parlo necessariamente di epifanie del tipo che ti stravolgono la vita, ma dai: non sarebbe meglio approcciare tutte le forme del sesso con più convinzione di un giro al centro commerciale?
Benché l’atteggiamento predominante mi lasci spesso basito, ogni tanto le eccezioni ci sono. Eccezioni così impossibilmente eccezionali da prenderti a schiaffi e costringerti a fermarti, fare un respiro profondo e riconsiderare tutte le tue convinzioni. Persone così impegnate nel loro viaggio personale fra i territori dell’eros estremo da lasciarti a bocca aperta mentre cerchi di venire a patti con la loro realtà. Esempio pratico: la schiava M e il suo padrone, D.

Forse l’avete già vista: le sue foto e clip sono dappertutto sul Web. In caso contrario andate per piacere a cercarle ora, così saprete di cosa stiamo parlando. Probabilmente la vostra reazione istintiva sarà men che favorevole: M è ben lontana dall’essere la tipica modella sexy. È facile che le prime parole che vengono in mente vedendo il suo corpo pieno di piercing e marchi siano ‘grottesca’ o anche ‘pazza’. Quel che poi ci fa, con quel corpo, è ancora più incredibile e per molti inaccettabile. Ma il punto è proprio questo.
Quel che avete davanti agli occhi non è certo conformismo alle aspettative sociali, ma una persona che ha abbracciato i propri desideri e passioni più viscerali e ha concesso loro di plasmare la sua intera vita. Non molto diversamente da un atleta olimpionico che dedica tutta la vita ad allenarsi per ottenere il corpo adatto a vincere una medaglia che simbolizza i suoi sogni, questa donna ha sottoposto la propria carne a infinite modificazioni per adattarsi al proprio ideale erotico (e del compagno), fino a soddisfare i propri sogni sessuali. Usando tatuaggi umilianti, piercing giganteschi, dilatazioni, taglio dei capelli e altre azioni che la maggior parte degli esseri umani nemmeno considererebbero possibili. Eppure. In effetti non si tratta di una solitaria folie à deux: il suo sito web è diventato un cult con moltissimi estimatori, e se state ancora leggendo è ovvio che pure voi siate preda di una certa fascinazione – o per lo meno di curiosità morbosa.

Crossing the line è un ebook autopubblicato con il preciso scopo di soddisfare questa curiosità (e l’esibizionismo di M & D). Poiché contiene molte foto a colori può essere letto solo su iPad e computer; un altro grosso suo difetto è il prezzo, francamente più adatto a un grande libro illustrato su carta. Entrambi questi punti tuttavia vengono più che bilanciati dal contenuto.
Il libro è un diario fotografico di oltre dieci anni nella vita di M, che cominciano proprio dall’inizio della sua trasformazione per arrivare al suo stato attuale – che viene definito un ‘work in progress’, termine riservato di solito ai progetti artistici. Il poco testo presente è una narrazione sorprendentemente lucida di ciascuna fase e delle sue ragioni. Ed è proprio lì, dopo che si ha metabolizzato lo shock visivo, che si trova ciò che ho più apprezzato.

D e M raccontano la propria storia così com’è, senza abbellirla. La loro candida sincerità riferisce tutti i dubbi, le paure e naturalmente le gioie di una scelta di vita unica – senza mai dimenticare l’amore. Perché a conti fatti si tratta di una storia d’amore, e molto più romantica di quanto si sarebbe potuto immaginare.
Viene fuori che i due protagonisti si sono salvati l’un l’altra da vite fallite. Che la loro felicità è stata subito offuscata dall’ombra di una malattia terminale, ma che proprio gli stessi giochi “assurdi” che quasi nessuno accetta si sono dimostrati una cura migliore di tante altre. Che sia M che D si impegnano strenuamente per mantenere i propri ruoli… e che quando questa dedizione ha messo in pericolo il loro rapporto, l’amore ha comunque trionfato.

Giunto all’ultima pagina mi ero fatto un’opinione senz’altro diversa di questa strana coppia. Nonostante ancora non approvi varie loro scelte, non erano più solo eccentrici/artisti/sperimentatori. Ho finito per vederli come bellissimi compagni di viaggio su un percorso davvero vicinissimo al mio e anche al vostro; a volte come un esempio cui aspirare e altre come un avvertimento di non seguire i loro passi – ma sempre come un nuovo punto di riferimento nella mia mappa per comprendere il mondo della sessualità, e in buona sostanza della vita.
Pertanto vi sfido. Affrontate i vostri pregiudizi e le vostre paure, leggete Crossing the line e fatevene un’opinione, qualunque essa sia. Perché indipendentemente da come li chiamiate, i giochi erotici di dominazione possono davvero trasformare sia voi che le vostre vite. Dimenticarsene sarebbe farsi un gran torto – e tutte le nostre mappe hanno un bisogno disperato di punti di riferimento diversi dalla perversione pret à porter.

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