La violenza di 50 sfumature di grigio e altri problemi di cui dovresti preoccuparti

collared girl

Ci siamo. Dopo una lavorazione molto tormentata, il film di 50 sfumature di grigio sta uscendo in tutto il mondo per la gioia di 120 milioni di fan del libro – un pubblico ancora più impressionante se si considera che è quasi esclusivamente femminile, mentre altri best seller come Harry Potter, Il codice Da Vinci o Il giovane Holden possono contare anche sui lettori maschi. Sminuire il fenomeno riducendolo a una perfetta operazione di marketing non cambierà il fatto che la serie sia ormai entrata a far parte della sfera culturale e continuerà a influenzarla, fosse anche solo come meme.
Le conseguenze si sono già fatte sentire. Il mondo BDSM ha registrato l’arrivo di molti nuovi appassionati che hanno scoperto i giochi di dominazione erotica proprio dalle pagine pornoharmony di E.L. James, ma anche un aumento di incidenti dovuti alla loro difficoltà nel distinguere la realtà dalla fantasia. I fanatici religiosi e i fondamentalisti in generale si stanno divertendo un mondo a condannare i libri a prescindere; l’industria pubblicitaria ha fatto sua l’iconografia di Christian Grey, e le sessualità alternative sono ormai parte della cultura generale. In attesa che il film moltiplichi tutti questi effetti ho tenuto d’occhio parecchie discussioni sul fenomeno, compresa quella molto interessante che si sta svolgendo nell’ambiente femminista.

Per le attiviste e per chiunque si occupi di diritti delle donne 50 sfumature è una bella gatta da pelare, perché ha spinto sotto i riflettori il dibattito sulla sessualità femminile dando nuova energia a una diatriba che va avanti da anni. A rischio di semplificare troppo una discussione assai complessa, la si può riassumere come due fazioni con interpretazioni inconciliabili dei giochi erotici di dominazione e sottomissione.
Un gruppo sostiene che siano sempre inaccettabili, perché umiliano la donna e perpetuano una società maschilista che incoraggia il sessismo, la discriminazione, gli abusi e le ineguaglianze. L’altra parte vede invece le sessualità alternative e ogni loro discussione come uno strumento che dà potere alle donne, perché fornisce loro maggiori conoscenze e più controllo sul corpo e il sesso in generale. Ciò che più colpisce è come, soprattutto in alcuni paesi come Francia e Stati Uniti, la discussione sia estremamente polarizzata: ciascun gruppo sembra più interessato a difendere i propri dogmi anziché instaurare un dialogo costruttivo.

Nelle ultime settimane un divertente effetto collaterale di questa situazione è stata una bellissima campagna internazionale che sta riuscendo a fare del bene pur sbagliando tutto. #50dollarsnot50shades è un’iniziativa di boicottaggio del film, visto come una celebrazione delle molestie sessuali. L’idea è di donare quanto si spenderebbe per vedere il film (in un cinema eccezionalmente costoso, suppongo) a una casa rifugio o una qualsiasi organizzazione di difesa dei diritti femminili.
L’unico inghippo sta nel fatto che tutta l’operazione si fonda sul presupposto che BDSM e abusi siano la stessa cosa – ignorando la semplice constatazione che la storia della James col vero BDSM non ha nulla a che fare. In breve: il senso stesso del BDSM è disinnescare istinti aggressivi/autodistruttivi tramite una cultura di rispetto, positività, sicurezza, cura ed empatia che li trasformino in strumenti con cui migliorare il proprio equilibrio interiore. Inoltre l’autrice stessa dichiara che 50 sfumature è solo un romanzo rosa un po’ piccante, che non pretende affatto di essere una guida al BDSM. E in effetti fra stalking, ricattini, forzature e veri comportamenti psicotici, la relazione descritta nei libri è un esempio da manuale di violenza domestica – ma non certo per l’uso di corde e frustini.

Il qui pro quo si spiega tuttavia facilmente quando si scopre qual è l’organizzazione dietro la campagna: una fondazione famosa per lucrare sul “panico da porno” che essa stessa alimenta con dichiarazioni basate su pregiudizi infondati e dati che è stato ripetutamente dimostrato essere esagerati. In questo caso specifico, tuttavia, mi sta benissimo che qualcuno ricordi al grande pubblico che Christian Grey sia un pazzo pericoloso – le ragioni saranno pure sbagliate, ma i vantaggi sono innegabili per tutte quelle donne che con stalker del genere hanno davvero a che fare (e per tutti gli uomini nella stessa situazione: le molestie non sono un’esclusiva femminile).
Ebbene, stavo pensando di scrivere un post su tutta questa storia quando sono incappato in qualcosa di ancora più interessante. Un accorato video di YouTube nel quale un’attivista mediamente famosa inquadrava con grande chiarezza il problema di 50 sfumature di grigio. La questione non è l’esaltazione del BDSM, diceva. Il vero dramma è che la serie viene presentata come una storia d’amore alla quale addirittura aspirare – ma proprio a quelle stesse donne la cui autostima viene già metodicamente distrutta dai media, e che non sono emotivamente preparate a comprendere di star guardando una relazione d’abuso.

Perfetto. Il punto è proprio quello! È per questo che 50 sfumature sta tanto sulle scatole a chiunque abbia una certa conoscenza dei veri giochi di dominazione; è questo che dovrebbe essere spiegato al grande pubblico.
Quella ragazza stava già diventando il mio eroe istantaneo del giorno… finché non ho ascoltato anche il resto del suo discorso, in cui ho riconosciuto lo stesso equivoco dietro la campagna dei 50 dollari – con l’importante differenza che questa volta era stato compiuto in buona fede. Il video in questione è qui sotto, e se non conoscete bene l’inglese potete ottenere una (discutibile) traduzione automatica attivando i sottotitoli e l’opzione apposita:

Capito che intendo? Ciò nonostante la maggior parte del suo discorso mi è piaciuta molto, così l’ho contattata proponendole un’intervista in cui discutere meglio le sue idee – e magari ragionare un po’ sui pregiudizi di cui lei stessa è vittima. La cosa è stata un po’ più complicata di quanto pensassi, compreso un momento assai imbarazzante quando mi ha chiesto di non comparire con il nome completo o quello della sua organizzazione perché il mio sito «non è propriamente nel suo stile».
Quel che proprio non mi sarei mai aspettato è stato tuttavia il contenuto delle sue risposte. Diciamo solo che ho trovato diverse dichiarazioni un po’ insolite, specie considerato che vengono da un’attivista per i diritti delle donne. Questa persona concepisce il sesso solo come un ristrettissimo numero di attività delimitate da regole rigidissime, e proprio il suo rifiuto di prendere in considerazione altre forme di eros la imprigiona in un mondo da incubo. Leggere la sua interpretazione distorta della società, della scienza medica e della storia fa davvero paura, così come il fatto che le mie preferenze erotiche possano essere giudicate da qualcuno tanto inconsapevole dei propri privilegi – ottenuti oltretutto proprio attraverso il duro lavoro e le lotte di quelle stesse donne e uomini che si permette di discriminare con tanta leggerezza. A conti fatti, mi sa che il mondo ha problemi ben più seri di un filmetto qualunque…

L’intervista

Prima di tutto, come preferisci essere presentata?

Destiny è la fondatrice e presidentessa trentunenne di un gruppo femminista americano. Si occupa spesso di questioni quali lo sfruttamento di giovani donne, traffico umano e della dirompente sessualizzazione della nostra cultura

Mi trovo molto d’accordo con il tuo ragionamento contro la confluenza della pornografia violenta con valori sul genere di quelli proposti da Cosmopolitan, e sostengo anch’io da tempo che la maggior parte delle persone non sia preparata culturalmente ed emotivamente a confrontarsi con 50 sfumature di grigio, che promuove in sostanza una relazione molesta. Tuttavia non ti seguo quando poni sullo stesso piano violenza e BDSM, nonché BDSM e 50 sfumature. È vero che sei la prima a dichiarare di non essere un’esperta sull’argomento, ma la mia domanda è: cos’è che ti ha indotta a pensare che BDSM e violenza siano la stessa cosa? Non pensi che la causa possa essere ancora una volta il modo in cui i media distorcono la realtà?

Sono pienamente consapevole che Cinquanta sfumature non costituisca una rappresentazione accurata del BDSM. Tuttavia è quel che sostiene nelle sue pagine, il che è molto pericoloso sia per quelli che non hanno le idee chiare su cosa sia in concreto il BDSM che per coloro che lo praticano davvero. Penso che siamo d’accordo sul fatto che la distorsione mostrata nel libro sia dannosa per tutti. Dipinge la scena di una relazione di molestie, manipolazioni e violenze, poi ci appiccica sopra l’etichetta ‘BDSM’.
Riguardo al perché (come esterna) dia per scontato che il BDSM sia violento, direi che secondo me ogni atto di forza che abbia l’intento di fare del male a chi lo riceve costituisca un atto violento.

Un altro punto che mi ha fatto riflettere è stato il modo in cui non hai preso in considerazione altre influenze culturali sull’identità femminile al di fuori delle riviste per donne e il porno violento. Benché giochino senz’altro un ruolo, ho l’impressione che rispetto al passato anche recente oggi le donne abbiano accesso molto più facile a molte informazioni emancipanti, e che la tendenza sia in crescita costante. Mi è sembrato un po’ strano che a ridurre tutto a Cosmopolitan fosse una femminista molto attiva nel mondo dell’informazione digitale: mi spiegheresti meglio?

Hai ragione: abbiamo pure MTV, le Kardashian, i ristoranti con cameriere tettone in ogni strada e non uno ma due corsi sul femminismo alla Rutgers centrati su Beyoncé. Per non parlare di tante altre risorse “emancipanti” altrettanto disponibili, come per esempio il controllo chimico delle nascite. Cinquant’anni fa se avessi detto di non essere interessata a fare sesso con qualcuno avrebbe avuto un senso, perché la posta in gioco era alta. Se tuttavia oggi una donna non vuole fare sesso con un tipo (perché per esempio le ha pagato la cena, pertanto lei si sente in qualche modo contorto in debito), le tocca inventarsi una miriade di scuse. Il sesso non è più sacro; oggigiorno lo si pretende perché tanto non ha conseguenze. In tutto ciò è alle donne che viene chiesto di sopprimere la propria fertilità con una sostanza cancerogena di classe 1, e se alla fine rimaniamo incinte siamo noi quelle che ci si aspetta abortiscano i nostri feti perché non sono ciò che intendevano creare tutte le persone coinvolte nell’amplesso. Nel 2015 le donne sono più sfruttabili sessualmente che mai.

La filosofia di certe riviste femminili di controllare gli uomini tramite pratiche sessuali fantasmagoriche naturalmente è tanto infantile quanto sbagliata. Tuttavia una seria educazione al sesso e alla sessualità gioca un ruolo fondamentale per l’autostima e l’emancipazione femminile (ma anche maschile), per esempio perché consente di farsi un’idea realistica di cosa sia il sesso anziché conformarsi alle sue esagerate rappresentazioni mediatiche, o perché insegna ad accettare le proprie fantasie “strane” ed esplorarle in sicurezza anziché vergognarsene. Nella mia esperienza chi si occupa di sessualità alternative in genere fa un ottimo lavoro per questo tipo di informazione, però nel tuo video sembravi molto critica di quella che hai descritto “rivoluzione sessuale”. Considerato che molti paesi non offrono un approccio istituzionale all’educazione a una sessualità etica, mi potresti spiegare da dove viene tanta diffidenza per questa rivoluzione?

Certamente. Come accennavo prima, non penso che si possa considerare la rivoluzione sessuale come una vittoria. Ogni vantaggio che ne è derivato secondo me è solo una sciocchezza. Sono una fan del sesso di qualità… probabilmente perché ho fatto un sacco di sesso pessimo.
Siamo esseri umani e pertanto roviniamo tutto. Costantemente. La nostra sessualità non fa eccezione. È la cosa più fantastica e bella che siamo in grado di condividere con un’altra persona, ma la trasformiamo quasi sempre in una lotta di potere. I ventenni pensano di essere quelli che detengono il potere perché non vanno in bianco, ma in realtà ne sono piuttosto privi. Le ragazze nella stessa fascia d’età pensano di essere loro ad avere potere perché sanno che quei ragazzi faranno qualsiasi cosa pur di faci sesso (e poi le adorano una volta che il semaforo è verde), ma nemmeno loro hanno potere. Entrambi i gruppi stanno totalmente e completamente sfruttando se stessi e la loro sessualità perché pensano che riguardi solo un orgasmo (anche se degli studi indicano che è statisticamente dimostrato che le donne ne hanno meno, si sentono emancipate dal poter far godere il loro partner… che come spiegherò tra un attimo alla lunga per loro potrebbe essere anche più sicuro emotivamente). Questo è pessimo sesso. È da ubriachi, aggressivo e approssimativo.
Il buon sesso deriva dal sostituire quel potere con la fiducia e il rispetto. Quando conosci il tuo partner come te stessa sei in grado di entrare in sintonia su un livello molto più profondo, da cui deriva una soddisfazione molto più a lungo termine. Non è sempre una roba tranquilla o alla missionaria, ma anche quando c’è una certa intensità si arriva molto più in là della breve durata di un orgasmo. C’è un rilascio di ossitocina che ti (ri)connette con l’altra persona, e ti viene concesso di abbandonartivi. A differenza di quel che succede oggigiorno, dove la maggior parte delle donne viene presa in giro se si lega a un tipo con cui è appena stata a letto, ti viene concesso di accettare la tua biologia e impostazione naturale e goderti davvero quell’altra persona perché rispetti la sua dignità umana.

Nel contesto delle domande precedenti, tu come vedresti un’educazione ideale verso un approccio sereno alla sessualità? In che modo sfrutteresti il fenomeno 50 sfumature come punto da cui partire?

Vivo in una nazione che usa il sesso per vendere qualsiasi cosa. Ciò ha screditato una delle più stupefacenti interazioni umane e in tutta sincerità ha reso il sesso non più molto sexy. Tutto viene ridotto all’attrito, e siamo diventati poco più di cani in calore. Come si combatte tutto questo? Con la dignità umana.
Una volta che cominceremo a riconoscere la dignità intrinseca che si deve a ciascun essere umano, saremo costretti a smetterla di usarci solo come ricettacoli per lo sperma o come cena gratis. Dovremmo iniziare a tentare una connessione con la loro anima. Per essere una cultura tanto ossessionata dal sesso di certo tolleriamo parecchia mediocrità in quel campo. Dobbiamo piantarla di accontentarci di pessimo sesso. Come hanno detto altri molto più illuminati di me, è come bere acqua di mare e pretendere che faccia passare la sete… quando in realtà non fa che aumentarla di brutto.
Stiamo tutti cercando una connessione, un’appartenenza, di sentirci protetti e amati. Siamo anche esseri meravigliosamente sessuali. Queste caratteristiche devono trovare un’intesa. Se si separano esplodono in un numero infinito di disturbi psicologici e traumi emotivi… che ci trasciniamo poi nella relazione successiva, così possiamo rovinare pure quella. Lo so perché ci sono passata, e ho visto un sacco di altre donne che hanno percorso la stessa strada.

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