L’arte bondage di Virginia Micagni

Postludium by Virginia Micagni

Di regola non promuovo mai artisti tramite il mio sito. Non perché non mi piacciano, ma semplicemente perché ce ne sarebbero troppi di cui parlare e mi sembra ingiusto fare delle preferenze. Questo tuttavia è un caso un po’ diverso.
Virginia Micagni è la persona che si è assunta l’onere di curare le mie pagine sui vari social network, di promuovere ayzad.com e gli eventi che organizzo, come l’imminenteSadistique. Inoltre è l’artista che sta dietro la spettacolare immagine di copertina del mio ultimo libro, Peccati originali, pertanto credo che la menzione sia più che meritata.

Le opere di Virginia sono differenti dalla tipica arte erotica. Benché l’immaginario di bondage, dominazione e fetish sia chiaramente ben presente, viene sempre usato come strumento di narrazione, come metafora per le costrizioni e le sofferenze (spesso autoimposti) della condizione umana e femminile. I netti segni di corda su quella copertina, per esempio, vengono da una serie di matite intitolata Stationes cruciatus, che si concentra sulle imperfezioni del corpo e sulla loro elaborazione. Il che non rende i suoi disegni, quadri e fotografie meno intriganti eroticamente – nemmeno quando l’ironia prende il sopravvento come in una recente serie di oli sui santi contemporanei.
Potete trovare molte più informazioni e gallerie dell’artista sul suo blog di Tumblr. Se desiderate acquistare le sue opere potete inoltre visitare New Art company, galleria che opera direttamente online.

Stationes cruciatus III by Virginia Micagni

Line
Line