Parola di dottore: il BDSM ti fa bene

Andreas Wismeijer

Il tizio nella foto è il dott. Andreas Wismeijer, ed è il nuovo eroe degli appassionati di fruste e bondage di tutto il mondo. L’ultimo studio di questo ricercatore olandese, intitolato Caratteristiche psicologiche dei praticanti di BDSM, è stato pubblicato sul numero di maggio di Journal of sexual medicine e dice sostanzialmente che… fare certi giochi fa molto bene alla salute. Sarà quindi il caso di capirne di più.

La ricerca si basa su un sondaggio eseguito su 1.336 partecipanti che hanno compilato quattro lunghi questionari psicologici standard centrati su personalita, sensibilità a essere rifiutati, attaccamento relazionale e benessere generale. Secondo una pratica comune in questo tipo di studi nessuno era stato informato di quale fosse il vero oggetto della ricerca: era stato detto solo che si trattasse di qualcosa sul “comportamento umano”.
Benché l’attenzione fosse concentrata su 902 persone reclutate attraverso il più grande sito BDSM dei Paesi Bassi, 434 altre persone sono servete da gruppi di controllo provenienti da tre altri siti di tutt’altro genere: una rivista femminile, un’università e un sito sui segreti personali. Il loro ruolo è stato definire un livello di riferimento col quale confrontare i risultati di chi praticava giochi erotici di dominazione.

Vale la pena ricordare che non si è trattato della prima ricerca sugli amanti del BDSM. Negli ultimi quindici anni ci sono stati diversi altri studi, ma di solito erano stati condotti su gruppi molto piccoli, o si concentravano su situazioni particolarmente estreme (es. la disponibilità a denunciare stupri). Le pubblicazioni precedenti ci avevano comunque detto, riassumendo, che esclusi i sadomasochisti patologici coloro che praticano BDSM sano, sicuro e consensuale corrispondono a un campione trasversale della società, e non mostrano particolari differenze da chi preferisce forme di sessualità più tradizionale. In effetti una ricerca del 2008 di Richters et al. era arrivata a dichiarare addirittura che i praticanti maschi – ma non le femmine! – avevano «probabilità considerevolmente minori di mostrare disturbi psicologici rispetto alla popolazione generale».

Quel che ha scoperto Wismeijer è che chi pratica BDSM conduce nel complesso una vita felice. I dominanti hanno punteggi un po’ migliori dei sottomessi, ma entrambi se la cavano bene almeno quanto i tre gruppi “vanilla”, se non di più. Ancora più interessante è tuttavia il fatto che i primi appaiono sempre più estroversi e coscienziosi della media; mostrano livelli più elevati di benessere, rapporti più solidi con i partner e una migliore salute psicologica generale. I punteggi bassi? Per trovare quelli bisogna consultare le colonne ‘ansietà’ e ‘paura delle critiche’.
Non tutti sono stati disponibili ad accettare risultati tanto inaspettati. Le critiche hanno sottolineato che cercando i propri soggetti fra coloro che vivono la propria passione così bene da partecipare a una comunità online e sono così estroversi da compilare sondaggi tanto approfonditi è naturale ritrovarsi con un campione ideale – e pertanto di poco valore. Io aggiungerei anche che l’Olanda è uno dei paesi più socialmente avanzati, con eccellenti livelli di educazione sessuale e una antica cultura di accettazione delle diversità. Suppongo che condurre la stessa ricerca in nazioni differenti potrebbe produrre risultati abbastanza diversi a causa della riprovazione sociale e internalizzata che vi si trovi ad affrontare chi è interessato al BDSM.

In ogni caso è difficile dissentire dalle osservazioni finali di Wismeijer. «Chi pratica BDSM tende a essere più consapevole dei propri bisogni e desideri sessuali rispetto alla popolazione vanilla» dice «è ciò potrebbe tradursi in minore frustrazione sessuale e relazionale. Venire a patti con predilezioni sessuali insolite e scegliere uno stile di vita di dominazione-sottomissione può inoltre richiedere un intenso lavoro introspettivo che porta a una migliore salute mentale».
Il ricercatore ha perfino dichiarato di non approvare che il BDSM sia ancora incluso nelManuale diagnostico e statistico usato da psichiatri e psicologi per diagnosticare i pazienti – anche se nell’ultima edizione è stato appena declassato da disturbo a semplice parafilia, cioè eccitazione per stimoli insoliti. Se volete scoprirne di più e farvi un’opinione sulla questione, vi consiglio di dare un’occhiata al mio ebook gratuito Nessuna sfumatura di grigio, oppure leggere il saggio assai più approfondito BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo.

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