Beading: uomini con le palle

Pearls

Mi era venuto il sospetto che ci fosse qualcosa in pentola quando ho ricevuto la terza mail in due giorni che chiedeva informazioni sul beading. Intendiamoci: come consulente “speciale” vengo contattato regolarmente su pratiche sessuali anche più strane… ma ogni qual volta nasce una moda improvvisa come questa c’è da star sicuri che a diffonderla siano stati i mass media. Così ho fatto un po’ di ricerche, e l’ho beccato: un articolo molto condiviso dell’Atlantic, che parlava di… pressioni di mercato competitivo per i marinai filippini?
Secondo quell’interessante pezzo, viene fuori che i marittimi delle Filippine sono gran lavoratori, ma vittime di pregiudizi che li ritraggono “deboli” e danno loro un forte svantaggio sul mercato internazionale del lavoro. Ciò trascende poi in altre aree sociali, e per farla breve finisce che sovracompensano atteggiandosi da superduri, anche in modi assai imprevedibili. Da qui le bolita – e se siete tipi impressionabili questo è il momento di passare a un altro post.

Le bolita, cioè ‘palline’, sono sfere o dischi di plastica che vanno da 5 mm a 1 cm di diametro, anche se sono diffuse pure altre forme. Di solito vengono modellate a mano, bollite per sterilizzarle e… inserite sotto la pelle del pene attraverso una incisione adeguatamente larga. Se non si infettano, se il taglio si rimargina bene e se non c’è rigetto, aumentano notevolmente il piacere per le persone con cui si va a letto – specie considerando che il pene filippino medio misura appena 10,6 cm secondo unfamigerato studio comparativo.
Più di tutto, i  genitali modificati con le bolita diventano la prova definitiva di essere veri macho, e infatti ce le ha più della metà dei marinai intervistati. In caso ve lo stiate chiedendo, uso il plurale perché di norma vengono applicate a due a due: sopra e sotto l’asta, sui lati o un po’ dappertutto. Il mercato del lavoro marittimo, a proposito, sembra fregarsene altamente di quanti impianti abbiano. Contrattualmente parlando i marinai filippini continuano a vedersi rifilare le posizioni peggiori del settore.

Più interessante per le nostre sensibilità spietate e lubriche è però tutta un’altra domanda: le bolita… funzionano? Vale la pena sottoporsi a tanta sofferenza e rischi? Ed è qui, cari lettori, che entro in gioco io. In effetti mi ero documentato su questo argomento durante la stesura di XXX – Il dizionario del sesso insolito, dove questa pratica viene trattata sotto il più comune nome di beading. Posso quindi confermare che viene citata per la prima volta nei diari degli esploratori dell’oceano Pacifico e Indiano del XVI secolo come riporta il giornale, ma anche che in tempi moderni è ben lungi dall’essere un’esclusiva delle Filippine.
Per molti decenni il beading si poteva trovare più frequentemente fra i criminali yakuzagiapponesi. Per loro era infatti prassi inserire una perla – quelle delle ostriche – sottocutanea per ciascun anno trascorso in prigione, come una specie di marchio d’onore. Il fatto che nella classifica sopra citata il Giappone si piazzi alla nona peggiore posizione c’entra probabilmente qualcosa con questa ossessione per il pene. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, tuttavia, l’idea di piazzarsi roba lì dentro ha risuonato con le tendenze della scena delle body modification, e si è diffusa relativamente bene su tutto il pianeta.

La maggior parte degli appassionati di modifiche genitali usa palline di acciaio chirurgico o di teflon per ridurre al minimo il rischio di infezioni – con una preferenza per le seconde perché non trattengono caldo e freddo quanto il metallo, e risultano quindi relativamente più confortevoli. Quando viene effettuata in ambiente adeguatamente sterile anziché nella stiva di un peschereccio la procedura è piuttosto sicura, ma comporta comunque qualche rischio. Ho trovato almeno un caso documentato di un tale le cui sferette applicate sotto l’uccello avevano sbattuto così spesso contro le palle vere da causare loro gravi traumi.
Ho anche parlato con alcuni praticanti e le loro partner, e tutti mi hanno confermato che le palline offrono effettivamente una stimolazione molto più intensa – perfino troppo, a quanto dicono alcuni maschietti. E un’ultima cosa: le sfere tendono a migrare liberamente, quindi non c’è alcuna sicurezza che lo splendido disegno cui state pensando ora non si trasformi in un coso tutto storto nel corso del tempo. Naturalmente è sconsigliabile approcciare una modificazione del genere come un progettino fai-da-te: se proprio volete provarci, rivolgetevi a un piercer e body-modder qualificato. E questo è davvero tutto. Adesso, per piacere, potreste cambiare l’argomento delle vostre mail?

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