Latex, ultima frontiera

mass effect latex

Ricordo ancora il primo video sul feticismo della gomma che vidi, ai tempi in cui i dinosauri giravano ancora per il vicinato. Si trattava di una VHS sgranata di… subacquei. Sub che indossavano e si toglievano spesse tute di neoprene, ripresi probabilmente di nascosto da un tipo strambo che aveva poi montato le scene in una inquietante sequenza accompagnata da pessima musica pornojazz. Fra uno stacco e l’altro comparivano di tanto in tanto spezzoni girati in una camera d’albergo, dove una ragazza dall’aria perplessa si infilava un’altra muta seguendo le indicazioni di qualcuno fuori campo. C’erano un sacco di primi piani tremolanti di zip che si chiudevano e di mani che accarezzavano l’attrezzatura, poi altri sommozzatori che si facevano gli affari loro su pontili, moli e spiagge autunnali. Finì che mi grattai l’innocente testolina, e passai alla cassetta successiva.
Negli anni seguenti l’abbigliamento fetish si è evoluto rapidamente, tenendo il passo con gli sviluppi tecnologici nel mondo dei polimeri. Il lattice è diventato sempre più lucido e sottile, con modelli più eleganti e aderenti, in un arcobaleno di colori. Gli abiti e gli altri capi in latex sono persino calati di prezzo dai costi esorbitanti di qualche anno fa, finché tutti i migliori club si sono popolati di gente che pareva uscita da un fumetto di supereroi.

Se però il latex “normale” è ormai quasi una banalità, il progresso ha continuato a marciare e a produrre affascinanti innovazioni che sono state adottate dagli stilisti fetish più raffinati. Se volete risaltare al prossimo party potete cercare abiti di materiali misti che uniscono per esempio lattice e pizzo, o di gomma stampata che fa apparire i classici capi monocolore passé come il ventesimo secolo. Alcuni designer impiegano latex microscolpito come scaglie di serpente, o inserti che reagiscono alla luce ultravioletta risplendendo sul dancefloor come qualcosa uscito da Tron.
E parlando di fiction, un altro segno dei tempi è che ormai i perversoni più geek non devono più stringere le palpebre per immaginarsi che una muta da sub sia l’uniforme spaziale dei loro sogni bagnati. In effetti, marchi come Anatomic latex hanno saggiamente scelto di rinunciare a ogni decenza e rivolgersi esplicitamente ai fan di fumetti e videogiochi, come dimostrano queste foto dalla loro collezione ispirata ai personaggi di Mass effect. I feticisti della vecchia scuola saranno inorriditi, ma non si può negare che dal punto di vista commerciale sia stata una mossa eccellente: nelle prime settimane hanno ricevuto così tanti ordini da rifiutare ogni nuova commissione finché non avranno smaltito gli arretrati, e ci vorrà un bel po’ di tempo…

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