Salviamo Preaching to the perverted

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Il cosiddetto “caso Spanner” fu un controverso processo inglese del 1987 che fissò un precedente legale che aleggia tutt’oggi su ogni occasione di gioco BDSM in Europa. In parole povere, la polizia fece irruzione nelle abitazioni di un gruppo di appassionati di dominazione gay e ogni livello di giudizio (compresi degli appelli alla Corte Europea per i Diritti Umani) sentenziò che «il consenso non è una difesa valida dall’incriminazione per ferite e danno fisico». Come dire che le pratiche BDSM fisiche sono tecnicamente illegali nel Regno Unito – e forse anche in altri paesi europei. La questione è tuttora dibattuta e ampiamente indefinita, ma potete facilmente immaginare le reazioni di protesta che ci furono al tempo.
Una delle più brillanti prese la forma di un simpatico film intitolato Preaching to the perverted, diretto dal vincitore di due premi BAFTA (gli Oscar inglesi) Stuart Urban su un progetto sviluppato inizialmente per la BBC, ma poi rifiutato per via dei contenuti troppo scandalosi. La pellicola segue le avventure di un tecnico di computer profondamente cattolico che viene inviato da un bigottissimo parlamentare a infiltrarsi nella Scena fetish. Il protagonista finisce però coll’innamorarsi della sensuale e sadica proprietaria di un club… e il resto non importa, perché non è la trama che importa in questo caso.

Preaching to the perverted era infatti soprattutto una scusa per mostrare quale fosse la realtà del mondo all’epoca misterioso delle controculture erotiche, grazie alla collaborazione di veri locali e performer. Il tono era leggero e ironico, ideale per poterlo trasmettere in terza serata (tranne in Irlanda, dove fu censurato integralmente) e renderlo un cult in tutto il mondo.
All’epoca la tecnologia era però quella delle pellicole da 35 mm, che col tempo si degradano e autodistruggono. La produzione indipendente che realizzò il film ha allora lanciato una campagna Kickstarter per salvare Preaching to the perverted: ripulire la pellicola originale, restaurarla, digitalizzarla in HD e rimasterizzare il tutto su DVD e Bluray con una qualità mai vista prima. Ci sono ancora 17 giorni per poter fare le proprie donazioni al progetto, che è già finanziato per l’80%.
Se volete contribuire potete cliccare qui. Come accade sempre per queste campagne, ogni partecipante riceverà un ringraziamento proporzionale alla somma versata: da un salvaschermo agli oggetti di scena usati nel film, cene con i protagonisti e altro ancora.

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