Oggettofilia: donne che sposano ponti

Objectophilia

La persona nella foto qui sopra è Jodi Rose, un’artista australiana che crea musicaregistrando le vibrazioni dei cavi di sostegno dei ponti sospesi di tutto il mondo. L’abito bianco è per il suo matrimonio con «il marito perfetto: solido, affidabile, sensuale, gentile e attraente» – parole sue. Se date un’altra occhiata all’immagine vedrete anche lo sposo: è quello con l’anello gigante.
Già. Il Ponte del diavolo nei pressi della cittadina francese di Saint-Jean-de-Fos è solo l’ultimo di una serie di oggetti inanimati sposatisi con esseri umani – la conseguenza diciamo logica di una rara forma di feticismo chiamata ‘oggettofilia’. Altri matrimoni famosi sono stati quello della torre Eiffel (nel 2007, dopo tre anni di fidanzamento con l’arciere americana Erika LaBrie) e del compianto Muro di Berlino (1979, con Eija-Riitta Berliner-Mauer, il cui cognome legale è appunto ‘Muro di Berlino’).

«Lui accetta che io ami anche altri ponti – e uomini. Il nostro è un amore che abbraccia i capricci della vita, visibili nelle correnti vorticose del fiume che scorre sotto il suo magnifico corpo» ha dichiarato la Rose in tutta serietà parlando della sua relazione apparentemente “aperta”. In effetti la parte più strana è che abbia citato anche amanti umani: la maggioranza delle oggettofile trova il concetto di innamorarsi di altre persone ridicolo quanto lo è per noi quello di sposarsi un monumento. In altre parole: non si tratta di una sceneggiata, ma di vera passione romantica.
L’oggettofilia è una delle pochissime parafilie esclusivamente femminili, ed essendo normalmente cronica produce rapporti che durano tutta la vita. «L’arco della sua schiena rivela longevità» ha detto la sposa. «Sta su da 600 anni e resterà eretto per almeno altri 600.»

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