Alchimia del dolore – Intervista ad Ayzad (2004)

Questa intervista è stata realizzata da Vipera ed Ekdeo, di Alchimia del Dolore, in occasione dell’uscita di BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo e la sua recensione.

LA BIBBIA DEL BDSM

Alchimia del dolore: Perché scrivere un libro sul BDSM?

Ayzad: La risposta ufficiale è: “per combattere la disinformazione che c’è tanto fra i mass media quanto fra molti degli stessi praticanti, mostrando il ‘vero volto’ di pratiche che normalmente si presentano solo sotto le forme eccessive e distorte della pornografia e dei casi psichiatrici”. E poi perché, dopo anni di articoli e consulenze, raccogliere quel po’ che ho imparato in un volume è stata una sorta di evoluzione naturale delle cose.

AdD: Come hai reperito il materiale e le informazioni necessarie per la tua ricerca?

A: La base sono stati gli anni di esperienza, letture, seminari e chiacchierate con esperti delle varie pratiche, anche se naturalmente all’inizio non c’era un progetto di scriverci un libro. Quando poi è arrivato il momento di affrontare Word ho ricontrollato e approfondito ogni informazione su testi specialistici (per es. di psicologia, medicina, antropologia…) e tramite interviste a luminari italiani e stranieri. L’aiuto di buona parte della Scena italiana è stato fondamentale. Anche Internet ha dato una grossa mano, ma si è pure rivelata pochissimo affidabile su certi argomenti su cui diffonde dati semplicemente sbagliati, che si propagano da un sito all’altro senza venire controllati da nessuno. È anche per questo che la gestazione è stata tanto lunga… per tutto il tempo sono stato angosciato dall’idea di fornire informazioni errate e magari pericolose – facendomi venire dubbi persino su giochi che pratico personalmente da anni. Direi che il risultato finale è decisamente affidabile, comunque.

AdD: Che tipo di persone sono i BDSM people?

A: Dare una definizione rigida è impossibile: solo in Italia sono più di 3,6 milioni, che comprendono ogni sorta di individui! Sulla base di questo dato statistico si può anche concludere che i membri delle varie comunità online sono una minoranza infinitesimale, che non li rappresenta affatto. In genere chi pratica BDSM in Italia è molto meno informato, un po’ più complessato e tuttavia meno nevrotico di chi si incontra sul web e nelle chat.

AdD: Il BDSM è un modo di fuggire la realtà o di viverla più intesamente?

A: Credo che dipenda da come lo si vive. Tanti vi si avvicinano per abbandonarsi a fantasie estreme, di fuga. Chi però approfondisce le cose di solito finisce col rendere il BDSM uno dei tanti strumenti con cui godersi maggiormente la vita – atteggiamento che trovo molto più nobile e sano. In fin dei conti praticare questo tipo di giochi erotici significa sperimentare le possibilità sensoriali e relazionali che sono a portata di tutti ma che pochissimi scelgono di vivere fino in fondo.

AdD: Secondo te Sadomaso si nasce o si diventa?

A: L’istinto per la dominazione e la sottomissione, anche in campo sessuale, è comune a qualsiasi mammifero, quindi è innato. Poi le convenzioni sociali e le necessità pratiche degli anni della crescita impongono una serie di restrizioni che, a seconda degli individui, possono essere accettate completamente o messe in discussione attraverso un approccio critico. Il discorso è un po’ complesso ma molto affascinante, e permette di chiarire e risolvere gran parte dei problemi che la gente ha nei confronti del BDSM. Nel libro gli ho dedicato buona parte di un capitolo-chiave.

AdD: Quali sono, secondo te, le immagini o le situazioni che maggiormente possono influenzare la fantasie di un minore in questo senso?

A: Facendo le interviste per questo libro ho scoperto che sono le più diverse. Anche per questo c’è una spiegazione scientifica ufficiale, che però è poco nota persino in ambito accademico, e che è la stessa alla base dei feticismi. In due parole: a far scattare la molla non è tanto uno stimolo preciso, quanto la predisposizione del cervello ad “archiviare” una sensazione di piacere – che dipende soprattutto da questioni biochimiche. Hai presente il detto “L’amore arriva quando arriva”? Con il BDSM è lo stesso, a qualsiasi età, e sapere come ottenere questa predisposizione fisiologica è un prezioso asso nella manica.

AdD: Nei mezzi di comunicazione di massa ultimamente si fa molto ricorso a situazioni proprie dell’immaginario BDSM, perché secondo te?

A: Veramente questa tendenza non è esattamente una novità: è quasi un secolo che la pubblicità sfrutta immagini di dominazione erotica nei suoi messaggi! Il fatto è che, semplicemente, questo tipo di immagini va a stimolare istinti primordiali legati alle forme più intense del sesso, che sono particolarmente forti e quindi suscitano il massimo interesse per il messaggio. Un’altra dimostrazione che il BDSM è molto più “normale” di quanto non si creda…

AdD: Una relazione amorosa può trasformarsi in una relazione SM e viceversa?

A: A dir la verità non capisco la domanda. Il BDSM, per quanto sfaccettato e complesso, è una forma della sessualità. E la sessualità è un elemento delle relazioni, amorose e non. Così come ci sono storie di sesso senza amore o di amore senza sesso, ci sono amori BDSM e rapporti di gioco privi di altri coinvolgimenti. Certo è che le emozioni e i piaceri scatenati da un rapporto di dominazione condotto bene sono così forti che, secondo la mia esperienza, è difficile che non portino per lo meno a un innamoramento.

AdD: Ai nostri tempi ha ancora senso dire che il BDSM è trasgressivo?

A: Per trasgredire bisogna riconoscere delle regole e dei limiti. Chi sente maggiormente le pressioni di un certo tipo di educazione, della religione o di certe parti della società non può che vivere il BDSM come un tabù sconvolgente. Credo però che nell’intimità ognuno dovrebbe esser libero di esprimere la propria sessualità come preferisce. Una cosa che mi ha sorpreso mentre scrivevo questo libro è stata riscontrare come la maggior parte della gente non si faccia alcun problema ad accettare certi gusti negli altri, purché ovviamente non vengano imposti in maniera aggressiva o fuori luogo. Il 99% delle persone cui ho parlato delle mie passioni ha reagito semplicemente con: “Ma dai? Fico!” oppure con “Non è il mio genere di cosa, ma tutti i gusti son gusti”. Insomma: chi vive queste passioni con angoscia spesso teme giudizi che in realtà non esistono.

AdD: A chi si rivolge il tuo libro? Chi vorresti che lo acquistasse?

A: Ero partito per scrivere una sorta di manuale per appassionati, ma strada facendo è venuto fuori un vero trattato completo, adatto davvero a chiunque voglia chiarirsi un po’ le idee su cosa sia questo “BDSM” di cui si sente tanto parlare. Anzi, spero che leggendo questa intervista la gente non si sia fatta l’idea che si tratti di un pomposo testo scientifico: giuro che ho fatto del mio meglio per renderlo piuttosto divertente! Scherzi a parte, credo che la cosa più importante di “BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo” sia presentare la realtà concreta di questo mondo, che è spesso molto diversa da quella che viene mostrata nei racconti erotici, nelle foto del Web o dagli articoli dei giornali. È una forma di erotismo che richiede forse un po’ di studio e difficilmente risulta spettacolare quanto si crede, ma che può schiudere piaceri senza pari.

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