BDSM Master & slave – Intervista ad Ayzad (2013)

Copertina di Peccati originali, di Ayzad


Intervista pubblicata originariamente sul sito BDSM Master & slave

Peccati pubblici e peccati originali

 

Il BDSM è anche passione, scoperta e studio.

Diversi anni fa cercando di approfondire certi argomenti mi ritrovai tra le mani un librone bianco, con l’immagine di un tacco tenuto tra i denti di uno slave, una guida completa all’ erotismo estremo, inutile dire che il libro è stato letteralmente divorato e riletto più volte, consigliato a svariate slave che si sono intrattenute con me o che erano in procinto di farlo.
Sono rimasto molto sorpreso quando lo stesso Ayzad mi ha inviato gentilmente la sua ultima fatica letteraria, legata al bdsm ma come opera d’intrattenimento, un regalo inaspettato da parte di chi è capitato sul mio blog casualmente, avrei anche potuto recensirlo se avessi voluto, cosa già avvenuta, (recensione libro Peccati originali).

Questo Noir che scava in un delitto e nel mondo dell’ insolito è stata una piacevole lettura, una scoperta di alcune curiosità, un libro diverso da 50 sfumature di grigio per chi ama certe atmosfere senza quel senso melenso delle opere Harmony. Così ho chiesto gentilmente se potevo aggiungere alla riproposizione dello stesso l’intervista “esclusiva” per il blog attraverso alcune domande, celermente e con cortesia ho ricevuto risposta, che pubblico con piacere.
Le prime domande riguardano il romanzo, poi si entra più sulla visione personale di Ayzad sulla realtà BDSM.

Grazie per la disponibilità, non escludo che un giorno ci vedremo personalmente, anche per una lezione da personal coaching, non sono così presuntuoso da dire di sapere tutto e devo ammettere che il libro Peccati Originali mi ha dato alcuni stimoli interessanti, anche per la mia slave.

N. d. C. A. – Il personal coaching non è persona che propone pratiche riscontrabili tra le attività terapeutiche di alcun genere, non implica in alcun caso interazioni erotiche con o fra i clienti.

 

 

Quando hai partorito l’idea del libro come mai hai scelto uno stile come quello noir? Affascinante certo ma un poco discostato dai generi con cui si sta veicolando il sesso estremo. 

· L’obiettivo di Peccati originali è raccontare la realtà del BDSM in Italia a persone che non sanno nulla dell’argomento: per “far passare” certe nozioni ho pensato fosse allora meglio inserirle in un tipo di narrazione molto coinvolgente, più vicina ai temi cui ci ha abituato tanta televisione. Inoltre scrivere di sessualità e di etica negli anni del bunga-bunga ha fatto inevitabilmente risaltare certi aspetti di critica sociale “dai margini” che sono tipici del genere noir. A dire la verità, tolta la frase nella fascetta (‘Nessuna sfumatura di grigio’) non ho mai pensato a questo libro come parte del filone dei pornosoft che hanno invaso le librerie.

Affermi inizialmente nell’opera che c’è del vero, per meglio dire, alcuni avvenimenti e personaggi sono reali, quanto hai attinto dalla tua esperienza personale e dalle tue conoscenze?

· Premesso che, grazie al cielo, l’Ayzad autore vive una quotidianità ben più serena dell’Ayzad personaggio… in Peccati originali ci sono moltissimi elementi ripresi da esperienze dirette. Si può dire che ciascun personaggio sia la somma di molte vere persone incontrate nei miei 25 e passa anni di studio e pratica dell’eros estremo; tutti i luoghi descritti esistono (o esistevano) davvero, e anche la trama tocca parecchie situazioni vissute – e naturalmente adattate alle esigenze narrative.

Questo libro è scritto principalmente per un pubblico diverso da quello dei fruitori abituali sembrerebbe, per questo spesso è volentieri parli di come investire sulle queste realtà non sia solo poco redditizio e basato soprattutto sulla passione?

· Non avevo pensato a un legame diretto fra le cose. È però vero che quando si parla di eros tanti si rifanno a un immaginario d’élite alla Helmut Newton, mentre la realtà è fatta di persone normalissime, con vite normali o addirittura marginali anche a causa delle loro scelte sessuali.

Soprattutto inizialmente riporti come le pratiche BDSM siano diffuse anche ai più insospettabili, anche se lascia l’idea che siano soprattutto appannaggio di circoli particolari come la moda, l’università o altolocati, una scelta stilistica precisa per rendere più affascinante il contesto? 

· Ti rispondo con una statistica utile a chiarirsi le idee: nei paesi industrializzati, i giochi erotici di dominazione vengono praticati in un modo o nell’altro dal 10% della popolazione adulta. Ciò significa che sono di gran lunga più comuni, per dire, di giocare a tennis o fare il dentista, che pure sono attività considerate normali. Era quindi inevitabile che Peccati originali raccontasse sia di come sono vissuti nelle fasce sociali più alte quanto in quelle più basse – ho semplicemente riportato le cose come stanno.

Uno dei passaggi che mi hanno divertito di più è stata quando uno dei protagonisti, Stefano, si avvicina al mondo BDSM cercando di fare pratica con una bullwhip, convinto che bastino un paio di frustate ad una sedia per diventare Master, diciamo che è l’archetipo di molti tra coloro che si avvicinano a questo mondo, è anche il consiglio leggendolo che certi strumenti vanno maneggiati con cura ed esperienza?

· Eh eh… Sapessi quanti “Stefani” ho visto in questi anni… Credo che il personaggio sia piaciuto molto soprattutto alle lettrici, ma a parte questo sì: è la dimostrazione pratica di come non ci si debba approcciare a pratiche che possono essere tanto pericolose quanto qualsiasi altra attività estrema. I lividi sono il meno: i problemi veri sono infatti i danni di tipo psicologico che un atteggiamento superficiale provoca quasi sempre.

Si dice che non bisogna smettere di scrivere un libro senza averne almeno il prossimo in mente, qualcosa di già abbozzato per la prossima opera? 

· Certo. Come annunciato nell’ultima pagina di Peccati originali, ho già studiato un sequel intitolato Carne cruda, in cui fra le altre cose voglio approfondire alcune vicende secondarie rimaste in sospeso in questo libro. Ora tutto dipende dai lettori: se Peccati originali venderà abbastanza copie da giustificare i mesi di lavoro richiesti dalla scrittura di un romanzo sarò molto felice di raccontare le nuove avventure dei miei personaggi. Fino a quel momento, però, continuerò a scrivere saggistica.

Quali sono le cose più importanti che hai appreso dal mondo BDSM dopo anni d’esperienza?

· Che il modo migliore per vivere serenamente è seguire le proprie inclinazioni senza lasciarsi spaventare da convenzioni sociali spesso campate per aria. E che per poterle seguire nel modo migliore è necessario studiare tanto e soprattutto essere completamente onesti con se stessi e i partner, coltivando un dialogo continuo.

Un tuo intervento all’Università di Milano Bicocca, intere linee editoriali di libri per la massa, moda che prende a piene mani dal fetish, come si dice ormai da tempo, stiamo sdoganando?

· Se vai a guardare i cartelloni pubblicitari con cui vennero lanciati i grandi magazzini La Rinascente, un secolo fa, scoprirai che già allora la pubblicità usava l’iconografia di bende e corde, semplicemente perché sono archetipi molto attraenti. Non parliamo poi del mondo dell’arte, già da tempi antichissimi. A me sembra proprio che non ci sia nulla da sdoganare: la gente ha sempre apprezzato certe atmosfere e pratiche. È dall’800 che è in corso una battaglia fra la naturale curiosità verso forme di piacere evolute e dogmi moralisti utili solo gruppi di potere che di giorno in giorno perdono sempre più importanza. Adesso la mia speranza è che all’apertura mentale che deriva da un più facile accesso alle informazioni si unisca anche l’indispensabile cultura del rispetto, della tolleranza e della sicurezza – anche in ambito erotico.

Per alcuni quello che facciamo è catartico, serve per esprimere parti di noi che la società non accetta o ingabbia, qual’è a tal proposito la tua visione?

· Come ti dicevo prima, sinceramente non sento tutte queste discriminazioni verso chi pratica sessualità alternative. Certo, ogni cosa ha i propri tempi e luoghi giusti: pretendere di non essere criticati se si va in ufficio vestiti fetish e comportandosi come a una festa BDSM sarebbe una follia… ma fare le stesse cose a casa propria e senza imporle a terzi inconsapevoli non ha mai creato problemi a nessuno. Così anche per qualsiasi attività diciamo “particolare”. Mi sembra che spesso gabbie e rifiuti la gente se li crei da sola. Per fare un esempio concreto visto mille volte: se sei un feticista dei piedi fin da quando avevi 14 anni, ma “per fare bella figura” non lo hai nemmeno mai accennato alla tua partner, “per essere come gli altri” prendi in giro chi dice di apprezzare certe calzature e “per fare la cosa giusta” ti sposi con una persona ultratradizionalista… poi non è con la società che devi prendertela se sviluppi nevrosi tremende, ma solo con te stesso.

Cosa non ti piace della realtà italiana del BDSM?

· L’aspetto che proprio non tollero è che questa passione sia stata inquinata e inglobata oltre ogni misura da Internet, che è spesso una riserva di indesiderabili perniciosi come ho scritto in questo articolo. Quando ci si sposta dai confini soffocanti dei monitor e di chi li popola, però, si trova un ambiente generalmente molto vario, sereno e competente – anche più che in altri paesi. Purtroppo anche lì manca tutta la dimensione culturale, sociale e politica che esiste ben viva in altre nazioni, perché tutti sono troppo impegnati a giocare a chi ce l’ha più lungo… peccato, perché il prezzo di un passatempo simile è non poter mai collaborare alla creazione di qualcosa di concreto.

Quello che mi ha incuriosito del tuo blog tra le altre cose è il fatto di analizzare come il mondo di internet abbia riempito questa realtà di persone e luoghi virtuali che si trovano facilmente catapultati in un mondo che precedentemente richiedeva sforzo e passione ad essere scoperto(vedere link precedente), mentre in un altro post (filosofia del giullare) affermi che la viralità di alcune notizie, anche divertenti, aprono la realtà di pratiche sessuali differenti, insomma qual’è la tua posizione su Internet in definitiva? 

· Internet la adoro: è un’invenzione meravigliosa che ha rivoluzionato il pianeta, al pari della macchina a vapore e dell’elettricità. È uno strumento fantastico per scoprire cose nuove e conoscere persone con cui confrontarsi; quello che non smetterò mai di condannare è come un miracolo tanto favoloso venga sprecato da coloro (e sono tantissimi) per cui la Rete è il fine anziché solamente un mezzo.

Consigli per chi si avvicina al sesso “alternativo”?

·  Onestà con se stessi e il partner, pazienza e umiltà nell’imparare le cose prima di farle, e apertura mentale per mantenere la capacità di scoprire nuovi stimoli ai quali magari non si aveva nemmeno mai pensato.

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