Dapaura – Intervista ad Ayzad (2004)

Dapaura è un divertente sito che nella sua rubrica Irriverenza 100% presenta interviste ai personaggi dell’erotismo sul Web.

ASPETTANDO LA RIVOLUZIONE

Irriverenza 100%: Vediamo un po’ se riusciamo ad inquadrarti: 35enne che in una forma o nell’altra pratica il bdsm… dico bene? Ayzad: Dici quasi bene. Ormai sono infatti parecchi anni che mantengo solo un ruolo dominante; In passato però sono stato anche dall’altra parte della frusta, esperienza che mi è stata utilissima per poter comprendere pienamente tutte le sfaccettature del mondo dell’erotismo estremo.

I: Se metto la parola “bdsm” in un motore di ricerca vengono fuori un sacco di foto di persone in tute di pelle intente a frustare qualcuno…il bdsm è questo?

A: Il Bdsm è anche quello, ma il motivo per cui trovi tante immagini di quel genere è solo che sono forse le situazioni più facili da fotografare, quelle che “vendono meglio”. In realtà il Bdsm è fatto di tantissimi giochi differenti, che hanno in comune un solo aspetto: una persona si affida completamente a un’altra, che le fa vivere in maniera controllata sensazioni ed emozioni molto intense, lontane dalla quotidianità. E’ un modo per vivere pienamente le possibilità offerte dai nostri corpi, che troppo spesso limitiamo senza un vero motivo. Ognuno sceglie come giocare in base a gusti, esperienza e così via – magari mescolando elementi fetish come gli abiti in pelle che hai citato. L’anima del Bdsm sta comunque nel rapporto profondo che si crea fra i partner: l’uso di fruste e altri giocattoli è un aspetto secondario. A volte uno sguardo può essere molto più sconvolgente di qualsiasi tortura.

I: Come ti sei avvicinato al bdsm?

A: Se ti dico che ho provato i primi brividi attorno ai sei anni guardando i disegni animati di Penelope Pitstop, che finiva sempre legata dal cattivo di turno, non ci credi. Quindi ti racconterò che ho scoperto le prime riviste e fumetti sul tema da ragazzino: mentre i miei coetanei impazzivano per Le Ore io mi facevo una cultura su Club, le illustrazioni di Farrel e i fumetti di Pichard, che potevo leggere per vie piuttosto traverse. Appena compiuti 18 anni ho poi avuto l’occasione di viaggiare un po’ per il mondo, e ho approfittato della maggior apertura mentale del nord Europa per sperimentare la realtà del Bdsm.

I: Che persona sei sul web?

A: Più o meno quella che sono nella realtà: un sadico sereno è un po’ saccente che ha dedicato tanti anni allo studio del Bdsm e non ha più pazienza con chi si atteggia a espertone o primadonna in questo campo. In compenso sono molto disponibile verso chi vuole avvicinarsi al mondo dell’erotismo estremo e tendo a non prendermi troppo sul serio. I tuoi lettori si possono fare un’idea personale visitando il mio sito www.ayzad.com, dove viene fuori anche il mio gusto per la provocazione.

I: E nella realtà?

A: Più o meno quella che sono nel web: credo fermamente che si debba sempre essere se stessi, senza nascondersi dietro maschere o atteggiamenti di facciata. Però lontano dal computer coltivo anche un’infinità di altri interessi che al pubblico di Internet risulterebbero probabilmente meno stimolanti, tipo la cultura giapponese, la cucina o certe forme di narrativa sperimentale.

I: Sei anche uno scrittore. Posso farti domande bastarde? Faccio finta che tu mi abbia risposto di sì. Riporto alcuni pezzi di uno dei tuoi racconti – “Toilet Training“: …Piano piano, ho mandato giù quanta più pipì ho potuto: spalancando la bocca, usando la lingua per raccogliere le gocce…Tre o quattro volte mi è capitato di dovere lottare contro lo stomaco, che si ribellava al flusso ributtante di piscio e merda…sono più eccitata che mai…

Mi fermo qui. Scusa ma… credi che sia normale avere fantasie di questo tipo?

A: Beh, a giudicare da tutte le lettere di fan che ricevo parrebbe proprio di sì. Il punto è saper distinguere la fantasia dalla realtà, e apprezzarla per quel che è. Nessuno si fa dei problemi se le avventure di Indiana Jones o di 007 non sono “normali”, eppure tanti non si rendono conto che i personaggi dei miei racconti vivono anch’essi in un universo fantastico, dove l’eccesso diventa la norma. Quando ho scritto quei racconti (che sono belli vecchiotti, in verità) il gioco consisteva nel partire da situazioni Bdsm realistiche e portarle alle conseguenze estreme, giocando su archetipi forti capaci di risvegliare istinti profondi. L’erotismo è una bestia strana, e lasciar correre la fantasia senza tabù è un ottimo modo per risvegliarlo – il che non vuol certo dire che si debba mettere in pratica qualunque cazzata ti venga in mente.

I: Leggendo altri racconti mi chiedo seriamente: ma quanto è pericoloso il bdsm?

A: Il Bdsm è una delle cose più sicure che ci siano: basta dare un’occhiata all’elenco di manuali che ho recensito sul mio sito per rendersi conto di quante persone lavorino tantissimo da decenni per definire i metodi ottimali con cui eliminare ogni minimo rischio fisico o psicologico. Recentemente ho letto una spiegazione tipo: “Usando bene i vostri giocattoli non provocherete lesioni, ma se doveste sbagliare c’è una remota possibilità che vi si depositino sopra agenti patogeni. Per trasmetterli dovreste riutilizzare subito lo strumento con la stessa malagrazia su un’altra persona, perché la medicina ritiene che gli eventuali virus muoiano nell’arco di pochi minuti di esposizione all’aria. Nonostante questo suggerisco di sterilizzare ogni giocattolo nei seguenti modi… e comunque di fare attenzione ad eventuali allergie nei confronti del disinfettante.” Insomma, questo è un ambiente dove sono tutti più apprensivi di una bisnonna! Il problema vero è che c’è in giro un sacco di gente che dice e pensa di fare Bdsm, ma in realtà sta solo giochicchiando a imitare quel che ha visto sui siti Web o su qualche fumettaccio, col rischio così di combinare dei disastri. Se fatte senza criterio, alcune pratiche possono diventare effettivamente molto pericolose – e dire che basterebbe studiare un po’, magari partecipando ai seminari che vengono ormai organizzati anche qui in Italia.

I: Ci sono più master o slave? E soprattutto…che persone sono nella quotidianità?

A: Le statistiche dicono che una persona su sei ha fantasie Bdsm e una su dieci lo pratica almeno occasionalmente. A conti fatti in Italia ci sono quindi 3.6 milioni di sadomasochisti fra i 18 e i 65 anni – generalizzare è impossibile, così come fare un identikit del Bdsm-tipo. Quello che posso dirti è che sarebbe meglio dimenticare i preconcetti diffusi dai film o dalla letteratura psichiatrica, perché i personaggi che vi sono descritti sono eccezioni patologiche. Sarebbe un po’ come credere che tutti i politici debbano per forza essere calvi e burini solo perché… ehm, ci siamo capiti, no? In genere ci sono più persone sottomesse che dominanti, specie fra gli uomini – però il ruolo che si assume dipende molto anche dalla persona che si ha davanti.

I: Hai una compagna che condivide la tua passione per il bdsm? A: Naturalmente. Il suo nick su Internet è “v” e la puoi vedere nella pagina che le ho dedicato su www.ayzad.com.

I: Qual’è la tua fantasia proibita?

A: Per fortuna non mi proibisco nessuna fantasia che sia possibile tradurre in pratica senza pericoli inutili. Le altre mi va bene che restino pura immaginazione. In compenso ho un desiderio che per ora è irrealizzato: trovare una ragazza che voglia esplorare seriamente i piaceri della sottomissione affiancando v senza entrare in competizione con lei sul piano sentimentale.

I: Un libro che consiglieresti di leggere?

A: I due Barnum di Baricco. Se invece ti riferivi a libri sul Bdsm non posso che risponderti il mio, che però uscirà solo verso la fine dell’anno. Con una botta di originalità, si intitolerà “BDSM“.

I: La tua colonna sonora preferita?

A: Dipende dal momento. Per accompagnare i giochi mi piace molto Lisa Gerrard, ma ogni situazione e ogni persona hanno il loro accompagnamento ideale. Se dai un’occhiata sul sito c’è un mio vecchio articolo proprio su questo argomento, intitolatoPsicoacustica S/m.

I: Come “master”, qual’è il gioco che metti scena più spesso?

A: Di solito mi lascio guidare dall’estro, però ultimamente mi accorgo di avere sviluppato una certa tendenza a dare suggerimenti perfidi ad altri praticanti e gustarmi poi il modo in cui li mettono in pratica. Parlando di messa in scena, comunque, negli ultimi tempi sto lavorando alla regia delle performance di Revolution, un evento Bdsm di cui si parla sul sito My Revolutions. Se vuoi vedermi all’opera ti consiglio di venirmi a trovare lì.

I: C’è qualcosa che mi sono dimenticato di chiederti?

A: Un’infinità di cose, naturalmente. Ma se non mi restasse un po’ di mistero, che Ayzad sarei?

I: Mi è sembrato di capire che hai primi di Agosto organizzerai un raduno di master e che tra i gadget c’è la bandiera di www.dapaura.com, è vero?:-)

A: Beh, veramente volevo regalare le tue foto dopo che ti sei così gentilmente offerto come cavia pubblica, ma se sei così poco sportivo mi limiterò alla bandiera…

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