Delirio.net / Eroxè – Intervista ad Ayzad (2004)

Eliselle è una web-giornalista molto eclettica, che ha realizzato questa intervista per Delirio.net ed Eroxè.

AYZAD E IL FENOMENO BDSM

Il portale torna ad occuparsi di BDSM, dopo le interviste alla splendida modella Kumi Monster e agli scrittori Pavani e Cecconello. Questa volta, però, se ne parla in modo diverso. Affidandosi a un trattato.

Edito da Castelvecchi, il manuale BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo tratta del fenomeno BDSM con puntualità, chiarezza e ricchezza di foto e contenuti: 766 pagine scritte da Ayzad, che ha raccontato di sé e del suo libro in un’intervista concessa a Delirio.NET.

 

Eliselle: Come hai iniziato a interessarti del mondo e del fenomeno BDSM, e com’è nata l’idea di questo libro?

Ayzad: L’erotismo della dominazione mi ha sempre affascinato – ancor prima della pubertà, e quindi addirittura in modo pre-sessuale – ispirato per esempio da scene di film, opere d’arte e così via. La vera passione però è nata dopo, quando più grandicello ho scoperto l’esistenza di quello che all’epoca veniva chiamato “sadomaso” – che non era solo la versione “per adulti” delle mie fantasie, ma un intero mondo con una cultura ricchissima. Appena l’età anagrafica me ne ha dato la possibilità ho cominciato a esplorarlo con gran curiosità, soprattutto viaggiando e abitando all’estero, dove era accettato più facilmente… e non ho mai smesso di scoprirne aspetti nuovi. In effetti il mio percorso è simile a quello di tantissimi altri, e ciò significa che ciascuno di noi ha dovuto fare una faticaccia tremenda per scoprire la realtà del BDSM e i modi per viverla al meglio. Così, spinto anche dal fatto che sempre più amici si rivolgevano a me quando avevano bisogno di delucidazioni su questo o quell’aspetto, ho seguito la mia vocazione giornalistica e ho raccolto ciò che so in una guida pratica che si potesse sempre tenere a portata di mano.

Eliselle: Quasi 800 pagine, la bellezza di 370 foto: un volume ricco che non risparmia nulla. Qual è stata la fatica più grande per te, che te ne sei occupato a 360 gradi?

Ayzad: Le difficoltà maggiori sono state due. Innanzitutto trovare un modo per rendere comprensibili situazioni che, viste dall’esterno, a volte sembrano completamente folli. Chi pratica BDSM spesso segue l’istinto e non ha bisogno di spiegazioni, ma se si vuole capire davvero un mondo così ampio e vario l’istinto non basta: era necessario fare riferimento a concetti di psicologia, fisiologia, sociologia, chimica, storia… tanti campi che hanno richiesto studi lunghi e impegnativi. E’ stato interessantissimo ma anche massacrante! La mia seconda spada di Damocle è stata la paura di dare informazioni incomplete o ambigue, e che qualcuno seguendole rischiasse di farsi male sul serio. Alla fine ho controllato ogni minimo dato con due o tre fonti diverse, anche quando si riferiva a giochi che pratico personalmente da decenni. A tutto ciò unisci, se vuoi, che il progetto originale di BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo era di un libro di 300 pagine al massimo, e che quindi sia io che lo staff della casa editrice abbiamo dovuto lavorare in tempi molto più compressi del previsto. Il fatto è che non sarebbe stato giusto trattare solo determinate pratiche ignorandone altre, così il testo è lievitato fino a diventare un colosso.

Eliselle: Si sentiva l’esigenza di “fare ordine” nella mole di informazioni sul BDSM, e anche di fare chiarezza su alcuni punti, visti i pregiudizi che ancora avvolgono l’argomento: credi che questo volume possa rispondere anche agli interrogativi dei profani, e che possa svolgere una funzione per così dire enciclopedica?

Ayzad: Il mondo BDSM è talmente vasto che un’enciclopedia completa non potrà mai esistere… però credo che con questo libro ci siamo andati abbastanza vicini! Sul discorso chiarezza mi riallaccio alla risposta precedente: aver trattato l’argomento in maniera (anche) scientifica ha permesso di spazzare ogni dubbio. Se oggi qualcuno si chiede per esempio: “ma cosa ci sarà mai di bello a farsi prendere a frustate?” suBDSM trova una spiegazione semplice che descrive tanto i meccanismi psicologici che quelli biochimici di come il corpo umano tragga piacere da questi giochi – purché siano fatti nel modo giusto, s’intende…

Eliselle: Una domanda provocatoria: credi che un libro abbia il potere di aprire gli occhi anche a chi, in fondo, preferisce tenerli chiusi su una realtà controversa e dall’esistenza difficile come il BDSM, che ha vissuto davvero tempi molto bui?

Ayzad: Non vorrei che pensassi che abbia scritto BDSM con l’intento di evangelizzare le masse e fare proseliti a una causa che, per altro, non c’è. E’ fuori di dubbio che chi rifiuta a priori le forme di sessualità cosiddette alternative continuerà a ignorarle e condannarle. Il mio libro invece è sicuramente interessante e magari utile per chi ha l’apertura mentale e la curiosità di voler conoscere il mondo dell’erotismo estremo e desidera capire come funzioni – indipendentemente dal fatto che poi scelga di provare determinati giochi oppure no.

Eliselle: BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo è una guida, come dice il titolo stesso: nulla di pruriginoso né morboso, un’attenzione alla scientificità dell’argomento. E’ sicuramente un punto di forza, ma c’è un lato opposto della medaglia?

Ayzad: Suppongo di sì. Benché abbia cercato di trasmettere dove possibile la sensualità di certi giochi, l’eccitazione che se ne può trarre leggendolo è più di tipo intellettuale che genitale. Del resto la cosa che più mi premeva era mostrare il volto reale del BDSM, che è ben diverso sia dalle esagerazioni della pornografia che dagli eccessi patologici della letteratura psichiatrica. Una volta che si ha ben chiaro cosa sia il tanto citato BDSM “Sano, Sicuro & Consensuale” poi ci si può abbandonare ai sogni più deliranti ed eccitanti, come quelli per esempio dei miei vecchi racconti.

Eliselle: Quello sul BDSM è un trattato, ma hai anche una carriera di scrittore di racconti, ruolo in cui sembra tu non ti prenda troppo sul serio: a che cosa ti ispiri quando scrivi? Hai una musa, o un percorso creativo particolare da seguire?

Ayzad: Premesso che sono diversi anni che non scrivo più racconti, quelli che si possono leggere su www.ayzad.com sono nati con l’intento preciso di raffigurare il non plus ultra della dominazione, il BDSM portato ad eccessi che, proprio poiché non hanno legami con la realtà, scatenano il massimo dell’eccitazione in chi apprezza questi temi. In effetti il meccanismo è lo stesso di qualsiasi racconto porno, in cui tutto è sempre incredibilmente “super” – con la differenza che qui si parla di pratiche un po’ diverse dalla penetrazione. Ti confesserò che spesso mi è capitato di scrivere su commissione, per pure necessità alimentari. In quei casi seguivo un approccio un po’ cinico ma molto efficace, che consiste nel prendere archetipi psicologici estremi e concatenarli – ed ecco perché alcuni temi sono più ricorrenti di altri… si tratta semplicemente dei miei colpi bassi più brutali. Per il futuro, invece…

Eliselle: Una domanda in stile Delirio.NET: hai vissuto una situazione particolarmente strana, o conosciuto una persona che ha lasciato il segno su di te per una caratteristica diversa, fuori dalla norma?

Ayzad: Lo “strano” è molto relativo quando si parla d’erotismo. A volte ci sono sguardi che sanno turbare molto più di qualsiasi marchingegno orgiastico. Per risponderti molto concretamente, invece, è buffo che l’unica vera cicatrice che ho sul corpo non derivi affatto dalle mie passioni BDSM, ma da un pasticcio di mia madre. Ero un bambino, e per “salvarmi” da una caduta (che sarebbe stata innocua) mi ha sollevato di peso facendomi graffiare su una roccia affilata. E dire che c’è chi pensa che sia il BDSM a mandare la gente all’ospedale…

Eliselle: Ultimissima domanda, d’obbligo, sui progetti futuri di Ayzad…

Ayzad: Quelli di sempre: cercare di vivere delle proprie passioni – e l’incredibile successo di questo libro fa sperare bene. Sicuramente continuerò a organizzare le performance di Revolution, una festa BDSM mensile, e sul lungo termine sto lavorando a un libro fotografico sulla Scena italiana. Ma il progetto più importante è un altro, per cui siamo ancora in piene trattative. Ti prometto che appena potrò parlarne sarai la prima a saperlo – insieme naturalmente a chi segue il mio sito.

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