Imgpress – Intervista ad Ayzad (2008)

In occasione della diatriba sul convegno della Bicocca dedicato al BDSM si delinearono nettamente due fazioni giornalistiche: quella cattolica interessata soprattutto a una caccia alle streghe, e quella razionalista che voleva semplicemente capirci di più. La cosa buffa è che presso una agenzia stampa erano rappresentate entrambe, che litigavano fra loro a suon di comunicati e interviste. Ecco quella che mi è stata fattta da una loro giornalista.

UN APPASSIONATO COME TANTI

La sua non è quel che si dice una formazione teorica. Non è un sessuologo e non ha studiato psichiatria. Ma sa tutto di bondage, sadomaso e fetish per esperienza diretta. Li pratica da quando aveva diciotto anni ed oggi alle soglie dei quaranta sente di avere trovato il suo equilibrio tra piacere e dolore. Ha scritto BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, che è considerata da studiosi e praticanti la Bibbia del sesso oltre i tabù. Ha cambiato diversi nomi nel corso della sua vita, attualmente si firma Ayzad. Insieme a Caputo dovrebbe tenere alla Bicocca la famosa conferenza sul Bdsm proposta dal Kob, il collettivo degli studenti omosessuali.

Da esperto e praticante, puoi spiegarci cos’è nella realtà l’erotismo estremo e cosa si prova nel viverlo?

Nonostante termini come “erotismo estremo” o “BDSM” possano apparire minacciosi si riferiscono a comportamenti piuttosto comuni, riassumibili semplicemente nella volontà di esplorare in sicurezza l’intero spettro delle sensazioni e le emozioni sperimentabili. Si tratta di riappropriarsi razionalmente di quella grossa parte di esperienze da cui la nostra cultura ci ha allontanati negandoci numerose emozioni che fanno pur parte dell’essere umani. Ciascuno vive questa esplorazione secondo i propri gusti, ma vi sono basi comuni che fanno la differenza fra un’arte erotica e il caos: una divisione netta di ruoli secondo cui un partner dirige l’esperienza e l’altro accetta e assapora le sensazioni che ne derivano; il rispetto di principi che tutelano il benessere di entrambi prima, durante e dopo; grande comunicazione, tolleranza e rispetto reciproco.
Vivere questo tipo di sensualità, che ovviamente non esclude ma complementa la sessualità più canonica, conduce necessariamente a conoscere meglio sé stessi e il partner e di conseguenza a rapporti più profondi e maturi. Un divertente effetto collaterale è l’attivazione del pensiero critico: quando si è abituati a mettere alla prova le “certezze” in camera da letto diviene naturale anche un atteggiamento meno passivo nei confronti di tutto il resto, dalla politica alle pubblicità e i messaggi provenienti dai media. Per correttezza va detto pure che, in un ambito che coinvolge un adulto sessualmente attivo su dieci (quindi in Italia parliamo di circa 4 milioni di individui) chiaramente è impossibile generalizzare. La consapevolezza di quanto ho descritto varia quindi notevolmente fra persona e persona.

Si gode perché si trasgredisce o si trasgredisce per godere?

È il concetto stesso di “trasgressione” a non far parte di questa cultura erotica. Chi ne è veramente coinvolto non agisce con l’idea di gabbare autorità costituite o immaginarie, ma semplicemente di vivere serenamente la propria vita. Fra queste persone è anzi piuttosto diffuso un senso etico molto forte e un grande rispetto delle leggi e dei limiti fisiologici imposti dalla natura. In effetti si dedica molto tempo a studiare quali siano i confini da non superare proprio per poi potersi muovere con la massima libertà al loro interno.

È possibile conciliare Bdsm (bondage, dominazione, sadismo, masochismo) e vita di coppia?

Assolutamente sì. Perché non dovrebbe?

Ho letto che sei fra gli organizzatori dei Secret Fetish Party, riservati ai maggiorenni. Per entrare occorre esibire un documento d’identità. Che cosa sono? Incontri di gruppo a sfondo sessuale?

Secret è il nome di una festa a cadenza grossomodo stagionale che ha replicato in Italia eventi che si svolgono da vent’anni abbondanti in quasi tutto il mondo. Si tratta di una serata dedicata a chi ama l’estetica fetish, cioè l’esaltazione della sensualità attraverso abbigliamenti particolarmente curati e insoliti. Vi partecipano parecchie centinaia di persone provenienti da tutto il paese e occasionalmente dall’estero per ballare, vedere esposizioni artistiche, performance e presentazioni di moda a tema. Basta visitare il sito ufficiale per farsi un’idea precisa di cosa avvenga in un evento simile, che in realtà è molto più casto di tante normali serate in discoteca, e sicuramente più sano. Il divieto d’accesso ai minori è una semplice forma di rispetto nei confronti sia di chi non ha ancora la maturità per comprendere il senso della festa, sia di chi vi partecipa.

Che genere di pubblico attirano? Più donne o più uomini?

L’età del pubblico è estremamente eterogenea, con una divisione pressoché uniforme fra uomini e donne. Si tratta, come sempre, di persone assolutamente normali con il gusto di vivere in serenità anche passioni fuori dalla norma. Va tenuto comunque presente che fetish e BDSM sono mondi differenti, che spesso si sovrappongono ma vivono di stimoli diversi. Il fetish è un’estetica di seduzione portata all’estremo; il BDSM è portare all’estremo quel che viene dopo la seduzione.

Oltre alle serate dedicate al feticismo, promuovi altri eventi a tema? Di che genere?

Attenzione: anche feticismo e fetish sono cose diverse, perché il primo è l’erotizzazione totalizzante di un dettaglio, mentre il secondo è solo la spettacolarizzazione glamour dell’estetica dei dettagli. Per risponderti, sono coinvolto da diversi anni nell’organizzazione di eventi sia fetish che BDSM che puoi trovare descritti anche sulmio sito. Uno di questi si chiama per esempio Sadistique ed è un incontro mensile rivolto più specificamente agli amanti dei giochi di dominazione.

L’affaire Bicocca dimostra che la nostra cultura non è ancora pronta a fare i conti con le sue fantasie erotiche. Come amante del sesso oltre confine, ti sei sentito offeso?

Forse mi sarei dovuto offendere per gli insulti che mi sono stati rivolti, ma il loro tono era così infantile e sprovveduto da commentarsi da sé e non meritare risposta. Diciamo piuttosto che sono rimasto sconcertato dalle reazioni e gli atteggiamenti emersi per via del semplice annuncio di un convegno: il fatto che determinati ambienti si siano mobilitati al linciaggio senza nemmeno chiedersi perché indica non solo una diffusa ignoranza, ma soprattutto il terrore superstizioso delle più minime diversità – una condizione davvero inquietante. Se la notizia di uno psichiatra e un saggista che presentano dati scientifici provoca una simile caccia alle streghe, rabbrividisco pensando a quali reazioni possano trovarsi quotidianamente esposte persone con diversità più “scomode” quali il colore della pelle, le idee politiche o un partner omosessuale. L’unico conforto è che da un pasticcio come questo possa nascere un’occasione di confronto e crescita per tutti.

L’ultima curiosità. Di cosa parlerai all’Università? Farai vedere con te qualche attrezzo del mestiere (fruste, borchie, stivali di pelle…)?

Adesso come adesso vorrei ancora capire se e quando si terrà questa famigerata conferenza, dato che non ho più ricevuto alcuna notizia ufficiale al riguardo. I contenuti che volevamo presentare già a giugno scorso, quando l’incontro è stato censurato all’ultimo momento, erano quelli di una ricerca che il professor Caputo e io avevamo già portato all’ultimo Convegno Europeo di Sessuologia con ottimi riscontri. Riassumendo, i dati indicano che il BDSM è molto diffuso, completamente diverso dal sadomasochismo patologico e addirittura positivo per l’armonia di coppia e l’individuo, al punto che alcuni aspetti di questo modo di relazionarsi andrebbero presi come esempio. Inoltre viene chiarita quale sia la realtà dell’erotismo estremo rispetto alle sue assurde rappresentazioni “esterne” e le regole su cui si fonda – in modo da delineare un ambito in cui i professionisti possano studiarlo compiutamente. Dato il contesto era prevista infine una sezione rivolta agli studenti per metterli in guardia da un approccio errato a questo tipo di sessualità alternative, e ovviamente uno spazio di domande e risposte. Con tutto quel che sta accadendo non escludo però che il discorso si sposti anche su temi quali la tolleranza, la censura o la libertà di pensiero. Abbiamo ripetutamente invitato anche i nostri detrattori nella speranza di poter imbastire un dialogo costruttivo… staremo a vedere che succede, ma sicuramente non ci saranno show con giocattoli strani. Mi pare che di mordacchie se ne siano viste già a sufficienza così.

Per concludere, una domanda personale. Di te si sa poco o niente. Sei nato nel 1969, hai cambiato nome diverse volte, sei considerato il guru del Bdsm. Ma chi è veramente Ayzad?

Sono semplicemente un appassionato dei piaceri della vita come ce ne sono tanti. A differenza di altri ho perseguito la mia passione con continuità, finché a furia di imparare e di rispondere alle domande di altri appassionati ho raccolto le mie scoperte in un libro per rendere più facile il percorso a chi volesse avventurarsi sullo stesso sentiero. Così come un ragazzino che suona nel garage dopo tanta pratica può improvvisamente diventare una star della musica, quel libro mi ha portato a essere una star di un campo verso cui c’è molto interesse ma poca informazione, e così sto diventando sempre più Ayzad e sempre meno anonimo giornalista. Per il resto rimango però una persona normale, con una vita assolutamente normale che mi regala emozioni normalmente straordinarie.

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