Letters from subspace – La recensione di Peccati originali (con intervista)

Copertina di 'Peccati originali' di Ayzad (II edizione)

Recensione pubblicata originariamente sul sito Letters from subspace. 

Ayzad non ha bisogno di troppe presentazioni. Il “giornalista, scrittore e divulgatore di sessualità alternative” ha conquistato la propria notorietà nel mondo bdsm grazie ai suoi articoli, i suoi scritti e i suoi libri XXX – Il dizionario del sesso insolito ma sopratutto BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, vero e proprio monumento e summa del sadomasochismo. Ora l’autore della “Bibbia” del bdsm si dedica alla narrativa senza dimenticare la tematica che ha contribuito alla sua fama, che lo appassiona e di cui è realmente esperto e che fa da sfondo alla vicenda. Peccati Originali inizia nel più classico dei modi per un giallo, ovvero una morte su cui indagare. La contessa Baio (la contessa delle lacrime) appartenente all’alta borghesia e assidua praticante di bdsm alquanto estremo, viene trova morta avvinghiata tra corde legate ad arte lasciando pensare a una sorta di suicidio catartico. In tal caso però la compagnia assicurativa non pagherebbe l’indennizzo dovuto dall’assicurazione sulla vita. È così che la figlia Letizia, giovane e rampante ereditiera, decide di vederci chiaro, nella speranza di poter avere quantomeno un risarcimento monetario, più che per amore di verità per la morte di una madre assente. E per fare questo decide di ingaggiare Ayzad, il più noto esponente di bdsm, per far luce sulla vicenda e accertare la veridicità del decesso. L’autore decide quindi che il protagonista sia impersonato da sè stesso, romanzandone ovviamente la figura e connotandola di quelle caratteristiche che ben si sposano con l’impianto noir ma consentendogli così di raccontare in maniera trasparente e quanto più sincera un mondo che anche nella realtà conosce bene. Peccati Originali dunque ha la struttura di un giallo classico che predilige all’azione adrenalinica, all’alta tensione e al dettaglio morboso, la fase di indagine, di dialogo, di caccia al particolare nascosto e risolutivo, dell’intrigo nascosto, del colpo di scena e che vede una rassegna di personaggi che colorano la vicenda, ognuno dei quali in qualche modo dà il contributo per la risoluzione della stessa. Ma vi è di più in Peccati Originali. La trama noir è un modo anche (e forse sopratutto) per raccontare quello che è il mondo bdsm che apparentemente fa da sfondo alla vicenda ma che è in realtà è il protagonista. Ne viene fuori così un quadro completo e senza sconti che cerca di essere quanto più rappresentativo di una molteplicità di modi di essere e di umanità che costella questo ambiente. Così accanto a personaggi divertiti, dalla sessualità appagata, con una forte etica nel praticare bdsm e anche sentimenti amorevoli e passionali (la coppia omosessuale che celebra la cerimonia del collare nel privè di una festa) vi è anche una rassegna umana di esaltati, psicotici, gente che tradisce il dettato bdsm e del Ssc e altri sopra le righe e pittoreschi. Ayzad a tratti interrompe il narrato per descrivere parallelamente dei quadretti di vita bdsm divertendosi a prendere in giro i protagonisti o raccontarne delle scelte, come la storia di Stefano il master esaltato formatosi “all’accademia” di internet o Lady Myrta giovane Mistress appassionata e interessata a monetizzare la sua passione incontrandosi/scontrandosi con la realtà del prodomming. Accanto a questi ve ne sono altri che danno colore al racconto, come Jazz, il suo informatore, paralizzato su una sedia a rotelle e sfigurato da un incidente o Mistress Lene, personaggio talmente sopra le righe, il cui timore riverenziale viene subito anche dal protagonista. E sullo sfondo di tutto questo il continuo conflitto tra Letizia, l’emblema di una borghesia che ripudia e giudica come perversi i giochi praticati dal suo consulente e lo stesso che tenta di mitigare i suoi convincimenti moralisti. Ma vi è anche per Ayzad il rifugio da questo turbine di eventi ovvero il calore del rapporto con la sua compagna/schiava Cristina descritto quasi con delicatezza e senza mai scendere in dettagli erotici, vuoi per una sorta di rispetto dell’intimità di tale relazione vuoi per dimostrare che un rapporto D/s di coppia nei suoi sentimenti e nella sua quotidianità non è poi così distante da quella di una coppia vanilla.
Ayzad inoltre non perde occasione di inserire nel romanzo, dettagli tecnici su pratiche e modalità di espletamento delle stesse, incastrandoli con gli eventi così da non appesantire la narrazione e illustrando al contempo che il bdsm non è violenza gratuita ma consta di una preparazione che permette di viverlo in sicurezza.
Peccati Originali è dunque un ottimo esempio di come un romanzo possa avvincere il lettore grazie alla sua struttura noir ma allo stesso tempo descrivere  un mondo variegato senza fronzoli e senza incappare nei triti clichè a cui troppo spesso si è stati abituati.

P.s. La nuova versione di Peccati Originali, riveduta e corretta e con l’aggiunta della mini guida Nessuna sfumatura di grigio – Che cos’è davvero il BDSM, nero su bianco la si può trovare a questo link dove è possibile scaricare gratuitamente l’anteprima in pdf e procedere all’acquisto del libro in formato digitale sia in versione epub per ebook reader generici, che mobi per il kindle a soli € 3,99. Un ottimo motivo in più per la lettura.

Abbiamo inoltre contattato Ayzad, dopo la lettura del libro, per saperne di più del suo romanzo e approfondire alcuni aspetti dello stesso. Ringraziamo l’autore per la sua cortesia e la sua enorme disponibilità nel rispondere a questa breve intervista.

Rainforest: Il romanzo si propone di illustrare il panorama BDSM italiano scegliendo la via della narrativa noir. Come mai questa scelta? Una passione anche per il noir o è un genere che prestava il destro a descrivere bene questo mondo? E come mai la scelta di essere lei stesso il protagonista?

AyzadIl genere è stato scelto in base a vari motivi. Il più importante è stato trovare una forma narrativa che risultasse intrigante anche per quei lettori non particolarmente appassionati di BDSM; il noir inoltre è un filone nato apposta per raccontare cosa accada dietro le quinte del mondo “borghese” presentato dai mass media. Infine, quando ho terminato di scrivere il romanzo mi sono accorto del forte sottotesto di critica sociale che ne traspariva benché inserirlo non fosse stato fra i miei obiettivi consci: il fatto che anche questo sia un elemento tipico dei noir mi fa pensare che, a conti fatti, sia stata una scelta quasi obbligata.
Come confesso nella prefazione, anche scegliere il protagonista è stato inevitabile. Perché la storia funzionasse doveva necessariamente avere una serie di caratteristiche in comune con me, e mi sembrava meschino inventarsi qualcuno che mi assomigliasse tanto ma poi avesse un nome diverso. C’è da dire anche che, per fortuna, l’Ayzad-personaggio ha una vita e un carattere di gran lunga peggiori di quelli di Ayzad-scrittore: se facessi davvero quell’esistenza sarebbe davvero tragico! 

R: Nel romanzo descrive il mondo bdsm italiano senza indulgenze e in maniera obiettiva. Così oltre gli aspetti positivi vengono in evidenza anche quelli negativi o comunque realistici nella loro crudezza: penso alla presa in giro di Stefano il masterone convinto tanto da risultare una figura patetica; l’ingresso di Lady Myrta nel mondo del prodomming e il cozzare delle sue illusioni con la realtà difficile, sino ad arrivare a figure di veri e propri psicotici come l’internauta fiorentino. Ma penso anche a Jazz o Lene figure al limite, senza dubbio romanzate e grottesche che però vengono descritte con una sorta di bonarietà. Una scelta di sincerità e di parlare di questo mondo senza peli sulla lingua?

APer come la vedo io, la sincerità con se stessi e con gli altri è il valore fondante della cultura BDSM. Per questo e per la mia formazione giornalistica mi è sembrato naturale raccontare tanto i lati nobili di questo ambiente quanto quelli meno eleganti ma comunque presenti. Le fantasie idealizzate sono affascinanti, ma credo ci sia ancora più bellezza nel saper apprezzare la realtà delle cose.

R: Nel romanzo coglie l’occasione per descrivere nel dettaglio alcune pratiche e le modalità di eseguirle in sicurezza (penso su tutte alla descrizione dei lubrificanti per la penetrazione e il breve cenno sulle iniezioni saline). È un modo per far capire al lettore inesperto o profano di questo ambiente che il sadomaso non è la macchietta descritta da alcuni film o violenza gratuita ma c’è un’etica e un modo sicuro di praticarlo con esempi concreti?

ASì, questi sono alcuni aspetti della cosa. Quella digressione sui lubrificanti, però, è così lunga per altre ragioni. Ciò che ho cercato di trasmettere è, da una parte, la complessità delle competenze tecniche richieste anche per un gesto apparentemente semplice – e dall’altra quanto possa avere aspetti tediosi e alienanti il mestiere di esperto di sesso insolito… proprio come qualsiasi altro lavoro “normale”.

R: La scelta che il protagonista sia impersonato da lei stesso mi fa pensare che inevitabilmente qualche piccolo riferimento alla sua vita reale ci sia. A tale proposito penso al rapporto con la compagna/schiava Cristina. Ho notato che non entra mai nel dettaglio del vostro vissuto bdsm, mai un riferimento a pratiche ma anzi il rapporto appare come un normalissimo rapporto sovrapponibile a quello vanilla. Una scelta di rispetto verso questo rapporto o anche un modo di far capire che una relazione D/s non è scevra da sentimenti o dalla quotidianità comune a tutte le coppie?

AUna cosa cui tenevo molto era mostrare la realtà di una relazione BDSM cosiddetta 24/7. Tutti la immaginano come una specie di fumetto porno continuo, mentre ovviamente le cose devono essere gestite con modalità compatibili alla vita quotidiana e alle esigenze emotive di veri esseri umani. Come dicevo prima personaggio e autore non sono del tutto sovrapponibili, quindi il non mostrare scene di sesso o gioco BDSM con quel protagonista non è stata questione di pudore, ma semplicemente una scelta dettata dalla constatazione che per leggere quel genere di cose ci sono già tanti altri libri e siti. 

Grazie mille ad Ayzad e attendiamo quindi l’annunciato seguito del romanzo, come ogni noir che si rispetti, che si intitolerà Carne Cruda, un nuovo giallo che si addentrerà nei meandri del sadomasochismo patologico.

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