Vite trasgressive – La mia intervista con Il Piccole Magazine

Ayzad intervistato da Il Piccole Magazine

Intervista pubblicata originariamente su Il Piccole Magazine

 

Siete stanchi di vivere il sesso in modo poco fantasioso? Volete scoprire qualcosa che vada al di là dei semplici, a volte scontati, preliminari e rendere più intrigante la vostra vita erotica? Se la vostra risposta a queste domande è “si!” allora proseguite nella lettura: abbiamo sollevato per voi il velo sul piccante mondo del sesso “inconsueto”, intervistando a riguardo Ayzad, uno dei massimi esperti di sessualità insolite e bdsm in Italia. Inizia il viaggio…

 

Parlaci un po’ di te, chi sei , cosa fai…

Da una quindicina d’anni mi chiamo Ayzad e mi occupo di sessualità insolite. Le studio, scrivo libri e articoli che le analizzano, tengo corsi e conferenze sull’argomento, organizzo eventi a tema e, nel mio ruolo di personal coach, do una mano a chi con queste forme di erotismo ha qualche difficoltà. Ammetto che prima ho avuto un altro nome e sono stato un giornalista per così dire “tradizionale”, ma sembra che ora sia completamente guarito.

 

Da cosa è scaturito il tuo interesse per il mondo del BDSM?

Innanzitutto da una passione personale nata, come spesso capita con queste cose, un po’ per caso. Una delle caratteristiche più affascinanti dell’eros estremo però è la vastità dell’argomento, così mi sono messo a studiarlo… e sono ancora qui a scoprire ogni giorno nuovi suoi aspetti. Tutte le sfaccettature più insolite della sessualità inoltre finiscono col rivelare collegamenti ad altri interessanti lati della vita quotidiana e a sviluppare il pensiero critico – quindi oltre al puro piacere fisico ci si gode pure quello intellettuale. Mica male, no?

 

Secondo te, in che modo si rapporta un Paese come l’Italia con tematiche “estreme” quali il BDSM?

In realtà piuttosto bene. Leggendo i giornali e guardando la tivù si ha sempre l’impressione di vivere in una nazione stretta nel pugno della Chiesa e di un’estrema destra senza cervello, ma la realtà concreta è che ce la passiamo più o meno come nel resto del mondo per quanto riguarda l’accettazione di queste cose. Certo, continua a esserci un’apertura mentale diversa fra metropoli e province, fra nord e sud, tuttavia gli “scandali” derivano più da strumentalizzazioni a uso politico che altro. Soprattutto dopo il quasi-sdoganamento compiuto da Cinquanta sfumature di grigio, l’approccio più diffuso è «fate un po’ quel che volete, purché non veniate a disturbare me» – che del resto è sempre il modo più sano di trattare il prossimo.

 

Cos’è per te l’erotismo?

Avere il coraggio di apprezzare quei particolari che sfuggono alla maggior parte della gente – e lasciarsi toccare dai sentimenti che evocano.
Che poi è la stessa definizione di ‘poesia’. Curioso, vero?

 

Che cosa intriga sessualmente di più gli italiani, secondo la tua esperienza?

Rispondere dal punto statistico è facile, perché ci sono ricerche precise sull’argomento. Le tre fantasie erotiche più diffuse sono, nell’ordine: persone sopra i 26 anni; ragazze molto giovani; donne sopra i 35 – un approccio un po’ schizofrenico che dipende molto dall’età media piuttosto alta della popolazione. Nell’ambito delle pratiche cosiddette insolite al primo posto ci sono invece bondage e BDSM (desiderati da una persona su sei e praticati in qualche forma da una su dieci), seguiti da sesso in più di due persone, pissing e… fantasie hentai, gettonatissime ma solo fra chi ha incontrato il porno partendo da Internet.

 

Sei uno scrittore prolifico, i tuoi libri a chi li consiglieresti?

Se dico «a tutti» sembra un po’ troppo pubblicitario, quindi limitiamo il campo a chiunque sia stufo di considerare il sesso solo come un meccanico avanti-indietro, e nutra invece una bella curiosità nei confronti della sessualità intesa in modo un po’ più ampio. Quel che sostengo è che non sia necessario fare per forza cose strane… però nella vita è sempre meglio avere delle informazioni e scegliere di non usarle, piuttosto che averne bisogno e non sapere dove trovarle.

 

Parlaci della tua attività di personal coach

È qualcosa che si è evoluto spontaneamente dal fatto che, grazie alla mia fama di esperto di sesso insolito, sempre più persone mi si rivolgevano alla ricerca di soluzioni ai loro problemi in questo campo. Il personal coaching non è una terapia, bensì mettere a disposizione l’esperienza accumulata in trent’anni per aiutare chi ne ha bisogno a identificare meglio il problema e studiare insieme una strategia per risolverlo. Senza entrare nel dettaglio dei casi trattati, diciamo che ha permesso a tante persone di realizzare sogni e bisogni che avrebbero altrimenti richiesto percorsi molto più tortuosi e parecchie delusioni strada facendo.

 

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Il fatto che porti a scoprire continuamente cose nuove e ad apprezzare la meravigliosa varietà dell’animo umano. Per non parlare della soddisfazione di ricevere letteralmente migliaia di testimonianze da parte di chi, grazie a ciò che scrivo o insegno, ha trovato la serenità o salvato rapporti in crisi.

 

Cosa ti piace di meno del tuo lavoro?

Dovermi confrontare ogni tanto anche con i lati più orrendi delle persone, da chi manca completamente del concetto di consensualità a chi è vittima dei propri pregiudizi. Tutto deriva dalla mancanza di una vera e propria educazione alla sessualità, che genera poi mostri come la violenza contro le diversità, la manipolazione delle persone più fragili, ma anche una pericolosa ignoranza dell’eros in genere. 

 

Con chi hai collaborato, lavorativamente parlando, più volentieri?

Nel corso degli anni ho avuto il piacere e il privilegio di conoscere numerose persone che svolgono attività affascinantissime, ma mi verrebbe difficile farne una classifica. Il bello di operare in questo campo è proprio scoprire come ciascuno di noi possa contribuire esperienze e punti di vista molto personali. Solo nelle ultime settimane, per dire, ho avuto a che fare con un avvocato impegnato a rivalutare la percezione dell’eros nel diritto di famiglia; un professore di filosofia che ha identificato nel neoliberismo la fonte di tante magagne della sessualità contemporanea; un team di ricercatori che sta lavorando a ridefinire l’assistenza sessuale alle persone disabili; una ventenne che sta esplorando la propria identità erotica secondo traiettorie rivoluzionarie. Ciascuno di loro ha arricchito in modi differenti la mia visione del mondo.

 

Partecipi anche a feste bdsm o fetish in Italia e all’estero? Se si, quali ritieni siano le più interessanti?

Certo, sono eventi che seguo sia per passione che per lavoro. Anche in questo caso fare una classifica è molto difficile perché persone differenti possono avere gusti ed esigenze molto differenti. Qualche tempo fa, comunque, avevo scritto un articolo proprio per aiutare a orientarsi nel mondo di queste serate. E intanto continuo a organizzare tutti i mesi a Milano i pomeriggi di Sadistique, che dal 2005 rappresenta un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati di queste cose.

 

Con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?

Ho eroi personali un po’ particolari, come Cindy Gallop che lotta per chiarire la differenza fra pornografia e sessualità; l’avvocato Miles Jackman che da anni si oppone praticamente da solo a una visione legale repressiva della sessualità, o il super-attivista Dan Savage, che è stato capace di arginare diverse pericolose derive della politica statunitense. Tante persone interessanti le ho intervistate per il mio sito, e chissà quante ne incontrerò ancora!

 

Come ti vedi da qui a qualche anno? Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Qualche mese fa è uscita la prima edizione per il mercato internazionale del mio best seller BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo. I confini professionali dell’Italia sono un po’ strettini e quindi spero che questa pubblicazione e una serie di altre attività mi diano maggiori opportunità di fare cose interessanti all’estero. Poi naturalmente ci sono sempre mille progetti in ballo che porto avanti pian piano nonostante un’infinità di ostacoli… ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: aiutare la gente a stare bene con se stessa e con la propria sessualità, qualunque essa sia – senza dimenticare di divertirmi nel farlo.

 

Raccontami un episodio veramente curioso o singolare che ti è accaduto.

Posso citarti un caso che mi ha particolarmente spiazzato: una bella ragazza che, con molti imbarazzi, mi ha chiesto di aiutarla a procurarsi un lettino refrigerato da obitorio. È venuto fuori che il suo immaginario erotico fosse basato su fantasie di pseudonecrofilia, in cui lei interpretava il cadavere abusato e aveva quindi bisogno di risultare adeguatamente gelida.
Se invece valgono anche le persone non incontrate a quattr’occhi direi che il record sia decisamente dell’hacker molestatore di ravanelli giganti.

 

Dammi un tuo pensiero libero, a conclusione di questa intervista, su ciò che non ti è stato chiesto, ma avresti voluto dire.

A dire la verità mi hai fatto un sacco di domande interessanti. Al massimo potrei rivelarti la cosa più importante che ho imparato finora nel mio percorso di esplorazione dell’eros… ma per quello conviene rimandarti all’articolo che ho scritto sull’argomento.

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