Prendersi a mattonate sulle palle: la strana arte del tie dang gong

iron crotch

La scorsa settimana il Web è stato conquistato da un video tratto da un telegiornale cinese, che ha lasciato tutti senza parole. Il protagonista è l’ex ferroviere Zhou Chengli, ripreso durante la sua ginnastica quotidiana: lo si vede andare al parchetto locale, flettere i muscoli, fare stretching, usare gli attrezzi a pubblica disposizione – e proseguire colpendosi ripetutamente le palle con un martello, un peso di piombo e un mattone. I passanti si fermano a guardare perplessi, per poi esplodere in un applauso collettivo quando si rendono conto che l’uomo non sente alcun dolore.
Come da tradizione del Web la reazione universale è stata sul genere di «WTF OMG LOL LOL», che però non è utilissima per capire che senso abbia un video simile. Per fortuna è bastata una piccola ricerca per dare a quella clip surreale tutto un altro significato.

L’uomo del video è un praticante di tie dang gong, la cui traduzione letterale è ‘inguine di ferro’ ma significa in effetti ‘pene di metallo’. Si tratta di una delle tante forme di “qigong di corazzatura”, un ramo del kung fu che ha l’obiettivo di indurire parti del corpo specifiche – come nella ‘mano di ferro’, ‘stomaco di ferro’ e così via. Il tie dang gong, naturalmente, si concentra su genitali a prova di bomba.
Diventare invulnerabili da quelle parti può offrire qualche vantaggio quando si combatte con qualcuno che vi prenda a calci nelle palle, ma la filosofia dell’inguine di ferro è in effetti un po’ più profonda. Gli insegnamenti taoisti del nei-dan (che si traduce come ‘alchimia interna’) riguardano infatti il nutrimento di tre “forze vitali” fra cui il jing. Secondo alcune interpretazioni questo jing non sarebbe altro che sperma – che andrebbe fatto accumulare nei testicoli senza sprecarlo eiaculando.

Le tecniche classiche di accumulo seminale sono la coltivazione singola (cioè masturbarsi senza venire) e la coltivazione doppia (ossia fare sesso con qualcuno senza eiaculare). Come però potrà confermarvi qualsiasi maschietto, si tratta di un tipo di coltivazione piuttosto difficile da curare per più di qualche giorno… ed è qui che entra in gioco il tie dang gong.
Il punto è che secondo le antiche scritture l’allenamento all’astinenza si basa soprattutto sul maneggiare intensamente i genitali, senza preoccuparsi troppo del modo – pertanto chi lo pratica trova più facile stimolare le proprie parti private in tutta un’altra maniera. Tipo sollevandoci pesi, trascinandoci camion o facendovi penzolare ragazzini. Per quanto possa sembrare incredibile si tengono corsi di inguine di ferro anche in tutto l’Occidente: un certo master Tu, per esempio, promette di insegnarvi a sollevare oltre 150 chili con le palle, e ha i video per dimostrarlo.

Lo scopo del tie dang gong sarebbe, almeno in teoria, di rendere l’intero corpo più forte e tonico. I discepoli giurano inoltre che renda il pene più grande e più virile, rimediando al calo di erezioni associato con l’età. Come con tutte le arti marziali più spettacolari, tuttavia, la verità è un po’ diversa da come appaia a prima vista.
Il concetto di fondo è che non c’è niente di strano nel sollevare roba con i genitali: i legamenti alla base del pene sono in realtà molto forti e non particolarmente sensibili. Nell’inguine di ferro quasi tutto il peso viene sospeso a un nastro di seta assicurato alla radice del pene, non allo scroto – benché rimangano chiaramente dei rischi in caso di scivolamento, in quel modo chiunque può alzare pesi anche considerevoli.

Le dimostrazioni di sollevamento e trascinamento più eclatanti inoltre impiegano un passaggio “di sicurezza” del nastro attorno alla vita. Siccome nessuno è così maleducato da andare a spiare sotto le vesti degli “atleti”, ciò fornisce ampi margini per barare. Idem per gli show di colpi sulle palle: quando vedete un monaco Shaolin preso a calci fra le gambe, di norma ha i genitali bendati e sollevati contro il ventre in modo che il grosso dell’impatto venga assorbito dal perineo, molto meno vulnerabile.
Ma che dire del signor Chengli e del suo mattone? È solo un altro trucco? Non necessariamente. Come sanno bene tanti praticanti di BDSM, chi si dedica da tempo al ballbusting perde gradatamente la sensibilità al dolore, sia per il danno cumulativo ai nervi sostenuto calcio dopo calcio, sia per la banale abitudine a un tale trattamento. Infine va tenuto conto che alcuni uomini semplicemente non sentono male da quelle parti – una stranezza medica che risulta molto comoda in casi come questo. Qui sotto, a ogni modo, potete vedere tutto lo spettacolo di Zhou Chengli. E sudare freddo.

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