Ti piace il BDSM? Basta che non lo chiami volontà divina

Sposati e sii sottomessa

Un libro sulla sottomissione ha acceso le passioni roventi degli spagnoli – e non si tratta dell’ennesima trilogia BDSM. Forse. Beh, a essere precisi non è nemmeno un libro spagnolo. Cásate y sé sumisa di Costanza Miriano, una giornalista televisiva specializzata in questioni femminili, è venuto alla luce nel 2011 proprio qui in Italia sotto forma di microproduzione intitolata Sposati e sii sottomessa – Lettera a una generazione in crisi. Il suo messaggio “rivoluzionario” era semplice: smettiamola di cercare l’emancipazione, piantiamola con la lotta per la parità dei diritti e seguiamo l’insegnamento di San Paolo quando scriveva che le donne devono essere sottomesse agli uomini. La vita sarà più facile, diceva l’autrice, e vi resterà più tempo per farvi belle, essere felici e andare a far shopping.
Il libro si dimostrò abbastanza controverso da essere acquistato da un editore di medie dimensioni due anni dopo. Il sottotitolo è diventato Pratica estrema per donne senza paura e non se lo sarebbe filato nessuno se non fosse scoppiato questo caso.

La traduzione spagnola infatti è stata pubblicata da un editore molto più importante, cioè niente meno che l’arcivescovado di Granada. Anche là la Chiesa ha un tale controllo dei media che il libro è “misteriosamente” finito sotto tutti i riflettori promozionali – ma l’improvvisa attenzione non ha ottenuto l’effetto sperato. I pochi media laici, vari politici e in generale chiunque non sia rimasto ai tempi di Neanderthal è rimasto infatti indignato dal messaggio.
In un paese in cui le violenze domestiche sono frequentissime e a volte letali, la reazione pubblica è stata abbastanza forte da portare libro ed editore in tribunale. Mentre il parlamento spagnolo ha infatti già lanciato diverse interrogazioni sulla legalità dell’opera, un comitato femminile di Granada si è rivolto direttamente alla Corte Costituzionale perché condanni la violazione delle regole sull’eguaglianza, la prevenzione della violenza e dei diritti umani stessi.

A oggi l’arcivescovo non ha rilasciato dichiarazioni – forse anche perché in passato aveva già fatto una pessima figura spiegando che «Naturalmente se una donna abortisce i maschi, i padroni, hanno il diritto assoluto di stuprarla». Da parte sua l’autrice ha invece sminuito le accuse con una risata: «Pensatela come volete, ma nel mio libro non c’è una parola che istighi alla violenza. Ho scelto di non comprare 50 sfumature di grigio, ma quelle pratiche sono molto più degradanti». In tutta onestà va riconosciuto anche che la Miriano abbia scritto un altro libro (di scarsissimo successo) intitolato Sposala e muori per lei – Uomini veri per donne senza paura, ma questa sua ossessione nel considerare il matrimonio una specie di pericolosissimo sport estremo d’ispirazione divina resta comunque un po’ preoccupante.
Questa contorta visione del mondo è tuttavia più diffusa di quanto si possa immaginare, e a volte anche più sinistra. Prospere congreghe internazionali quali Taken in hand e Christian domestic discipline non nascondono nemmeno l’eccitazione per «mettere le donne al loro posto» a suon di sculaccioni, cinghiate, frustate e qualche buon vecchio pestaggio. Tutto naturalmente in nome della volontà di dio – e la parte peggiore è che non devono nemmeno fare grandi sforzi per scovare i versetti della Bibbia che supportino il loro “stile di vita”.

Usare scritture sacre per abusare di deboli e innocenti è notoriamente il più antico dei passatempi per una marmaglia di codardi di ogni confessione. Ciò nonostante approfittare di superstizioni religiose per darsi al sadomasochismo è del tutto criminale. Provate a googlare ‘BDSM cristiano’ e rimarrete a bocca aperta di fronte alle contorsioni bizantine che fin troppa gente è disposta a compiere pur di convincersi che le proprie zozzerie siano accettate da un uomo invisibile nel cielo.
E non sarebbe mica un problema se stessimo parlando davvero di BDSM. Dopotutto degli adulti consenzienti e informati potranno ben divertirsi come cavolo preferiscano, no? Peccato che schifezze come il libro della Miriano e i santissimi depravati citati prima si nascondano dietro la maschera della religione proprio per approfittare di persone vulnerabili, che vengono forzate ad accettare abusi ai quali altrimenti non consentirebbero mai – e siccome la “religione” non si può discutere, continuano impuniti. O per lo meno lo fanno finché non esagerano. Chissà se questo imbarazzante episodio, che peraltro in Italia non ha suscitato alcuna critica, non sia proprio quel che ci voleva per avviare un dibattito pubblico su una violenza inaccettabile.

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