La leggivora – La recensione di Peccati originali

Copertina di 'Peccati originali' di Ayzad (II edizione)

Recensione pubblicata originariamente sul sito La leggivora.

Tutti noi sappiamo quanto abbia odiato con ogni particella del mio corpo “50 sfumature di grigio” per diversi e svariati motivi, il primo dei quali è che è scritto malissimo. Io a quindici anni scrivevo con maggior proprietà di linguaggio. Secondo: non è un libro erotico nonostante sia stato sbandierato come tale. Terzo, ha dato il via ad una moda sinceramente irritante  di usare a cazzo il mondo BDSM.

Avete notato che nei libri di genere non si parla mai di gente comune ma di “uomini ricchissimi, bellissimi, muscolosissimi e superdotatissimi”? E avete notato che le donne sono sempre inconsapevoli ragazzette di provincia vergini che vengono iniziate al sesso estremo dall’uomo di turno? Non c’è mai una donna normale, consapevole, che incontra un uomo normale, che paga il mutuo e insieme decidono di dedicarsi ad una sessualità alternativa.

Che poi sia chiaro: io contro gli uomini ricchi, bellissimi, muscolosissimi e superdotati, non ho nulla.

La Trama: Quando una chiacchieratissima contessa si suicida in circostanze così imbarazzanti da spingere la servitù a simulare una “ben più decente” impiccagione, l’unica a soffrirne davvero è la figlia di primo letto. Non per affetto, ma perché l’assicurazione non copre il suicidio e quindi non potrà incassarne il premio – a meno che non riesca a dimostrare che si sia trattato di un incidente. Per sostenere questa tesi la ragazza chiede la consulenza di un bizzarro “specialista in sadomaso” che effettivamente riesce a escludere l’ipotesi di un suicidio… ma solo per scoprire le tracce di un crimine ancora più perverso! Costretta dagli eventi a proseguire le indagini fianco a fianco, la coppia dovrà setacciare l’ambiente dell’erotismo estremo incontrando personaggi sorprendenti e visitando luoghi insoliti – ma anche scoprendo che non conviene mai fidarsi degli stereotipi o delle prime impressioni sulle persone.

Ed ora la parola alla giurata

Il grande, grandissimo pregio di questo libro è quello di presentarci il mondo BDSM* per quello che è. Non c’è niente di fantasmagorico nell’avere una sessualità alternativa. Non c’è nulla di cui vergognarsi ma non c’è nemmeno niente di cui vantarsi. E’ semplicemente un altro modo di vivere la sessualità.

Quello che Ayzad ci dice a chiare lettere è che il dominatore medio (lo stesso dicasi al femminile e in generale per i praticanti di bdsm) è il vicino della porta accanto, il tizio che si siede di fianco a te in treno, il ragazzo che incontri la mattina mentre porti il cane a fare pipì. Il feticista dei piedi è il tuo capo, tuo zio, tua sorella, la collega sempre elegantissima. Insomma, uomini e donne comuni.

Solo per questo il libro andrebbe messo in cima alle letture da fare. Per sfatare il mito e ridare dignità al bdsm.

Ma il libro è prima di tutto un giallo. Non c’è spazio per voli pindarici carichi di erotismo patinato, ci sono solo un paio di spettacoli che vengono descritti più per istruire che per scandalizzare o eccitare. Tutto è funzionale al racconto che si svolge nell’ambiente dell’erotismo alternativo. Ricco di note che danno il giusto apporto divulgativo per coloro che non sono avvezzi al tema, il libro si snoda in una Milano anonima, fatta di gente che lavora, che combatte con problemi comuni e che si barcamena per arrivare alla fine del mese.

Un lavoro in più in cambio di soldi? Ok. E’ solo questo che spinge Ayzad, il giornalista esperto di bdsm e protagonista del libro, ad accettare il lavoro che gli viene proposto da Letitia, figlia di una ricca borghese genovese morta in circostanze strane. Quello che serve alla ragazza, tipico esempio di “figa di legno” milanese, è che Ayzad dichiari che la madre non si è suicidata ma è morta a causa di un gioco erotico finito male, altrimenti l’eredità tanto ambita finirà a babbo morto. Partono da qui le indagini che lentamente porteranno i due protagonisti a vivere a stretto contatto e ad interfacciarsi nonostante appartengano a mondi (sia filosoficamente che materialmente) opposti.

Non dico altro per non spoilerare.

Io non avevo capito. Non ci ero arrivata o meglio… avevo sospettato e per un po’ ne ero stata sicura, ma poi tutto portava da un’altra parte. E comunque non avevo capito l’altro collegamento… sì insomma, non avevo capito un cazzo !!!

Eppure, a pensarci bene, non poteva che essere così.

Tra l’altro ho anche avuto l’impressione di essermi persa qualcosa… non che le cose non tornino… anzi. Tutto fila liscio. Sono io che mi sono lasciata distrarre e non ho compreso perfettamente un paio di situazioni, tanto che mi sto ancora chiedendo… Ma è successo o no? E se non è successo, perchè lui alla fine si comporta in quel modo? Perchè se fosse successo, sarebbe perfettamente logico.

A parte le mie divagazioni, tutti dubbi che stempererò con la rilettura, devo esprimere anche l’unica nota stonata. La freddezza.

Ho trovato la storia poco appassionata.

E’ appassionante, ma il tutto è trattato con una certa freddezza. Anche il rapporto tra Cristina e Ayzad, che è chiaramente un rapporto di amore e passione, mi è sembrato freddino… non mi ha trasmesso chissà quali emozioni. Forse questa impressione è dovuta allo stile di scrittura, come se si stessero descrivendo degli eventi più che sentirli. In parte credo sia dovuto all’attenzione che lo scrittore ha messo nel cercare di non fare sensazionalismo ma di educare il lettore ad un approccio serio al bdsm, rendendo in questo modo alcune parti del libro piuttosto accademiche.

D’altro canto bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e ammettere che è un bel libro, scritto bene, con una storia ben articolata. Forse, in un certo senso, acerbo. Non me ne voglia Ayzad, davvero. Penso realmente che sia un ottimo prodotto affrontato seriamente e sviluppato molto bene, ma forse, con un pizzico di sentimento in più per i personaggi, il libro ne avrebbe giovato in coinvolgimento emotivo del lettore.

Detto questo, mi interesserebbe moltissimo leggere gli altri libri di questo autore, e chissà che non lo faccia. In fondo il tempo per leggere non mi manca e l’argomento è decisamente interessante sotto diversi punti di vista.

E’ un libro che consiglio a chi piace il genere giallo, o forse sarebbe meglio dire noir.

Ma lo consiglio anche e soprattutto a coloro che come me mal sopportano le esasperazioni di certa letteratura moderna e vorrebbero avere un’idea più realistica del panorama bdsm.

Certo che se siete tra quelli che cercano a tutti i costi le smancerie, i multiorgasmi, le corde di velluto da 6500 dollari e il sesso a 3 su Hummer super attrezzati allora rivolgetevi altrove, avete solo l’imbarazzo della scelta.

In poche parole

Un’intelligente alternativa alle odiosissime 50 sfumature.

Poschina

*BDSM – Bondage, Dominazione, Sadismo e Masochismo

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