Lindalov – La recensione di Peccati originali

Copertina di Peccati originali, di Ayzad


Recensione pubblicata originariamente su 
Lindalov

Succede, qualche giorno dopo il rientro dalle vacanze, che mi scrive Ayzad e mi dice: io avrei piacere di regalarti questo ebook, dimmi poi tu che ne pensi.
E subito a me questo nome mi ha ricordato qualcosa anche se era passato del tempo da quando leggevo e mi documentavo su certe robe. E allora mi son detta Ma fammi un po’ vedere. Così ho aperto il sito di Ayzad ed ho capito subito. Mi ha fatto molto piacere la sua lettera. Ho adorato la sua BDSM– Guida per esploratori dell’erotismo estremo. Mi è stata tanto utile.

Ho iniziato a leggere immediatamente il nuovo libro e sebbene io sia una molto critica sui nostri scrittori emergenti – oggi scrivono tutti, sul niente, con poco: dove sono i nuovi capolavori letterari? A me paiono quasi tutte fiabe per adulti – e premesso quindi che son partita con un certo scetticismo… toh, sorpresa! Peccati Originali è divertente!
Mi sono affezionata subito al personaggio – himself; incuriosita da altri, lasciati però sospesi, forse per ritrovarli in un secondo libro. Speriamo.
Bene l’inserimento nel testo delle pratiche BDSM, delle citazioni, delle spiegazioni, degli oggetti feticci tra i più famosi.
Io, fossi in voi, lo leggerei. Soprattutto perché tocca veramente l’argomento del sadomaso, non invece come tutta quella storia sul sadismo ipotetico di Mr. Grey in 50 sfumature di grigio dove si inseriscono oggetti e strumenti, ma non si usano quasi mai, tranne per qualche sculacciata (siamo sicuri che l’autrice li conosca davvero tutti quei giochetti? Ayzad sì!), e dove la protagonista, presentata come donna romantica ma indipendente, che non scende a compromessi con nessuno pur di rimanere una domna integra e fedele ai suoi ideali di femminismo post-moderno, in realtà non vede l’ora di diventare amante, moglie, amica, infermiera, salvatrice, erede di un impossibile Principe Azzurro finché morte non la separi. I soliti cliché banali sulla donna (io ancora non ho capito se è nato prima il cliché sulla donna o la donna).
Qui si racconta – sebbene con toni sempre molto leggeri – chi è più kinky (letteralmente strano, perverso) che non vuol dire assolutamente malato. Si racconta di un mondo nascosto in cui si trova di tutto e di più ma che di certo non fa del male a nessuno. Si spiega il gioco dei ruoli (questo è il BDSM), certe pratiche più comuni e altre invece estreme praticate da pochi, o ritenute pericolose anche tra gli stessi adepti. Ayzad, che non vuole certo convincere o indottrinare nessuno, con l’aiuto di un personaggio scettico come Letitia cerca di sfatare comunque, e giustamente, certi miti.

Ecco, tutto questo fa da sfondo ad un caso di omicidio, che è poi la vera storia. Quindi c’è una spruzzata di tutto: morte misteriosa, praticanti di BDSM, un po’ di dizionario utile e via, il tutto frullato con attento equilibrio e ben dosata ironia. C’è anche il colpo di scena inaspettato.
Io avrei scritto di più, forse anche diverso. Ma io sono io, e infatti mica scrivo libri. Si vede che si son detti in qualche riunione Non mettiamoci tutto, lasciamo spazio per un seguito, per un altro libro magari.
Non so eh, questo lo dico io, ma così pare. Ma che si deve fare se oggi funziona cosi? Si scrive spesso, per dei target, per una domanda, per un mercato, quindi si scrive tanto ma più in superficie.
Evasione.
Non pensare troppo.
Non complichiamo troppo.
Vendere.
Restiamo leggeri.

Ayzad però è stato bravo. Il libro scorre, è piacevole e incuriosisce a proseguire. Per me è già un notevole passo avanti!

Ayzad, io aspetto il secondo.

Lindalov

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