Mangialibri – La recensione di Peccati originali

Copertina di Peccati originali, di Ayzad

Recensione pubblicata originariamente su Mangialibri

Voto: due “panini” su tre

Ayzad conduce una vita tutto sommato tranquilla, nonostante le preoccupazioni finanziarie che il suo status di precario gli impone. Ma è il prezzo che ha scelto di pagare per poter vivere come gli pare, facendo il traduttore e copywriter nonché il personal coach e il consulente – soprattutto come organizzatore di eventi – nel mondo BDSM italiano (sconosciuto ai più ma attivissimo negli ambienti “bene”). Passa dunque la maggior parte del tempo davanti allo schermo del PC, dedicando tutto quello che resta a Cristina, la sua schiava, che quando non è al lavoro (è una “normalissima” biologa) siede adorante nuda ai suoi piedi sotto la scrivania.
Quando Letizia – erede di una nota e chiacchierata famiglia ricca – lo contatta per una consulenza, Ayzad non sa in che intricata vicenda sta andando a cacciarsi; ma la cifra del compenso è troppo allettante per qualunque esitazione o ripensamento. In fondo non sembra così complicato: lui deve cercare di dimostrare, in virtù delle sue conoscenze ed esperienze, che la “contessa delle lacrime” – come era soprannominata la madre di Letizia – non si è suicidata, ma è morta per un incidente mentre praticava un pericoloso self bondage. Già, perché la contessa aveva gusti sessuali …inconsueti.
A Letizia interessa dimostrare questa tesi non per amore o per qualsiasi altro sentimento filiale ma solo per poter riscuotere un ricco premio assicurativo che invece le viene negato. Ayzad si accorge presto, tra tentativi di depistaggi e menzogne varie, che dietro i nodi eleganti che hanno portato alla morte la contessa c’è ben altro. Qualcosa che stride con i codici dei praticanti che frequentano la Scena. Qualcosa che lo porterà a scoprire una verità sorprendente …

Ayzad è lo pseudonimo di un giornalista italiano e copywriter (sì, esattamente come il protagonista) che un bel giorno ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla passione di sempre, il BDSM. Nel suo sito, articolato e seguito, dice di sé: “Divulgatore di sessualità alternative, studia gli aspetti insoliti dell’eros alla scoperta di nuovi piaceri con cui godersi meglio la vita o semplicemente farsi due risate”. Quando nel 2004 ha pubblicato BDSM- Guida per esploratori dell’erotismo estremo, un manualone di quasi 800 pagine, non credeva certo di ottenere un successo così grande e continuo nel tempo. Evidentemente i 4milioni (!) di praticanti sparsi in tutta Italia – più, è ovvio, una percentuale di curiosi – sentivano il bisogno di qualcosa del genere che nel nostro Paese (quello del si fa ma non si dice) non esisteva ancora.
Con Peccati originali, titolo evocativo e d’effetto, Ayzad tenta una strada nuova, un po’ per non ripetersi e tuttavia cavalcare l’onda, un po’ – per sua stessa ammissione – per “catturare” anche altri tipi di lettori come gli appassionati di noir. Perché in effetti una trama noir, supportata da una buona capacità descrittiva, c’è, benché sostanzialmente poco articolata e intrigante nonostante gli inizi promettenti. D’altra parte è lo stesso autore a dire in un’intervista:”Raccontare un’indagine è solo la scusa che permette di descrivere proprio la vita quotidiana di chi pratica BDSM”. Ed è questo che pare stargli a cuore; chi infatti si approccia a questa lettura credendo di trovarvi erotismo o pornografia è destinato a restare profondamente deluso. Certo, vi sono descritte alcune situazioni poco … usuali ma nulla che scateni pruderie, al massimo qualche curiosità.
A proposito. Dice ancora Ayzard che il romanzo “offre anche uno spaccato della vita sociale dell’Italia di oggi” e che “la trama è uno stratagemma per raccontare ciò che ho visto e le persone che ho conosciuto, compresi personaggi pubblici insospettabili” per cui un giochino divertente per il lettore può essere tentare di riconoscere alcuni vip che si celano dietro personaggi delle storia dalle loro caratteristiche. Aggiunge poi: ”La verità è che le storie e le persone più bizzarre le ho dovute tralasciare, altrimenti non mi avreste creduto!”.

Attenzione però! Si astengano anche le fan delle 50 sfumature (come avverte il sottotitolo, qui “Nessuna sfumatura di grigio”) che Ayzad definisce “Harmony scritti con i piedi”, responsabili – a suo dire – anche di un “impressionante aumento di incidenti conseguenti a giochi erotici fra sprovveduti”. E ormai lo avevamo capito tutti che basta un giro su Google per imparare che i giochi di dominazione-sottomissione costituiscono una pratica estremamente raffinata che in molti suoi aspetti, addirittura, spesso c’entra poco col sesso vero e proprio e affonda le sue radici nell’antica arte giapponese della Karada (arte della legatura), approdata in seguito nel teatro Kabuki, per poi essere definito nel ‘900 in occidente Bondage.
Roba che con Christian Grey non ha davvero nulla a che fare. La colpa di tanta pericolosa ignoranza in merito sarebbe – sempre secondo l’autore – da attribuire “all’astio profondo degli italiani nei confronti della sessualità sana e vitale. […] È  come se nel nostro Paese gli unici ad avere i genitali fossero un mafioso sociopatico e le Olgettine: tutto il resto non esiste”.
Insomma, vi siete incuriositi abbastanza ma siete totalmente a digiuno della … materia? Niente paura: nel libro c’è anche un glossario per districarvi in questo mondo parallelo. E se vi ci appassionate c’è anche una buona eventualità che Peccati originali abbia presto un seguito. Una lettura …alternativa.

Alessandra Farinola

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  • Virginia Micagni

    “E ormai lo avevamo capito tutti che basta un giro su Google per imparare che i giochi di dominazione-sottomissione costituiscono una pratica estremamente raffinata che in molti suoi aspetti, addirittura, spesso c’entra poco col sesso vero e proprio e affonda le sue radici nell’antica arte giapponese della Karada (arte della legatura), approdata in seguito nel teatro Kabuki, per poi essere definito nel ‘900 in occidente Bondage.”

    Perdindirindina, mi pare che in storia dell’eros estremo la signorina abbia idee quantomeno confuse…

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